🌐 Addio a Rocco Commisso, l’anima della Fiorentina che ha fatto sognare
La Fiorentina in lutto per la scomparsa di Rocco Commisso, presidente storico del club italo‑americano. Nel giorno del dolore, si ripercorre la vita di un imprenditore che improntò un nuovo corso viola, tra successi, ambizioni europee e la battaglia per lo stadio. Tra cordoglio dei tifosi e riflessioni sul futuro, la sua eredità resta nel cuore dei viola.
È un giorno di profondo dolore per Firenze e per tutto il calcio italiano: Rocco B. Commisso, presidente dell’ACF Fiorentina, è morto all’età di 76 anni. La notizia è stata confermata ufficialmente dal club viola e dalla società americana Mediacom, fondata dallo stesso Commisso, dopo un prolungato periodo di cure negli Stati Uniti.
📌 Nato il 25 novembre 1949 a Marina di Gioiosa Ionica, in Calabria, Commisso si trasferì negli Stati Uniti all’età di 12 anni con la famiglia in cerca di un futuro migliore. La sua fu una storia di successo tipicamente italo‑americana: da studente brillante a dirigente di spicco nel settore delle telecomunicazioni, fino alla creazione di Mediacom Communications, oggi uno dei principali operatori via cavo negli Stati Uniti.
La Fiorentina gli deve molto più di un semplice nome sul registro dei proprietari. Quando nel 2019 Commisso rilevò il club viola dai Della Valle, la squadra toscana attraversava un periodo di difficoltà. In pochi anni, con investimenti significativi e visione imprenditoriale, guidò la Fiorentina verso una nuova identità: competitiva in Italia e in Europa, radicata con i tifosi e desiderosa di tornare grande.

Un presidente con ambizione e cuore viola
“Il suo amore per la Fiorentina è stato il più grande dono che si sia fatto.” Così recitava il comunicato ufficiale del club, letto nelle prime ore della mattina dal sito societario e dai profili social dei viola, assorti nel lutto. È difficile trovare parole più evocative per descrivere un uomo che non si limitò a investire denaro, ma che portò con sé passione, dedizione e una visione forte per il futuro della squadra e della città.
Durante la sua presidenza, la Fiorentina raggiunse due finali di UEFA Conference League (2023 e 2024) e una finale di Coppa Italia, risultati che, pur non portando trofei, segnarono un nuovo corso ambizioso per il club viola.
Commisso non si limitò ai successi sul campo. Uno dei suoi progetti più ambiziosi fu la creazione del Viola Park, un centro sportivo all’avanguardia per la prima squadra, il settore giovanile e il calcio femminile, simbolo di una struttura moderna e di lungo periodo per la Fiorentina.
La battaglia per lo stadio e la lingua del cambiamento
Ma Commisso fu anche un uomo di battaglie culturali e organizzative. La sua franchezza e la capacità di confrontarsi apertamente con la burocrazia italiana attiravano spesso l’attenzione dei media e dei tifosi. Tra le sue cause principali, quella per ottenere il controllo e la modernizzazione dello stadio Artemio Franchi a Firenze fu una delle più emblematiche: desiderava portare il club a un livello infrastrutturale che rispecchiasse le ambizioni sportive.
Allo stesso tempo, non mancarono tensioni: le critiche alla gestione delle infrastrutture e ai ritardi istituzionali sul tema degli stadi generavano dibattito pubblico e accese discussioni tra tifosi, stampa e autorità sportive. Un presidente appassionato, ma anche uomo di contrasti e scelte forti.

Il cordoglio e il futuro viola
La sua morte ha scosso profondamente non solo il mondo viola, ma l’intera Serie A. Su tutti i campi della massima serie italiana, compresa la Serie A Femminile, è stato osservato un minuto di silenzio in commemorazione di Commisso. Le reazioni di club, tifosi e personalità del calcio hanno espresso un sentimento condiviso: il calcio italiano perde una figura carismatica e determinata.
Per i tifosi della Fiorentina, la figura di Commisso resterà nel cuore non solo per i risultati sportivi, ma per l’attenzione costante alla comunità viola: dai giovani calciatori fino agli incontri con i supporter, spesso “solo Rocco” – come amava farsi chiamare – si concedeva momenti di dialogo con chi vive il calcio con passione.
Con la scomparsa del presidente, molte domande si fanno spazio: sulla gestione futura, sull’investimento negli impianti e sulla continuità del progetto sportivo. La famiglia Commisso si è detta profondamente commossa ma intenzionata a onorare il lascito del Presidente. Tuttavia, tra tifosi e analisti cresce il dibattito su possibili scenari societari nei prossimi mesi.
L’eredità di un italo‑americano a Firenze
Rocco Commisso non è stato soltanto un presidente di calcio: è stato un simbolo di passione e ambizione, un ponte tra il mondo del business e quello dello sport, tra l’America che lo ha formato e l’Italia che ha scelto di amare con tutto il suo cuore. L’eco delle sue decisioni continuerà a risuonare tra gli spalti dell’Artemio Franchi e tra le vie di Firenze, dove la comunità viola si stringe oggi nel ricordo di un uomo che ha saputo dare tanto.
La Fiorentina, la città e il calcio italiano si fermano oggi per un ultimo, sincero “grazie, presidente”.
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