6:51 am, 23 Gennaio 26 calendario

Groenlandia e Danimarca: la sovranità è e rimarrà la linea rossa

Di: Giuseppe Nasca
condividi

Dopo le ultime affermazioni di Donald Trump su un possibile “accesso totale” degli Stati Uniti alla Groenlandia, Danimarca e Groenlandia ribadiscono che la sovranità è una linea rossa e non è negoziabile, scatenando reazioni politiche, diplomatiche e sociali in Europa e oltre.

La sovranità della Groenlandia è stata dichiarata una “linea rossa” non negoziabile da parte delle autorità di Copenaghen e Nuuk, dopo le recenti affermazioni del presidente degli Stati Uniti Donald Trump che hanno riacceso una controversia diplomatica di portata internazionale.

📌 Le tensioni sono esplose nuovamente quando Trump ha sostenuto durante un incontro con il Segretario generale della NATO Mark Rutte al World Economic Forum di Davos di aver concordato un “framework” di cooperazione sull’isola artica che potrebbe comportare un ampio accesso statunitense alla regione strategica. Trump ha affermato che il controllo di Greenland è “imperativo per la sicurezza nazionale e mondiale”.

https://www.aljazeera.com/wp-content/uploads/2026/01/INTERACTIVE-GREENLAND-Arctic-shipping-routes-JAN-21-2026-1768987630.png?quality=80

🗣️ Tuttavia, il primo ministro groenlandese Jens‑Frederik Nielsen ha risposto che la sovranità e l’integrità territoriale di Groenlandia sono “una linea rossa” che non può essere attraversata da nessuna potenza straniera. “Siamo pronti a cooperare economicamente e su questioni di sicurezza,” ha sottolineato Nielsen, “ma nessuno, tranne noi e il Regno di Danimarca, può decidere il futuro del nostro territorio.

Le parole di Trump e la reazione europea

Trump aveva inizialmente dichiarato di aver trovato un accordo, percepito come un passo verso una presenza americana permanente, potenzialmente legata all’installazione di sistemi di difesa come il progetto “Golden Dome”. Tuttavia, né il governo danese né quello groenlandese erano rappresentati nelle trattative annunciate, generando confusione e scetticismo.

La premier danese Mette Frederiksen ha ribadito che la Danimarca non può negoziare sulla propria sovranità né su quella delle sue terre autonome, affermando che qualsiasi dialogo con gli Stati Uniti deve avvenire “attraverso i canali corretti e nel pieno rispetto della legge internazionale”.

La reazione non si è limitata a Copenhagen e Nuuk: i leader europei hanno espresso preoccupazioni per la stabilità transatlantica, sottolineando che qualsiasi accordo sulla Groenlandia deve rispettare i principi fondamentali del diritto internazionale e la sovranità degli Stati. La presidente della Commissione Europea Ursula von der Leyen ha annunciato un pacchetto per rafforzare la sicurezza artica, ribadendo che l’UE non intende tollerare pressioni che mettano in discussione l’integrità territoriale dei partner.

Perché Greenland è così centrale

L’isola artica è strategicamente cruciale. Con un territorio enorme ma scarsamente popolato, Groenlandia si trova in una posizione chiave nell’Artico, regione di crescente importanza geopolitica per il controllo delle rotte marittime e per l’accesso a risorse naturali e minerali di valore, come terre rare, nichel, rame e altri minerali critici.

Gli Stati Uniti mantengono già una presenza militare attraverso la base di Pituffik, in vigore sotto un accordo difensivo con la Danimarca fin dagli anni Quaranta. Trump e i suoi alleati sostengono che rafforzare questa presenza è essenziale per contrastare le ambizioni di potenze come Russia e Cina nell’Artico.

🗣️ Tuttavia, il principio di autodeterminazione e i diritti della popolazione groenlandese — per lo più Inuit — sono diventati un tema centrale del dibattito. Le proteste in Danimarca e in Groenlandia con slogan come “Greoenlandia non è in vendita” hanno mobilitato decine di migliaia di persone, evidenziando il forte sentimento locale contro qualsiasi ipotesi di cessione o annessione forzata.

https://www.aljazeera.com/wp-content/uploads/2025/01/INTERACTIVE-How-big-is-Greenland-jan8-2025-1-1736336584.png?resize=770%2C962&w=770

Divergenze e implicazioni diplomatiche

Il caso mette in luce le tensioni tra alleati storici come USA, Danimarca e paesi europei, nonché le crescenti sfide nell’ambito della politica di difesa e della cooperazione atlantica. L’atteggiamento deciso di Reykjavik — pur essendo parte del Regno di Danimarca — ha anche stimolato discussioni più ampie sull’autonomia e la possibilità di futura indipendenza della Groenlandia, sostenuta da una parte significativa della popolazione locale e di alcuni partiti politici.

Mentre Copenhagen insiste sul fatto che nessuna parte del territorio può essere negoziata senza il consenso di Danimarca e Groenlandia, alcune analisi suggeriscono che la discussione sull’Artico potrebbe catalizzare un ripensamento delle alleanze e delle strategie di difesa collettive all’interno della NATO e dell’Unione Europea.

Il confine tra cooperazione e coercizione

Al centro della controversia c’è anche una differenza di visione su cosa significhi cooperare in nome della sicurezza. Trump ha alternato toni di pressione e aperture, arrivando a cancellare minacce tariffarie contro paesi europei pur di avanzare la sua agenda sulla Groenlandia, un segnale interpretato da molti come un uso strumentale della diplomazia economica a fini geopolitici.

Per Copenaghen e Nuuk, la lezione è chiara: la sovranità nazionale non è negoziabile, e qualsiasi cooperazione con Washington o altri alleati deve rispettare pienamente i diritti e la volontà dei groenlandesi. Questa posizione è stata ribadita più volte anche in incontri diplomatici e dichiarazioni pubbliche negli ultimi giorni.

https://www.reuters.com/graphics/GREENLAND-USA/dwpkknmdypm/chart.png

Il dibattito sulla Groenlandia ha messo in luce tensioni profonde nelle relazioni transatlantiche, la complessità dell’Artico come teatro strategico globale e l’importanza del rispetto dei principi di sovranità e diritto internazionale. La determinazione di Danimarca e Groenlandia a considerare la sovranità una linea rossa rappresenta non solo una sfida agli Stati Uniti, ma anche un monito per tutte le potenze globali sulla necessità di rispettare i confini e le scelte dei popoli.

La questione della Groenlandia, pur essendo radicata in dinamiche geopolitiche moderne, richiama interrogativi essenziali sul futuro delle alleanze, sul ruolo delle risorse naturali e sulla capacità delle democrazie di mantenere il controllo delle proprie destinazioni politiche.

23 Gennaio 2026
© RIPRODUZIONE RISERVATA