đ Venezuela libera Trentini e Burlò. Presto in volo per lâItalia
Caracas â Dopo 423 giorni di detenzione in Venezuela, Alberto Trentini e Mario Burlò sono finalmente liberi e âpresto in volo per lâItaliaâ con un aereo giĂ partito da Roma per riportarli a casa.
Ă una notizia che ha scosso lâItalia e segnato una sospirata conclusione per una vicenda durata oltre un anno: i due connazionali sono stati rilasciati dalle autoritĂ venezuelane e si trovano ora in sicurezza alla sede dellâAmbasciata italiana a Caracas, pronti per il rimpatrio.
Una liberazione attesa e festeggiata
Alle prime ore di lunedĂŹ 12 gennaio 2026, il ministro degli Esteri italiano Antonio Tajani ha confermato lâavvenuta liberazione di Alberto Trentini e Mario Burlò, sottolineando che entrambi âsono in buone condizioni di saluteâ e che âpresto rientreranno in Italiaâ.
La presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha espresso âgioia e soddisfazioneâ per la notizia, ringraziando la presidente ad interim venezuelana Delcy Rodriguez per la ÂŤcostruttiva collaborazioneÂť dimostrata nelle ultime giornate e annunciando che un volo speciale è giĂ in viaggio verso Caracas per riportarli in patria.
âAccolgo con gioia e soddisfazione la liberazione dei nostri connazionali⌠un sentito ringraziamento alle autoritĂ di Caracasâ, ha dichiarato Meloni in una nota ufficiale diffusa nelle prime ore della mattinata.
Chi sono Trentini e Burlò: storie di viaggio e detenzione
đ La vicenda di Trentini e Burlò ha tenuto lâItalia con il fiato sospeso per mesi, in un crescendo di ansia e silenzioso impegno diplomatico.
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Alberto Trentini, 46 anni, cooperante umanitario originario del Lido di Venezia, era in Venezuela per lavoro con lâONG francese Humanity & Inclusion, impegnata nellâassistenza alle persone con disabilitĂ .
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Mario Burlò, 53 anni, imprenditore torinese, si trovava nel Paese sudamericano per esplorare opportunitĂ dâaffari quando è stato arrestato senza che gli venissero formalizzate accuse precise.
Entrambi furono fermati nel novembre del 2024 e successivamente detenuti nella prigione di massima sicurezza El Rodeo I a Caracas, spesso descritta come luogo di detenzione per oppositori politici e stranieri senza garanzie giudiziarie chiare.
La detenzione prolungata senza processo e lâassenza di accuse ufficiali avevano sollevato critiche da parte di organizzazioni internazionali e di associazioni per i diritti umani, che avevano denunciato la detenzione arbitraria di cittadini stranieri in Venezuela.
La diplomazia italiana allâopera
Dietro la liberazione dei due italiani câè un lavoro diplomatico intenso e discreto da parte dellâItalia, condotto per mesi attraverso canali ufficiali e informali.
Sin dallâinizio della detenzione, il governo italiano aveva seguito la vicenda con grande attenzione, coinvolgendo non solo il ministero degli Esteri ma anche le istituzioni internazionali e la rete consolare, spesso operando lontano dai riflettori mediatici.
Secondo fonti diplomatiche, la liberazione è giunta in un contesto segnato da cambiamenti interni in Venezuela e da un piĂš ampio processo di rilancio dei rapporti con lâItalia e altri Paesi occidentali. La decisione di rilasciare Trentini e Burlò è stata descritta come un gesto di buona volontĂ , funzionale anche a un nuovo capitolo nei rapporti bilaterali tra Roma e Caracas.
Reazioni in Italia: dalle istituzioni alle famiglie
La notizia della liberazione ha suscitato reazioni immediate e commosse lungo tutto lo Stivale:
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La figlia di Mario Burlò ha definito la liberazione âla fine di un incuboâ, sottolineando quanto la famiglia abbia sofferto in questi mesi di incertezza.
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I familiari di Trentini, pur felici, hanno chiesto rispetto per la privacy dopo mesi di preoccupazione e speranza.
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AutoritĂ locali e politiche, dal presidente della Regione Piemonte alla comunitĂ veneziana a Venezia, hanno espresso solidarietĂ e gratitudine nei confronti del governo e di chi ha lavorato per il rientro dei connazionali.
Il rientro: presto in volo per lâItalia
Con la conferma della liberazione, le autorità italiane si sono mosse rapidamente: un aereo è già decollato da Roma con la missione di recuperare Trentini e Burlò a Caracas e riportarli in Italia, dove sono attesi tra la sera del 12 e le prime ore del 13 gennaio.
Questa operazione è vista non solo come la conclusione di una vicenda dolorosa per due famiglie italiane, ma anche come un successo della diplomazia italiana, che attraverso un impegno costante ha ottenuto un risultato di grande rilievo umano e politico.
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