10:06 am, 19 Gennaio 26 calendario

🌐 Romina Power e la polemica su Felicità: banalità o mito musicale

Di: Redazione Metrotoday
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La cantante Romina Power finisce al centro della scena per aver definito il celebre brano Felicità “banale”, scatenando una polemica virale tra autore, fan e colleghi. Tra precisazioni social e reazioni pubbliche, il dibattito sulla canzone simbolo della musica italiana è al culmine.

Romina Power e la polemica su Felicità

Una sola parola ha innescato una tempesta mediatica attorno a uno dei pezzi più iconici della musica italiana. Romina Power, ospite dell’ultima puntata del podcast Supernova condotto da Alessandro Cattelan, ha infatti ammesso in un passaggio dell’intervista che, ripensando alla sua carriera con l’ex marito e partner artistico Al Bano Carrisi, non si è mai sentita pienamente rappresentata dal repertorio di quel periodo e ha descritto Felicità come “banale” — parole che hanno immediatamente acceso il dibattito tra pubblico e addetti ai lavori.

Il brano, pubblicato nel 1982, è considerato da decenni un simbolo della musica pop italiana, uno di quei classici che trascendono generazioni e nazioni, senza perdere il loro legame con il sentimento di gioia e spensieratezza che ha caratterizzato intere estati e concerti in tutto il mondo.

La frase che ha scatenato la polemica

📌 Nel corso dell’intervista, Power ha spiegato di aver trovato Felicità lontana dal suo gusto musicale personale all’epoca e di non averla mai ascoltata al di fuori dei contesti artistici che condivideva con Al Bano. “Io non la volevo neanche incidere, la trovavo una canzone banale”, ha affermato, suscitando sorpresa e reazioni contrastanti tra gli ascoltatori e gli esperti di musica.

Secondo l’artista, il termine “banale” non ha alcuna accezione offensiva, ma deriva dal francese antico banal, che significa semplicemente “qualcosa di comune o neutro”. Power ha sottolineato che il senso delle sue parole è stato strumentalizzato per creare una polemica là dove lei non intendeva offenderne il valore artistico o emotivo.

Le reazioni all’attacco

🗣️ La replica più dura è arrivata dall’autore del testo della canzone, Popi Minellono, che intervenendo a La volta buona non ha usato mezzi termini: “Romina ha sputato nel piatto dove ha mangiato”, ha detto, aggiungendo che Felicità ha dato alla cantante soddisfazioni e guadagni inimmaginabili per oltre 40 anni e che avrebbe meritato un senso di rispetto verso il pubblico che l’ha amata così tanto.

La polemica è ulteriormente degenerata quando è entrata nel dibattito anche Loredana Lecciso, compagna di Al Bano, che ha definito incomprensibile il dissociarsi da una canzone considerata un “inno mondiale”. Sempre secondo alcune fonti, la discussione ha coinvolto commenti ironici e prese di posizione anche da parte di altri volti noti del mondo televisivo.

Tra sincerità artistica e rispetto per il patrimonio culturale

Il caso Romina Power – Felicità ha sollevato una discussione più ampia sul ruolo dell’artista rispetto alle proprie opere storiche. Da un lato, c’è chi sostiene che ogni artista abbia il diritto di esprimere il proprio rapporto personale con il proprio repertorio, che può anche evolvere nel tempo; dall’altro, c’è chi ritiene che certe dichiarazioni vadano fatte con maggior rispetto verso il pubblico che ha fatto di quelle canzoni un simbolo collettivo.

La critica mossa da Minellono mette in luce uno scontro tra due modi di intendere la relazione tra artista e pubblico: l’autenticità personale contro il peso delle aspettative sociali e culturali. In un’epoca di social media e discussioni virali, ogni parola può essere amplificata e decontestualizzata, portando a fraintendimenti e divisioni profonde.

La replica social di Romina Power

Dopo le reazioni, Romina Power ha scelto i social per chiarire la propria posizione, concentrandosi proprio sull’etimologia della parola “banale” e sul fatto che essa non fosse intesa come insulto o svalutazione. “Estrapolare una singola parola da un’intervista di un’ora e usarla per costruire una polemica non è corretto né professionale”, ha scritto, ribadendo il proprio affetto per la canzone e dichiarando che continuerà a eseguirla perché vedere la gioia e l’emozione del pubblico la rende felice.

Questo passo è stato interpretato da molti suoi fan come un gesto di rispetto verso chi ha sempre sostenuto la sua musica, mentre altri hanno continuato a discutere sull’opportunità di esprimere in modo così diretto un giudizio critico su un brano così emblematico.

Il valore di Felicità nell’immaginario collettivo

Nonostante la polemica, è indubbio che Felicità rimanga uno dei brani più celebri della musica italiana nel mondo. Con milioni di copie vendute e una presenza costante nelle playlist, nelle radio e nei concerti, la canzone ha segnato un’epoca e continua a essere un punto di riferimento, non solo per chi l’ha vissuta in prima persona, ma anche per nuove generazioni di ascoltatori.

La discussione sollevata da Romina Power, pertanto, non toglie nulla alla dimensione culturale del brano, ma anzi riporta all’attenzione come la musica possa essere al contempo patrimonio collettivo e oggetto di percezioni personali, a volte divergenti. Questo caso serve da promemoria di quanto sia complesso il rapporto tra identità artistica, memoria collettiva e interpretazione critica.

Una polemica che riflette tempi e linguaggi contemporanei

La vicenda di Romina Power e Felicità è più di una semplice controversia su una parola: è un esempio di come la cultura popolare, i media e i social network si intreccino oggi in un dibattito che coinvolge sentimenti, identità artistica e memoria collettiva. In un mondo in cui ogni frase può essere amplificata all’infinito, la responsabilità di comunicare con precisione diventa cruciale, così come il rispetto per il pubblico che ha contribuito a costruire la leggenda di brani senza tempo.

19 Gennaio 2026 ( modificato il 16 Gennaio 2026 | 20:13 )
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