10:26 am, 19 Gennaio 26 calendario

🌐  Rottamazione quinquies ecco gli esclusi dalla sanatoria

Di: Redazione Metrotoday
condividi

La rottamazione quinquies ecco gli esclusi dalla sanatoria 2026 è tra le novità fiscali più discusse della Legge di Bilancio 2026, ma la misura non vale per tutti. Pur promettendo l’azzeramento di sanzioni e interessi su molti debiti affidati all’Agenzia delle Entrate‑Riscossione, numerosi contribuenti e alcune tipologie di cartelle sono invece esclusi dalla sanatoria, con conseguenze importanti per chi sperava in una “pace fiscale” ampia ed efficace. In questo articolo analizziamo in profondità regole, limiti, esclusioni e scenari per le imprese e i cittadini.

Cos’è la rottamazione quinquies: un nuovo capitolo della pace fiscale

La rottamazione quinquies è la quinta edizione della cosiddetta “pace fiscale”, uno strumento legislativo che permette ai contribuenti di definire agevolmente debiti fiscali e previdenziali affidati all’Agenzia delle Entrate‑Riscossione (AdER).

Con la Legge di Bilancio 2026 la rottamazione quinquies è stata introdotta ufficialmente per consentire ai contribuenti di sanare invece di accumulare sanzioni e interessi, pagandone solo il capitale originario del debito e alcune spese minime.

La norma, contenuta nell’articolo 23 della Manovra 2026, fissa l’arco temporale dei debiti ammessi dal 1° gennaio 2000 al 31 dicembre 2023 e prevede la cancellazione di sanzioni, interessi di mora e aggio di riscossione sui carichi definiti.

La domanda di adesione deve essere presentata entro il 30 aprile 2026 tramite la piattaforma telematica dell’Agenzia delle Entrate‑Riscossione, con la prima rata da pagare in genere entro il 31 luglio 2026, e la possibilità di dilazione fino a 54 rate bimestrali (oltre 9 anni).

Quali debiti possono essere oggetto di sanatoria — e quali no

📌 Non tutti i debiti affidati all’AdER potranno essere rottamati tramite la quinquies. La definizione agevolata riguarda solo certi carichi specifici: principalmente quelli derivanti da omessi versamenti di imposte risultanti dalle dichiarazioni annuali e omessi contributi previdenziali dovuti all’INPS, non conseguenti ad accertamenti esecutivi.

In parole povere:

  • Possono rientrare in sanatoria:
    • imposte dovute dal contribuente in base alle dichiarazioni (Irpef, Iva, ecc.) non versate;
    • contributi INPS non versati (con esclusione di quelli da accertamenti);
    • avvisi bonari convertiti in ruolo;
    tutti affidati all’AdER tra il 2000 e il 2023.

  • Non rientrano nella rottamazione:
    • debiti tributari derivanti da accertamenti esecutivi;
    • tributi locali (come IMU, Tari, bollo auto) che non sono affidati all’Agenzia delle Entrate‑Riscossione;
    • sanzioni penali, multe amministrative e somme dovute per responsabilità di danno erariale;
    • contributi previdenziali richiesti a seguito di accertamento fiscale.

In sintesi, non è possibile rottamare tutto ciò che è stato notificato: la “sanatoria” è circoscritta e tecnica, non assoluta.

Gli esclusi dalla rottamazione quinquies: i casi concreti

La parte più delicata riguarda proprio chi non potrà beneficiare della nuova sanatoria. Secondo le regole già definite:

Chi è ancora in regola con la rottamazione quater

Se un contribuente ha già aderito alla rottamazione quater e risulta in regola con i pagamenti alla data del 30 settembre 2025, non potrà riaccedere alla quinquies sulle stesse cartelle.

Questo significa che chi ha fatto valere la quater e ha versato tutta la quota dovuta entro il termine non può utilizzare la nuova sanatoria per lo stesso debito — a meno che non sia decaduto entro il 30 settembre 2025 per ritardi o insufficienze di versamento.

Chi ha presentato istanza in determinate finestre temporali

Ulteriori esclusioni precise riguardano chi ha aderito alla quater entro alcune scadenze:

  • entro il 30 giugno 2023;

  • entro il 30 settembre 2023 (termine prorogato per territori alluvionati);

  • entro il 30 aprile 2025.

Se il contribuente aveva già chiesto la rottamazione quater in questi periodi e non è decaduto entro la fine di settembre 2025, non può accedere alla quinquies su quella stessa cartella.

Chi non ha mai presentato dichiarazioni

La quinquies non è pensata per “condonare” chi non ha mai presentato una dichiarazione dei redditi o IVA. In questi casi, anche se il debito è affidato all’AdER, la sanatoria non è prevista, come già richiamato in diverse anticipazioni normative.

Altri debiti completamente esclusi

Sebbene la legge non elenchi tutte le casistiche possibili, ogni cartella derivante da:

  • accertamenti fiscali esecutivi;

  • atti giudiziari, come somme per danni erariali;

  • debiti tributari locali non affidati all’AdER;

resta esclusa dalla rottamazione quinquies.

Queste esclusioni non sono sempre intuitive e richiedono attenzione da parte dei contribuenti per evitare errori nella presentazione della domanda.

Come presentare la domanda e i rischi di esclusione

Per chi rientra nei parametri della rottamazione quinquies, è importante ricordare che la presentazione della domanda entro il 30 aprile 2026 è obbligatoria per accedere ai benefici.

Chi non presenta l’istanza nei termini o commette errori formali rischia di essere escluso automaticamente dalla sanatoria, perdendo l’opportunità di stralciare sanzioni e interessi sul proprio debito.

Inoltre, la legge prevede che la rottamazione decade se il contribuente salta la prima rata o almeno due rate anche non consecutive, con la conseguente perdita dei benefici acquisiti.

Le implicazioni per i contribuenti

Le esclusioni illustrate non sono meri dettagli tecnici. Esse possono spingere centinaia di migliaia di contribuenti a non poter usufruire della sanatoria, costringendoli a gestire il proprio debito con altri strumenti, come la rateazione ordinaria o il contenzioso fiscale.

In particolare:

  • chi ha già aderito alla rottamazione quater e ha rispettato i termini potrebbe dover affrontare i propri debiti senza i vantaggi della quinquies;

  • chi ha debiti derivanti da accertamenti o tributi locali potrebbe non trovare alcuna possibilità di “resettare” sanzioni e interessi;

  • chi non ha mai dichiarato redditi, pur risultando debitore, resta fuori dalla definizione agevolata.

Queste esclusioni rendono più complesso il quadro fiscale italiano, che da anni cerca un equilibrio tra tutele per i contribuenti in difficoltà e esigenze di equità e gettito per lo Stato.

Un confronto con le precedenti “rottamazioni”

Rispetto alle versioni precedenti, la quinquies è più ampia nel periodo temporale (2000‑2023) e più selettiva nei carichi ammessi.

Rispetto alla quater:

  • la quinquies raddoppia l’arco temporale dei debiti ammessi;

  • esclude più casi di debiti derivanti da accertamenti;

  • ha un tasso di interesse del 3% sulle rate — più oneroso rispetto alle precedenti sanatorie.

Questo profilo evidenzia come la manovra fiscale 2026 cerchi un compromesso tra dare respiro ai contribuenti e tutelare le finanze pubbliche.

Una sanatoria selettiva, non universale

La rottamazione quinquies rappresenta una nuova importante opportunità per i contribuenti italiani con cartelle esattoriali pendenti, ma non è una “amnistia fiscale” senza condizioni.

Molti contribuenti e tipi di debito sono esplicitamente esclusi dalla sanatoria, e la conoscenza di questi criteri è fondamentale per chi intende sanare la propria posizione fiscale senza incorrere in errori o sorprese.

19 Gennaio 2026 ( modificato il 15 Gennaio 2026 | 20:31 )
© RIPRODUZIONE RISERVATA