11:07 am, 25 Gennaio 26 calendario

🌐 Alex Pretti a Minneapolis: il video smentisce la versione ufficiale

Di: Redazione Metrotoday
condividi

Un infermiere di 37 anni, Alex Pretti, è stato ucciso da agenti federali a Minneapolis. Video e testimoni mettono in dubbio la ricostruzione ufficiale della Border Patrol, scatenando proteste e un acceso dibattito sull’uso della forza.

La morte di Alex Jeffrey Pretti, 37 anni, infermiere di terapia intensiva al sistema sanitario per veterani, ha acceso un nuovo fuoco di proteste e polemiche negli Stati Uniti, centrando il dibattito pubblico sulla gestione delle forze federali e l’uso della forza nelle azioni di contrasto all’immigrazione.

La tragedia si è consumata nella mattinata del 24 gennaio 2026 a Minneapolis, quando agenti della United States Border Patrol — parte del Dipartimento della Sicurezza Interna (DHS) e dell’ICE (Immigration and Customs Enforcement) — hanno sparato e ucciso Pretti durante un’operazione nel centro della città.

La versione ufficiale delle autorità

Secondo la ricostruzione delle autorità federali, Pretti si sarebbe avvicinato agli agenti armato di una pistola semiautomatica durante l’operazione e avrebbe tentato di resistere all’essere disarmato, causando la reazione degli agenti che avrebbero sparato in “autodifesa”.

Il governo Usa ha difeso l’azione delle forze federali, sostenendo che la minaccia di un civile armato giustifichi l’uso letale delle armi da fuoco in casi di rischio per la sicurezza degli agenti e degli astanti.

Tuttavia, questa versione è fortemente contestata da video, testimonianze oculari e media internazionali, che stanno rivelando dettagli contrastanti sul comportamento di Pretti prima della sparatoria.

https://www.ansa.it/webimages/img_1129x635/2026/1/25/56d82b8466be8a739920716682e00920.jpg

I video che cambiano la narrazione

Negli ultimi giorni sono circolati più video registrati da spettatori presenti sulla scena, che mostrano un quadro molto diverso rispetto alla versione ufficiale.

Le immagini — riprese da più angolazioni — mostrano che Pretti non era armato al momento dell’intervento degli agenti, e che in mano teneva un semplice telefono cellulare con cui stava filmando l’azione delle forze federali.

Secondo questi filmati:

  • Pretti si sarebbe avvicinato agli agenti mentre venivano impiegati spray al peperoncino contro alcuni manifestanti.

  • Era disarmato e non opponeva resistenza, ma avrebbe cercato di proteggere o aiutare una donna costretta a terra dagli agenti.

  • Poco dopo essere stato afferrato da altri agenti, Pretti è stato colpito ripetutamente da proiettili.

Un testimone, intervistato da ANSA e citato da media internazionali, ha inoltre affermato:

“Non l’ho visto con una pistola. L’hanno buttato a terra e hanno iniziato a sparargli”.

Queste immagini, confermate anche da testate italiane e internazionali, mettono in forte dubbio la narrativa delle autorità Usa e hanno rafforzato le accuse verso un uso eccessivo e ingiustificato della forza.

La vita di Alex Pretti

Alex Pretti non era una figura nota alle forze dell’ordine. Secondo la famiglia e i media, era un infermiere dedicato con una carriera nel sistema sanitario dei veterani di Minneapolis e una reputazione di generosità.

I suoi genitori hanno raccontato ai media che Pretti — nato negli Stati Uniti con origini italiane negli Stati Uniti — era profondamente coinvolto nelle comunità locali e spesso partecipava a eventi civici e sociali.

Non aveva precedenti penali e possedeva legalmente un porto d’armi, ma non risulta che lo stesse utilizzando al momento della sparatoria, secondo i video diffusi dalla stampa.

Proteste e reazioni

La morte di Pretti ha innescato una nuova ondata di proteste a Minneapolis, con migliaia di persone scese in strada per chiedere giustizia e trasparenza sulle circostanze dell’uccisione.

Manifestazioni spontanee sono state organizzate anche in altre città americane, tra cui New York e Los Angeles, dove la comunità ha espresso solidarietà alla famiglia e condanna verso il comportamento delle autorità federali.

Critiche sono arrivate anche dai leaders politici locali:

  • Il governatore del Minnesota Tim Walz ha definito l’accaduto “inaccettabile” e ha invitato l’amministrazione federale a ritirare le sue unità da Minneapolis.

  • Il sindaco Jacob Frey ha denunciato la situazione come una crisi di fiducia tra comunità e forze federali.

La protesta si inserisce in un contesto più ampio di tensioni tra autorità federali e comunità locali sul fronte dell’immigrazione e dell’ordine pubblico, un tema già al centro del dibattito pubblico americano nei mesi recenti.

https://s.abcnews.com/images/Politics/alex-pretti-ap-jt-260124_1769290044831_hpMain_16x9_1600.jpg

Dibattito pubblico e politica

La vicenda Pretti ha rapidamente travalicato i confini locali e sollevato domande profonde sull’uso della forza da parte delle forze federali Usa, in particolare quando si tratta di operazioni legate alla politica sull’immigrazione.

Gruppi per i diritti civili, organizzazioni legali e parte dell’opinione pubblica definiscono l’uccisione di Pretti come un abuso di potere e una violazione dei diritti civili., mentre i sostenitori delle autorità federali difendono le azioni come necessarie per garantire la sicurezza degli agenti.

Il dibattito si inserisce in un quadro nazionale già segnato da episodi simili, che hanno alimentato tensioni tra federalismo e governo centrale, tra protezione dei diritti individuali e strategie di controllo dell’immigrazione.

La tragica fine di Alex Pretti, immortalata nei video oggi al centro dell’attenzione, pone interrogativi cruciali sulla trasparenza delle autorità, sul ruolo delle forze federali e sulla libertà di manifestare in contesti sociali e politici polarizzati.

25 Gennaio 2026
© RIPRODUZIONE RISERVATA