🌐 Julio Iglesias accusato di aggressioni sessuali
Il celebre artista latino Julio Iglesias accusato da due ex dipendenti di aggressioni sessuali è travolto da una bufera mediatica e istituzionale: dopo il reportage di elDiario.es e Univision Noticias, la Procura spagnola ha aperto un’inchiesta preliminare, mentre cresce la richiesta di ritirare le onorificenze pubbliche conferite al cantante, scatenando un dibattito politico e culturale in Spagna e oltre.
Un’inchiesta giornalistica che porta alla denuncia
La vicenda ha avuto inizio con un lavoro giornalistico di oltre tre anni condotto dai media spagnoli elDiario.es e Univision Noticias, che ha raccolto una serie di testimonianze e documenti relativi all’ambiente di lavoro e alla vita privata di Julio Iglesias nelle sue proprietà dei Caraibi.
Secondo il reportage, due ex dipendenti — identificate con i nomi fittizi di Rebeca e Laura per proteggere la loro identità — avrebbero lavorato nelle residenze di Iglesias a Punta Cana (Repubblica Dominicana) e Lyford Cay (Bahamas) nel 2021, dove denunciano un clima di isolamento, controllo e molestie sessuali.

Rebeca, la prima delle due donne, avrebbe raccontato di essere stata costretta a incontri sessuali non consensuali con Iglesias, definendo gli abusi come ripetuti e sistematici, tanto da sentirsi “un oggetto” e una “schiava”, con episodi che si sarebbero verificati nel corso delle notti di lavoro e in presenza di altri membri dello staff.
Laura, ex fisioterapista personale, ha denunciato palpeggiamenti e baci indesiderati, nonché aggressioni sessuali avvenute in luoghi pubblici come spiagge e a bordo piscina, integrando così un quadro di violenze che le due donne descrivono come parte integrante dell’ambiente lavorativo.
L’apertura dell’inchiesta preliminare in Spagna
A seguito delle denunce, presentate formalmente il 5 gennaio scorso, la Procura dell’Audiencia Nacional di Madrid ha aperto un’inchiesta preliminare penale sotto regime di riservatezza, per valutare la fondatezza dei fatti denunciati e decidere se procedere con un’azione penale più ampia.
Questa fase precedente all’eventuale processo costituisce un momento cruciale: gli inquirenti dovranno analizzare prove, testimonianze e ogni elemento documentale raccolto nel corso dell’inchiesta giornalistica per comprendere se esistono elementi sufficienti per incriminare Iglesias per reati che vanno dalle aggressioni sessuali alla possibile tratta di persone per fini di lavoro forzato.
La Procura, pur tutelando la riservatezza delle indagini, ha confermato che il procedimento è avviato e che verrà portato avanti con attenzione alla protezione delle presunte vittime e alla verifica rigorosa di ogni elemento.

Il racconto delle presunte vittime
Le testimonianze delle due donne, raccolte per oltre un anno, descrivono una dinamica di abuso sistematico, coercizione e violenza psicologica nel contesto lavorativo delle residenze di Iglesias, che includerebbero richieste di rapporti non consensuali, molestie fisiche e verbali e un ambiente di lavoro controllato e opprimente.
Rebeca, all’epoca appena 22enne, ha raccontato che “Iglesias mi usava quasi ogni notte”, descrivendo atti sessuali forzati, schiaffi e una condizione di sudditanza che non le lasciava possibilità di rifiuto.
Laura, di qualche anno più grande, ha detto che gli abusi non si limitarono agli spazi privati, ma avvennero anche in pubblico, tra spiagge e piscina, col cantante che la baciava contro la sua volontà e la toccava in modo indesiderato.
I media partecipanti all’inchiesta affermano di aver raccolto anche messaggi WhatsApp, fotografie e referti medici a sostegno delle testimonianze, oltre a contattare altre quindici ex dipendenti che avrebbero confermato un clima di tensione, maltrattamenti e abusi durante il periodo di lavoro per Iglesias.
Polemiche e onorificenze ritirate
La pubblicazione delle accuse ha generato un’ondata di reazioni in Spagna, che vanno ben oltre l’ambito giudiziario. Le istituzioni locali e nazionali sono state sollecitate a prendere posizione, e numerosi partiti politici e organizzazioni civiche hanno chiesto di ritirare le onorificenze e i riconoscimenti pubblici conferiti al cantante nel corso degli anni.
In particolare, il partito di sinistra Izquierda Unida ha presentato richieste formali affinché Malaga ritiri titoli come “Figlio adottivo della provincia” e altri omaggi istituzionali concessi a Iglesias, sostenendo che “chi è accusato di violenza sessuale non merita onorificenze pubbliche”.
Questa richiesta si inserisce in un clima politico già acceso, dove divergenze ideologiche emergono anche nella gestione dell’eredità culturale di figure pubbliche: mentre alcune forze chiedono responsabilità e trasparenza, altre — tra cui rappresentanti conservatori della Regione di Madrid — difendono la presunzione di innocenza dell’artista e respingono la revoca di riconoscimenti.
La ministra spagnola per l’Uguaglianza ha dichiarato che di fronte al sessismo non si può voltare lo sguardo altrove, auspicando un’indagine approfondita e il rispetto delle istituzioni giudiziarie, pur mantenendo la presunzione di innocenza di tutte le parti coinvolte.

La carriera di una leggenda sotto esame
Julio Iglesias, con oltre 300 milioni di dischi venduti in più di 14 lingue, è considerato una delle icone più grandi della musica latina e mondiale, con una carriera che abbraccia sei decenni di successi, premi e consensi di pubblico e critica.
Ma ora questa immagine artistica — ammirata da generazioni di fan — è messa in discussione da un’accusa che richiama temi drammatici quali abuso di potere, violenza sessuale e sfruttamento lavorativo, e che potrebbe avere conseguenze ben oltre la sfera giudiziaria, influenzando la percezione pubblica, la memoria culturale e l’eredità morale dell’artista.
Finora Iglesias non ha rilasciato dichiarazioni ufficiali in merito alle accuse né il suo staff o i suoi legali hanno commentato pubblicamente la vicenda. La sua etichetta discografica e i suoi rappresentanti istituzionali si sono limitati a difendere la sua reputazione o a ribadire la presunzione di innocenza fino a prova contraria.
Un caso che apre dibattiti più ampi
Il caso di Julio Iglesias accusato da due ex dipendenti di aggressioni sessuali non è solo una crisi personale per l’artista, ma un’occasione per interrogarsi sui rapporti di potere nei luoghi di lavoro, sulla protezione delle lavoratrici, sulle responsabilità dei vip e sull’efficacia delle istituzioni nella tutela delle vittime di abusi.
In un’epoca in cui i casi di violenza sessuale contro figure potenti sono sempre più sotto i riflettori — e dove media, società civile e politica rivendicano maggiore accountability — questa vicenda si colloca al centro di un confronto culturale e giudiziario che promette di evolversi nei mesi a venire.
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