🌐 Kastadiva addio alla drag queen del Muccassassina
La drag queen Kastadiva è stata trovata morta a Roma sul balcone del suo appartamento in quello che gli inquirenti ritengono un gesto volontario. Bruno Gagliano, artista simbolo della scena queer e del Muccassina, lascia un vuoto profondo nella comunità LGBTQIA+ italiana.
Lutto improvviso per la comunità artistica, notturna e LGBTQIA+ italiana: Bruno Gagliano, in arte Kastadiva, storica drag queen del celebre party Muccassassina, è stato trovato senza vita sabato 24 gennaio sul balcone del suo appartamento in zona Colle Salario, nella Capitale.
Il corpo dell’artista – 40 anni e figura iconica della scena queer romana e nazionale – è stato scoperto nella mattinata da una vicina di casa. Secondo le prime ricostruzioni delle forze dell’ordine, la morte potrebbe essere riconducibile a un gesto volontario, ma gli accertamenti sono in corso per chiarire con precisione le circostanze.
La notizia ha rapidamente fatto il giro del web e dei social network, suscitando profondo dolore e incredulità tra chi lo conosceva come performer, amico e figura carismatica della nightlife capitolina.
Chi era Kastadiva: una drag queen simbolo della cultura queer
Nato a Alcamo, in provincia di Trapani, Bruno Gagliano aveva costruito nei decenni una carriera artistica intensa e riconosciuta: performer, make‑up artist e drag queen, era diventato resident e protagonista di Muccassassina, la storica serata LGBTQIA+ nata nei primi anni ’90 e cresciuta fino a diventare un punto di riferimento della cultura queer italiana.
Muccassassina, organizzata in gran parte presso il locale Qube di Roma, è conosciuta da decenni come uno dei principali eventi di intrattenimento e visibilità per la comunità LGBTQIA+, capace di coniugare spettacolo, cultura e impegno sociale.
La carriera di Kastadiva era costellata di performance di lipsync, costumi spettacolari, makeup elaborato e una presenza scenica che lo aveva reso una delle drag queen più amate e ricordate del mondo queer italiano. In anni recenti, aveva anche conquistato il titolo di Miss Drag Queen Lazio, riconoscimento che ne aveva consacrato la visibilità entro e oltre l’ambiente romano.

Il ritrovamento del corpo e le circostanze della morte
Secondo le ricostruzioni disponibili, il corpo di Bruno Gagliano è stato trovato sul balcone del secondo piano di un palazzo di via di Castel Giubileo da una residente, che ha immediatamente allertato i soccorsi e le forze dell’ordine.
I carabinieri intervenuti sul posto hanno avviato gli accertamenti e, al momento, l’ipotesi più accreditata è che si sia trattato di un suicidio, probabilmente a seguito di una caduta dall’appartamento, anche se la dinamica completa è ancora sotto verifica.
Non si segnalano – allo stato attuale delle indagini – evidenze di terze persone coinvolte: la vicenda è considerata una tragedia personale con ricadute profonde in un’intera comunità.
Il cordoglio della comunità LGBTQIA+ e del mondo artistico
La scomparsa di Kastadiva ha provocato un’ondata di emozione e vicinanza nei confronti della famiglia, degli amici e dei colleghi artistici. Tra i messaggi di cordoglio, quello dell’attivista e figura storica della comunità queer Imma Battaglia è tra i più toccanti: ricorda Kastadiva per la sua energia, la creatività nei personaggi e la capacità di portare allegria e colore, pur nascondendo una sensibilità complessa e profonda.
Anche Vladimir Luxuria e Eva Grimaldi – volti noti del mondo LGBTQIA+ e dello spettacolo italiano – hanno condiviso il loro dolore, sottolineando il vuoto lasciato da un’artista originale e amatissimo.
Il locale Muccassassina ha diffuso un messaggio ufficiale: «Sei stata una delle migliori drag queen del panorama italiano, la regina del lipsync. Vogliamo ricordarti per il tuo splendore e la tua arte. Brilla come hai sempre fatto, ma più in alto».
Numerosi colleghi, tra cui il duo drag Karma B e il Partito Gay LGBT+, hanno espresso parole di affetto, definendo Kastadiva un simbolo di eleganza, libertà espressiva e passione artistica che lascia un vuoto immenso nella scena queer.

La drag culture in Italia: un fenomeno culturale oltre il palco
Per comprendere appieno l’importanza di figure come Kastadiva, è utile ricordare che la drag queen non è semplicemente un personaggio da palcoscenico, ma una forma di performance artistica con radici culturali profonde. Negli ultimi decenni le drag queen hanno contribuito a valorizzare identità, diversità e lotte per i diritti civili, trasformando locali e serate come il Muccassassina in luoghi di comunità e visibilità.
Questi artisti – spesso uomini che assumono alter ego femminili con nomi d’arte e performance elaborate – sono diventati parte integrante della cultura pop e queer contemporanea, portando sul palco voci, temi e storie che altrimenti resterebbero marginali.
Riflessioni sulla salute mentale e sul sostegno
La tragica vicenda solleva anche interrogativi più ampi sulla salute mentale e sulle difficoltà che molte persone affrontano nell’equilibrare carriera, identità personale e pressioni esterne. La comunità queer e numerosi esperti sottolineano spesso l’importanza di servizi di supporto, dialogo e prevenzione nei confronti di coloro che vivono con fragilità emotive. Queste riflessioni, pur non essendo citazioni dirette dalle fonti giornalistiche, emergono con forza nei commenti di colleghi, amici e attivisti impegnati nel tema.
La scomparsa di Kastadiva invita a una riflessione collettiva sul valore della cura, dell’ascolto e della protezione delle persone vulnerabili, specialmente in ambienti sociali dove l’apparenza può nascondere sofferenze profonde.

La morte di Bruno Gagliano, in arte Kastadiva, storica drag queen del Muccassassina, ha scosso profondamente la scena artistica e LGBTQIA+ italiana. Lascia un’eredità di creatività, spettacolo e orgoglio culturale, ma anche una ferita nel cuore di chi l’ha conosciuto e amato, sollevando domande dolorose sul sostegno a chi affronta difficoltà emotive e personali.
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