10:41 am, 13 Gennaio 26 calendario

🌐 Sondaggi del 12 gennaio: intenzioni di voto partiti e coalizioni

Di: Redazione Metrotoday
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Sondaggi politici 12 gennaio 2026: analisi delle intenzioni di voto per i partiti singoli e le coalizioni di centrodestra, centrosinistra e Movimento 5 Stelle secondo l’indagine La7/SWG

Nel primo sondaggio politico dell’anno 2026, pubblicato il 12 gennaio dall’istituto SWG per La7, emerge un panorama elettorale italiano caratterizzato da una prevalenza del centrodestra guidato da Fratelli d’Italia, da segnali in crescita per il Partito Democratico e da una fase di stallo o lieve calo per il Movimento 5 Stelle (M5S). I dati – che fotografano l’orientamento degli italiani qualora si votasse “oggi” – mostrano dinamiche interessanti non solo tra i principali partiti ma anche nelle coalizioni e tra gli elettori indecisi.

Fratelli d’Italia primo partito, ma con leggere flessioni

Nel sondaggio SWG aggiornato al 12 gennaio 2026, Fratelli d’Italia (FdI) rimane la prima forza politica italiana, anche se registra un lieve calo rispetto alle settimane precedenti. La rilevazione indica che il partito di Giorgia Meloni si attesta intorno al 30,9% delle intenzioni di voto, confermando il suo ruolo predominante nel quadro politico nazionale.

La presenza di FdI al primo posto sottolinea la sua capacitĂ  di attrarre una base elettorale stabile, elemento che da piĂš rilevazioni SWG risulta cruciale nel determinare la geografia del consenso tra i principali schieramenti.

All’interno della coalizione di centrodestra, Forza Italia si mantiene su valori solidi (intorno all’8,3%) e la Lega si attesta poco sotto (circa 8,3%), evidenziando che pur restando sotto i livelli massimi di consenso di alcuni anni fa, le forze tradizionali del centrodestra conservano una base significativa.

Centrosinistra: PD in lieve salita, piccoli segnali per le aree progressiste

Sul fronte opposto della politica italiana, il Partito Democratico (PD) mostra una modesta crescita, raggiungendo circa il 22,3% delle intenzioni di voto. Questo incremento, seppur contenuto, rappresenta un segnale positivo per il centrosinistra, che negli ultimi anni ha affrontato oscillazioni di consenso anche legate all’efficacia delle strategie politiche e alla percezione dell’opposizione.

Accanto al PD, i partiti di area progressista – come Alleanza Verdi e Sinistra (AVS) – si attestano su percentuali inferiori (circa 6,5%), mentre altri soggetti minori dell’area mantengono quote varie sotto la soglia di sbarramento elettorale.

Questa dinamica conferma che il centrosinistra resta un blocco competitivo, soprattutto se in grado di consolidare consensi attorno a temi chiave come crescita economica, riforme sociali e sostenibilità ambientale. Tuttavia, il divario dal centrodestra – pur ridotto – continua a rappresentare una sfida significativa.

Movimento 5 Stelle: stabilitĂ  e stagnazione

Nel sondaggio del 12 gennaio, il Movimento 5 Stelle (M5S) si attesta intorno al 12,7% delle intenzioni di voto, praticamente stabile rispetto alle rilevazioni immediate precedenti.

La posizione del M5S, pur significativa come terza forza politica, indica una fase di stagnazione, con pochi segnali di recupero rispetto ai picchi di consenso registrati negli anni passati. Questo riflette, secondo analisti politici, una difficoltĂ  del movimento a rinnovare la propria narrazione politica e ad attrarre nuovi segmenti di elettorato giovani o moderati.

Altri partiti e coalizioni: frammentazione e potenziale elettorale

I dati del sondaggio SWG del 12 gennaio 2026 mostrano anche la presenza di forze politiche minori che, pur non raggiungendo percentuali elevate, possono giocare un ruolo importante nell’equilibrio complessivo elettorale. Tra questi:

  • Azione e Italia Viva, che restano vicini alle soglie di sbarramento, con circa il 2,2-2,8% delle intenzioni.

  • +Europa e Noi Moderati, che si attestano rispettivamente su valori intorno all’1,3-1,0%.

  • Altre liste minori che raccolgono complessivamente un bacino variabile, contribuendo alla frammentazione dello scenario politico.

Questa frammentazione dell’elettorato indica una dinamica politica italiana in cui i voti non si concentrano esclusivamente nei big della scena, ma vedono una distribuzione su più soggetti, anche se non tutti con possibilità di superare le soglie parlamentari.

Indecisi e astensionismo: la variabile chiave delle elezioni

Un’altra componente essenziale che emerge dal sondaggio è la quota degli elettori non intenzionati a esprimere un’opinione di voto, che rimane significativa (circa oltre il 30%).

La presenza di un’alta percentuale di indecisi e astenuti rappresenta una variabile imprevedibile, capace di influenzare fortemente l’esito elettorale qualora si andasse realmente alle urne. In particolare, la mobilitazione o l’inattività di questo elettorato può determinare spostamenti di consenso importanti tra le coalizioni principali.

Confronto con dati recenti e trend consolidati

Il sondaggio del 12 gennaio si inserisce in un quadro più ampio di rilevazioni che evidenziano una certa stabilità delle principali forze politiche italiane, con Fratelli d’Italia saldamente in testa e PD come principale forza di opposizione.

Analizzando gli andamenti su scala più ampia, si nota che il centrodestra – pur con leggere flessioni per alcune componenti come Lega e Verdi‐Sinistra – mantiene un vantaggio complessivo netto sulle altre aree politiche. Le enormi variazioni sono più probabili nei momenti di forte attualità politica, come decisioni di politica economica, riforme istituzionali o referendum che inneschino mobilitazioni elettorali trasversali.

Le coalizioni: numeri e possibili scenari

Se si aggregano i dati per blocchi politici, emerge che la coalizione di centrodestra (Fratelli d’Italia + Lega + Forza Italia + Noi Moderati) supera abbondantemente la soglia del 47% delle intenzioni di voto, confermando la sua posizione di forza dominante.

Al contrario, la coalizione di centrosinistra – composta dal PD, M5S (in caso di alleanza), AVS e altri progressisti – si colloca in una fascia inferiore, ma competitiva, soprattutto se considerata nella prospettiva di alleanze più ampie.

Interpretazioni e analisi dei commentatori politici

Gli analisti sottolineano che i sondaggi, pur essendo indicatori fondamentali, non rappresentano previsioni definitive delle elezioni. Essi riflettono il sentimento attuale dell’elettorato in un momento specifico, influenzato da eventi di attualità, decisioni di governo, dinamiche economiche e temi sociali.

In particolare, il peso degli indecisi e la possibile volatilitĂ  degli elettori piĂš giovani e moderati possono alterare gli equilibri, soprattutto in uno scenario politico in cui le coalizioni sono sempre piĂš ramificate e complesse.

Un panorama politico aperto e competitivo

In conclusione, il sondaggio politico SWG per La7 del 12 gennaio 2026 presenta un’Italia dove:

  • Fratelli d’Italia resta la prima forza politica con circa il 30,9% delle intenzioni di voto.

  • La coalizione di centrodestra mantiene un vantaggio complessivo significativo.

  • Il Partito Democratico cresce lievemente, consolidando il suo ruolo nel centrosinistra.

  • Il Movimento 5 Stelle mostra stabilitĂ  ma senza recuperi evidenti.

  • Una quota importante di elettori resta indecisa e potrebbe decidere gli esiti elettorali reali.

Questo quadro conferma che la competizione politica italiana nel 2026 resta dinamica, con spazi di manovra per ogni coalizione e con molta attenzione rivolta al comportamento dell’elettorato nei prossimi mesi, in vista anche di appuntamenti referendari o amministrativi di rilievo.

13 Gennaio 2026 ( modificato il 26 Gennaio 2026 | 20:43 )
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