11:09 am, 13 Gennaio 26 calendario

🌐 Perde i peli e non suda più dopo un tatuaggio

Di: Redazione Metrotoday
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Un caso clinico rarissimo e drammatico – un uomo ha perso peli e non suda più dopo un tatuaggio – sta facendo discutere dermatologi, immunologi e appassionati di tattoo in tutto il mondo, sollevando dubbi sui pigmenti, la risposta immunitaria e la regolamentazione degli inchiostri.

Quella che sembrava una semplice esperienza di body art si è trasformata in un incubo medico. Un uomo, di circa 36 anni e di origini polacche, dopo essersi tatuato un fiore rosso sul braccio nel 2020, ha iniziato a sviluppare sintomi sempre più gravi nel corso di alcuni mesi: prurito intenso, eruzione cutanea diffusa, perdita totale dei capelli e di ogni pelo corporeo e, soprattutto, l’incapacità totale di sudare.

Il fenomeno è così raro e significativo che è stato documentato in un articolo pubblicato sulla rivista Clinics and Practice, usato dagli specialisti per valutare rischi medici poco noti ma potenzialmente devastanti. Il caso ha acceso l’attenzione della comunità scientifica sui potenziali effetti avversi di alcuni pigmenti utilizzati nei tatuaggi, in particolare quelli rossi.

Da simbolo di libertà a sintomi sistemici

Secondo la ricostruzione medica, circa quattro mesi dopo aver fatto il tatuaggio, il 36enne ha iniziato a manifestare eczematizzazione e infiammazione cutanea localizzata, che in poche settimane si è estesa a quasi tutta la superficie corporea. La pelle diventava rossa, irritata e sensibile.

In rapida successione sono comparsi sintomi ancora più allarmanti:

  • Alopecia universale, ovvero la perdita di tutti i capelli e peli del corpo.

  • Anidrosi totale, la completa mancanza di sudorazione, che impedisce al corpo di regolare la temperatura interna.

  • Vitiligine, una condizione in cui la pelle perde pigmento in alcune aree.

Questa evoluzione ha trasformato quella che inizialmente appariva come una reazione allergica locale in un risposta autoimmune su scala sistemica, con conseguenze ben oltre la semplice irritazione della pelle.

I pigmenti dei tatuaggi e i rischi per la salute

Il caso non è isolato in termini di reazioni allergiche ai tatuaggi, ma è eccezionale per la sua gravità. Le complicazioni legate ai pigmenti rossi sono tra le più frequentemente riportate nella letteratura medica: rispetto ad altri colori, quelli caldi presentano una maggiore incidenza di reazioni prolungate e allergiche.

La recente indagine clinica suggerisce che alcune componenti dei pigmenti rossi possono essere particolarmente immunogeniche, cioè in grado di attivare il sistema immunitario in modo eccessivo o aberrante. Le sostanze chimiche coinvolte non sono sempre progettate per uso umano, e in passato includevano metalli pesanti come mercurio, cadmio o composti organici sintetici oggi vietati o regolamentati in molti Paesi.

La reazione immunitaria incrociata ha finito per colpire non solo l’inchiostro come corpo estraneo, ma anche strutture biologiche fondamentali come i follicoli piliferi e le ghiandole sudoripare”, spiegano gli specialisti autori del caso clinico.

L’impatto sulla vita quotidiana e la salute a lungo termine

La capacità di sudare è un meccanismo fisiologico fondamentale: attraverso la sudorazione, il corpo regola la temperatura interna, soprattutto in condizioni di caldo o durante l’attività fisica. L’assenza di questo sistema – condizione nota come anhidrosis – espone a un rischio costante di colpi di calore anche in situazioni di lieve sforzo.

Per questo motivo l’uomo coinvolto nella vicenda ha dovuto interrompere molte delle sue attività quotidiane e lavorative, in particolare quelle che implicano esposizione al calore o sforzo fisico. È costretto a trovare modi alternativi per rinfrescarsi e prevenire il surriscaldamento corporeo.

Per arrivare alla diagnosi, un team di specialisti ha eseguito biopsie cutanee, test allergici e analisi approfondite che hanno rivelato la presenza di pigmenti della stessa serie del tatuaggio nei linfonodi. Questo ha confermato che l’inchiostro rosso era probabilmente il fattore scatenante dell’attivazione immunitaria abbondante e dannosa.

Le terapie standard con immunosoppressori non hanno avuto successo, e l’unico intervento chirurgico possibile – l’asportazione delle sezioni di tatuaggio infette – ha solo arrestato l’evoluzione della dermatite e della vitiligine, ma non ha ripristinato la capacità di sudare.

Rischi poco noti ma da non sottovalutare

Secondo studi dermatologici già precedenti, il processo di tatuaggio può danneggiare i tessuti dermici, incluse le ghiandole sudoripare, soprattutto quando l’area tatuata è estesa o il processo di guarigione è compromesso. Questo danneggiamento può portare a una diminuzione della sudorazione anche in individui senza reazioni sistemiche così estreme.

La letteratura scientifica suggerisce che ogni puncture del dermis può compromettere la struttura dei follicoli e delle ghiandole, e in individui con predisposizioni autoimmuni o allergiche il rischio di reazioni anomale è ancora maggiore.

Che cosa fare prima di farsi un tatuaggio

Gli esperti sottolineano che, sebbene casi come questo siano estremamente rari, non sono impossibili. Per questo motivo prima di sottoporsi a un tatuaggio è consigliabile:

  • consultare professionisti con adeguate certificazioni e portfolio;

  • informarsi sui pigmenti utilizzati e scegliere ink con profili di sicurezza chiari;

  • considerare test allergici preliminari, soprattutto per pigmenti noti per provocare reazioni;

  • seguire scrupolosamente le indicazioni per la cura post-tatuaggio.

Le reazioni gravi come quella documentata indicano che la pratica del tatuaggio, pur culturalmente diffusa e apprezzata, non è priva di rischi sottovalutati.

Bellezza e rischi, una relazione complessa

Il caso di un uomo che ha perso peli e non suda più dopo un tatuaggio ci ricorda che il corpo umano può reagire in modi inaspettati anche a procedure considerate di routine. Se da un lato il tattoo rimane un’espressione di identità e stile personale, dall’altro esiste un confine sottile tra estetica e salute. Solo una piena consapevolezza dei potenziali rischi e una scelta informata possono aiutare a bilanciare desiderio artistico e benessere fisiologico.

13 Gennaio 2026 ( modificato il 12 Gennaio 2026 | 11:16 )
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