🌐 Dividendi nel 2026: Italia +7% e i 5 titoli più generosi
Nel 2026 i dividendi in Italia dovrebbero crescere del 7%, con distribuzioni totali attese attorno a €38,6 miliardi e un dividend yield italiano superiore alla media europea. Ecco i cinque titoli più generosi per gli azionisti e cosa cambia nel contesto dei mercati.
📌 Il 2026 si apre con buone notizie per gli investitori orientati alla redditività da dividendi. Secondo lo studio Dividend Study 2026 di Allianz Global Investors, le società italiane incluse nell’indice europeo STOXX Europe 600 sono attese distribuire circa 38,6 miliardi di euro in dividendi, pari a un aumento di circa il 7% rispetto ai 36 miliardi del 2025. Questa crescita supera il +4% stimato per l’Europa nel suo complesso, confermando l’Italia come uno dei mercati più generosi per gli azionisti nel Vecchio Continente.
Il significato di questo incremento è duplice: da un lato riflette utili societari resilienti e una fiducia delle imprese nel futuro prossimo; dall’altro indica come i rendimenti da dividendi stiano diventando un elemento chiave nella strategia di portafoglio, nonostante volatilità e incertezze macroeconomiche.

La crescita dei dividendi
La dinamica positiva dei dividendi non è un fenomeno isolato. In Europa, il totale delle cedole distribuite dovrebbe raggiungere circa 454 miliardi di euro nel 2026, in aumento rispetto ai circa 437 miliardi distribuiti nel 2025, e con prospettive di ulteriore crescita nel 2027 grazie alla prevista espansione degli utili aziendali.
Per le società italiane, il dividend yield – ovvero il rapporto tra cedola distribuita e prezzo dell’azione – è stimato attorno al 4,9% per il 2026, sensibilmente più alto della media europea (circa 3,2%). Questo indica come gli investitori italiani possano potenzialmente ottenere ritorni da cedole in grado di competere con titoli di stato a lungo termine e altri strumenti di reddito fisso.
Gli analisti sottolineano come il settore finanziario italiano – trainato da banche solide e utili in crescita – sia tra i principali motori di questa espansione, mentre alcuni segmenti ciclici come beni di consumo discrezionali mostrano performance meno brillanti per i dividendi a causa di risultati operativi più deboli nel 2025.
I 5 titoli italiani più generosi per dividendi nel 2026
Secondo l’analisi di AllianzGI e confronti con dati settoriali e ricerche di mercato, emergono cinque società italiane che si distinguono per dividend yield elevati o distribuzioni totali sostanziose:
Unipol
• Dividend yield stimato più alto del listino, oltre il 7%, riflettendo politiche di remunerazione molto generose, tipiche del settore assicurativo.
Unipol è quindi uno dei titoli più attraenti per chi cerca reddito da dividendi nel mercato italiano nel 2026.

Banca Mediolanum
• Yield molto competitivo, fra i più elevati del segmento europeo bancario.
Il modello di business focalizzato su gestione patrimoniale e servizi finanziari sostiene cedole consistenti, rendendo il titolo appetibile per investitori orientati al reddito.
Intesa Sanpaolo
• Storicamente una delle principali banche italiane anche per distribuzione di dividendi, con yield superiore al 6%.
La solidità del capitale e utili consistenti nei recenti esercizi rafforzano la capacità del gruppo di mantenere cedole elevate nel tempo. Anche dati esterni indicano che Intesa presenta un rendimento da dividendo superiore al 6% e una crescita nel tempo.
Poste Italiane
• Pur non risultando sempre in cima alle classifiche per yield percentuale, la combinazione tra dimensione del gruppo e politica di dividendi stabile la rende un titolo da tenere d’occhio nel 2026. La società ha recentemente annunciato piani strategici che includono payout più elevati nei prossimi anni, riflettendo una gestione finanziaria attenta alla remunerazione degli azionisti.
Eni
• Il gigante dell’energia italiana distribuisce cedole per una quota significativa del suo utile, con un rendimento vicino al 6% in molte stime di mercato.
La combinazione di utili stabili, profitti da idrocarburi e strategie di diversificazione energetica permette ad Eni di mantenere una posizione di rilievo tra i più generosi distributori di cedole sul mercato italiano.
Dividendi: elemento centrale nelle scelte degli investitori
Negli ultimi anni, la ricerca di rendimento ha spinto molti investitori a guardare oltre l’apprezzamento dei prezzi delle azioni, concentrandosi sempre più sulle cedole come fonte di reddito regolare. In un contesto di tassi di interesse ancora influenzati dalle decisioni delle banche centrali e da dinamiche inflazionistiche, i dividendi rappresentano un elemento competitivo nelle strategie di investimento.
Investire in titoli con cedole solide può offrire una certa stabilità nei rendimenti e contribuire a contrastare periodi di volatilità del mercato azionario. I dividendi, infatti, incidono in modo non trascurabile sul rendimento totale di un investimento a lungo termine: secondo alcune analisi internazionali, circa il 40% dei rendimenti totali degli indici azionari europei deriva dai dividendi distribuiti nel tempo.
Tuttavia, non tutti i rendimenti elevati sono sostenibili: analisti consigliano di considerare la solidità dei fondamentali, il payout ratio e la resilienza degli utili, oltre alla mera percentuale di cedole, per evitare sorprese in futuro.
Lo studio di AllianzGI indica che la crescita dei dividendi non si fermerà nel 2026, ma potrebbe addirittura accelerare nel 2027 grazie alla previsione di utili aziendali più robusti nel biennio 2026‑2027.
Questo trend positivo riflette la fiducia delle imprese nella stabilità economica europea e nella capacità di generare profitti anche in scenari macroeconomici complessi. Settori come quello finanziario e delle utilities appaiono pronti a mantenere o aumentare la loro attrattività in termini di remunerazione degli azionisti.

Un’occasione per reddito e strategie
Il 2026 si profila come un anno favorevole per gli investitori orientati al reddito da dividendi in Italia. Un aumento atteso dei dividendi del 7% e yield medi elevati rispetto al resto d’Europa offrono un contesto interessante per chi cerca ritorni stabili e prevedibili.
Tuttavia, la prudenza rimane fondamentale: selezionare titoli con fondamentali solidi, comprendere le politiche di payout delle società e bilanciare tra rendimento e rischio è essenziale per costruire un portafoglio sostenibile nel lungo periodo.
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