🌐 Discorso nuziale fatto con ChatGPT, annullato il matrimonio
Un matrimonio nei Paesi Bassi è stato dichiarato non valido da un tribunale perché il discorso nuziale era stato scritto con l’aiuto di ChatGPT, senza includere le dichiarazioni legali obbligatorie: tecnologia e tradizione si scontrano davanti alla legge civile.
Quello che doveva essere uno dei giorni più felici nella vita di una coppia si è trasformato in una dura lezione sul confine tra tecnologia e norme civili: un tribunale olandese ha annullato un matrimonio celebrato nel 2025 perché il discorso nuziale era stato scritto con l’aiuto dell’intelligenza artificiale ChatGPT, e non includeva esplicitamente tutti gli elementi richiesti per rendere il vincolo giuridicamente valido.
Il caso, giudicato dal Tribunale distrettuale di Zwolle, ha attirato l’attenzione internazionale perché porta in primo piano una questione nuova e delicata: fino a che punto la tecnologia può sostituire elementi “umani” e formali in procedure che non sono solo simboliche, ma anche legalmente vincolanti? L’uso dell’IA, in questo caso, ha trasformato un rito d’amore in un oggetto di contesa giuridica, con conseguenze concrete per la coppia e per il modo in cui pensiamo alla tecnologia nei rituali della vita.

Quando il “sì lo voglio” non è abbastanza
📌 Secondo la legge olandese — come in molti altri ordinamenti civili — il matrimonio civile non dipende solo dalle intenzioni personali degli sposi ma da una **formale dichiarazione in un linguaggio preciso», che affermi il reciproco impegno a rispettare tutti i doveri legali che derivano dal matrimonio stesso. Nel giorno della cerimonia, il celebrante — nominato amico della coppia e incaricato temporaneamente di officiare — aveva usato ChatGPT per preparare un discorso che fosse “più personale e intimo”. Ma ciò che risultava perfetto dal punto di vista emotivo non corrispondeva a quanto richiesto dall’articolo 1:67, paragrafo 1, del Codice Civile olandese.
Il giudice ha stabilito che le dichiarazioni pronunciate non includevano la formulazione legale obbligatoria che impegna gli sposi a rispettare i doveri derivanti dal matrimonio. In sostanza, il “sì” pronunciato non ha avuto effetto nei termini di legge, perché la cerimonia non ha soddisfatto i requisiti formali previsti.
Il ruolo dell’intelligenza artificiale nei rituali umani
Questa vicenda solleva un’interrogativo culturale oltre che giuridico: quale ruolo può o deve avere l’intelligenza artificiale in momenti di forte valenza simbolica nella vita delle persone? L’uso di ChatGPT e di altri strumenti simili per creare discorsi di nozze, voti, e persino lettere personali è diventato sempre più comune, soprattutto tra chi cerca aiuto per esprimere sentimenti complessi con parole efficaci. Ma come dimostra il caso olandese, quando si tratta di cerimonie con effetti legali, l’autenticità soggettiva e l’efficacia legale non sempre vanno di pari passo.
Negli ultimi anni, esperti di tecnologia e etica avevano già iniziato a discutere l’influenza dell’intelligenza artificiale in contesti personali e intimi. Già nel 2023, l’utilizzo di strumenti come ChatGPT per scrivere voti matrimoniali o discorsi di commemorazione aveva suscitato dibattiti sull’importanza dell’autenticità umana in tali momenti. Alcuni sostenevano che l’IA potesse facilitare espressioni più chiare e profonde, mentre altri avvertivano che affidarsi a una macchina per comunicare affetto o impegno potesse svuotare di significato quei gesti.
La differenza tra una cerimonia riuscita e una formalmente valida, in questo caso, non era il sentimento degli sposi ma la forma delle parole scelte e pronunciate. I giudici hanno osservato che, sebbene la volontà di sposarsi fosse chiara e sincera, la dichiarazione legale di matrimonio non è stata formulata secondo la legge, rendendo il vincolo nullo “ab initio”, cioè come se non fosse mai esistito.

Una storia d’amore messa in pausa
Per la coppia olandese, la decisione del tribunale ha significato vedere effettivamente cancellato il loro matrimonio celebrato il 19 aprile 2025 — un giorno scelto per il suo significato personale — con la prospettiva di dover ripetere l’intera procedura se vogliono renderlo valido. I due avevano provato a convincere il giudice a mantenere la data originale dell’unione, ma la richiesta è stata respinta: secondo il tribunale, nulla di simbolico può sostituire il rispetto delle formalità legali.
L’episodio ha colpito la coppia non solo dal punto di vista burocratico ma anche emotivo. Per molti sposi, la data del matrimonio rappresenta un momento irripetibile di unione davanti alla famiglia e agli amici: doverla ripetere — anche solo per rispettare una formalità — può trasformare l’esperienza in un peso psicologico. Questo caso ha acceso il dibattito su come equilibrare la spontaneità e la tecnologia con le esigenze di legge.
Il confine tra tecnologia e significato umano
Il fallimento di una cerimonia per motivi formali legati a un testo scritto da una macchina non è privo di ironia. Da un lato, molte piattaforme e applicazioni dedicate alla scrittura di discorsi nuziali evidenziano proprio come l’intelligenza artificiale possa aiutare chi è in difficoltà a esprimere sentimenti profondi, rendendo più agevole la creazione di testi significativi e personalizzati. Strumenti come servizi AI specializzati in discorsi o voti matrimoniali, progettati proprio per essere “più autentici” di un generico chatbot, proliferano nel web e promettono risultati toccanti e personalizzati.
Eppure, l’esperienza olandese dimostra che ciò che è accettabile per un brindisi o per un testo da condividere sui social può non esserlo in un contesto istituzionale. In molti paesi, la legge richiede ancora formule precise e predeterminate per atti giuridici come il matrimonio. La tecnologia, quindi, si trova davanti a un bivio: può assistere le emozioni umane senza sostituirle, ma non può — almeno per ora — sostituire le formule stabilite dallo Stato.

Una sentenza che parla al futuro
Il caso ha avuto vasta eco nei Paesi Bassi e oltre perché tocca una questione più ampia sulla relazione tra il diritto e l’intelligenza artificiale nel XXI secolo. La sentenza di Zwolle è una delle prime a definire i limiti dell’uso dell’IA in contesti in cui le parole non sono solo espressioni emotive ma atti giuridici con effetti legali concreti. Molti giuristi e analisti si stanno ora interrogando su come le legislazioni dovranno adattarsi a una società in cui strumenti automatizzati diventano sempre più presenti nella vita quotidiana.
Il dibattito non riguarda solo i matrimoni: già si riflette su come l’intelligenza artificiale potrebbe influenzare testamenti, contratti, dichiarazioni testamentarie e altri atti formali. Questo episodio potrebbe essere un primo, significativo precedente per futuri casi in cui l’uso di IA si combinerà con esigenze legali rigide.
L’annullamento del matrimonio olandese a causa di un discorso nuziale scritto con ChatGPT è un promemoria che la tecnologia, per quanto avanzata e utile, non può sostituire le formalità legali richieste dalla legge. Mentre l’intelligenza artificiale continua ad arricchire le nostre vite personali e sociali, questo caso illustra come sia fondamentale bilanciare innovazione e rispetto delle regole. Le parole, quando pronunciate in un contesto giuridico, non sono soltanto emozioni condivise: sono atti con conseguenze reali e misurabili, e devono essere formulati in modo da rispondere alle leggi che regolano la società.
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