🌐 Istanza fallimento per Saks Global, colosso dello shopping di lusso
Il gruppo Saks Global, proprietario di Saks Fifth Avenue, Neiman Marcus e Bergdorf Goodman, presenta istanza di fallimento negli Stati Uniti, segnando una delle crisi più significative nel retail di lusso e mettendo a rischio fornitori, dipendenti e lo storico modello dei grandi magazzini.
Saks Global, la holding che controlla gli iconici grandi magazzini di lusso Saks Fifth Avenue, Neiman Marcus e Bergdorf Goodman, ha presentato istanza di capitolazione finanziaria nel tribunale fallimentare degli Stati Uniti nel Distretto Meridionale del Texas, aprendo una procedura di Chapter 11 che potrebbe riscrivere il futuro del retail di alta gamma.

Il gruppo ha annunciato di aver formalmente chiesto protezione fallimentare dopo mesi di difficoltà legate a debiti crescenti, fornitori insoddisfatti e una strategia di espansione che si è trasformata in un boomerang finanziario. L’obiettivo, secondo l’azienda, è gestire una ristrutturazione che permetta alla società di mantenere aperti i negozi, continuare a servire i clienti e tutelare i dipendenti, pur sotto la supervisione giudiziaria.
La causa della crisi: debiti, merger e calo dei profitti
📌 Il nucleo della crisi di Saks Global risale alla mega-acquisizione di Neiman Marcus, finalizzata nel 2024 con un esborso di circa 2,65 miliardi di dollari. Se all’epoca la mossa era vista come un ambizioso tentativo di consolidare il mercato del lusso, oggi quella stessa operazione viene considerata uno dei principali fattori che ha sovraccaricato i bilanci del gruppo con un debito insostenibile.
Analisti finanziari sottolineano che una combinazione di debito pesante e vendite in declino ha eroso la liquidità operativa dell’azienda, alimentando ritardi nei pagamenti ai fornitori e scorte insufficienti nei negozi. Nel corso del 2025, infatti, molte griffe di alta moda hanno smesso di rifornire i magazzini del gruppo dopo ripetuti ritardi nei pagamenti, causando penurie di prodotti sugli scaffali e un’ulteriore contrazione delle vendite.
Un esperto finanziario intervistato da Finance Monthly definisce il caso una “strategia d’espansione che è diventata un boomerang”, dove l’accumulo di debiti ha superato la capacità dell’azienda di generare reddito sufficiente a coprirli, ponendo il gruppo in una condizione di costante stress di liquidità.

Chapter 11: come funziona la protezione fallimentare negli USA
La procedura di Chapter 11 non è un fallimento definitivo in senso tradizionale. Negli Stati Uniti, questa forma di protezione fallimentare permette a un’azienda di continuare a operare mentre ristruttura i propri debiti sotto la supervisione di un tribunale federale. Significa che, almeno per ora, gli store di Saks Fifth Avenue, Neiman Marcus e Bergdorf Goodman potrebbero restare aperti, con l’obiettivo di salvaguardare posti di lavoro, programmi clienti e rapporti commerciali.
L’azienda ha infatti già ottenuto un pacchetto di finanziamento di circa 1,75 miliardi di dollari per sostenere il funzionamento durante la ristrutturazione, compreso un miliardo di dollari sotto forma di prestito debtor-in-possession.
Le reazioni: fornitori, investitori e mercato retail
La notizia del fallimento ha avuto impatti immediati su fornitori e investitori. Grandi nomi della moda — tra cui Chanel, Kering e LVMH — risultano tra i creditori non garantiti con centinaia di milioni di dollari dovuti, sollevando incertezza sulla possibilità di recuperare tali crediti attraverso il processo di ristrutturazione.
Non meno intensa è la reazione di Amazon, che detiene una quota significativa nell’azienda tramite un investimento di circa 475 milioni di dollari legato a una partnership commerciale strategica. Secondo fonti di stampa, Amazon ha formalmente contestato alcuni aspetti del piano di finanziamento, sostenendo che esso possa penalizzare i suoi interessi rispetto a quelli di altri creditori.

In parallelo, alcuni analyst di settore sostengono che la crisi di Saks non rifletta un disinteresse totale dei consumatori per il lusso, ma piuttosto le difficoltà strutturali del modello di grandi magazzini multi‑brand in un’epoca dominata dall’e-commerce, dalle vendite dirette dei brand ai clienti finali e da nuovi canali digitali.
Una crisi che riflette il futuro del lusso
Il caso Saks Global non è solo una delle più importanti procedure fallimentari nel retail americano post‑pandemia, ma anche un simbolo delle profonde trasformazioni in corso nel settore della moda e del lusso. Il tradizionale formato dei grandi magazzini — fiore all’occhiello della retail experience nel XX secolo — si trova a competere con strategie digitali, canali diretti e nuove aspettative dei consumatori.
Mentre il gruppo si prepara a negoziare con i creditori e a delineare un piano di uscita dal Chapter 11 entro la fine del 2026, la domanda cruciale rimane se Saks riuscirà a reinventarsi e a tornare a essere un protagonista della scena del lusso mondiale oppure se il marchio entrerà a far parte della storia del retail americano.
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