8:21 am, 12 Gennaio 26 calendario

🌐  Venezuela libera Trentini e Burlò. Presto in volo per l’Italia

Di: Redazione Metrotoday
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Caracas – Dopo 423 giorni di detenzione in Venezuela, Alberto Trentini e Mario Burlò sono finalmente liberi e “presto in volo per l’Italia” con un aereo già partito da Roma per riportarli a casa.

È una notizia che ha scosso l’Italia e segnato una sospirata conclusione per una vicenda durata oltre un anno: i due connazionali sono stati rilasciati dalle autorità venezuelane e si trovano ora in sicurezza alla sede dell’Ambasciata italiana a Caracas, pronti per il rimpatrio.

Una liberazione attesa e festeggiata

Alle prime ore di lunedì 12 gennaio 2026, il ministro degli Esteri italiano Antonio Tajani ha confermato l’avvenuta liberazione di Alberto Trentini e Mario Burlò, sottolineando che entrambi “sono in buone condizioni di salute” e che “presto rientreranno in Italia”.

La presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha espresso “gioia e soddisfazione” per la notizia, ringraziando la presidente ad interim venezuelana Delcy Rodriguez per la «costruttiva collaborazione» dimostrata nelle ultime giornate e annunciando che un volo speciale è già in viaggio verso Caracas per riportarli in patria.

“Accolgo con gioia e soddisfazione la liberazione dei nostri connazionali… un sentito ringraziamento alle autorità di Caracas”, ha dichiarato Meloni in una nota ufficiale diffusa nelle prime ore della mattinata.

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Chi sono Trentini e Burlò: storie di viaggio e detenzione

📌 La vicenda di Trentini e Burlò ha tenuto l’Italia con il fiato sospeso per mesi, in un crescendo di ansia e silenzioso impegno diplomatico.

  • Alberto Trentini, 46 anni, cooperante umanitario originario del Lido di Venezia, era in Venezuela per lavoro con l’ONG francese Humanity & Inclusion, impegnata nell’assistenza alle persone con disabilitĂ .

  • Mario Burlò, 53 anni, imprenditore torinese, si trovava nel Paese sudamericano per esplorare opportunitĂ  d’affari quando è stato arrestato senza che gli venissero formalizzate accuse precise.

Entrambi furono fermati nel novembre del 2024 e successivamente detenuti nella prigione di massima sicurezza El Rodeo I a Caracas, spesso descritta come luogo di detenzione per oppositori politici e stranieri senza garanzie giudiziarie chiare.

La detenzione prolungata senza processo e l’assenza di accuse ufficiali avevano sollevato critiche da parte di organizzazioni internazionali e di associazioni per i diritti umani, che avevano denunciato la detenzione arbitraria di cittadini stranieri in Venezuela.

La diplomazia italiana all’opera

Dietro la liberazione dei due italiani c’è un lavoro diplomatico intenso e discreto da parte dell’Italia, condotto per mesi attraverso canali ufficiali e informali.

Sin dall’inizio della detenzione, il governo italiano aveva seguito la vicenda con grande attenzione, coinvolgendo non solo il ministero degli Esteri ma anche le istituzioni internazionali e la rete consolare, spesso operando lontano dai riflettori mediatici.

Secondo fonti diplomatiche, la liberazione è giunta in un contesto segnato da cambiamenti interni in Venezuela e da un più ampio processo di rilancio dei rapporti con l’Italia e altri Paesi occidentali. La decisione di rilasciare Trentini e Burlò è stata descritta come un gesto di buona volontà, funzionale anche a un nuovo capitolo nei rapporti bilaterali tra Roma e Caracas.

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Reazioni in Italia: dalle istituzioni alle famiglie

La notizia della liberazione ha suscitato reazioni immediate e commosse lungo tutto lo Stivale:

  • La figlia di Mario Burlò ha definito la liberazione “la fine di un incubo”, sottolineando quanto la famiglia abbia sofferto in questi mesi di incertezza.

  • I familiari di Trentini, pur felici, hanno chiesto rispetto per la privacy dopo mesi di preoccupazione e speranza.

  • AutoritĂ  locali e politiche, dal presidente della Regione Piemonte alla comunitĂ  veneziana a Venezia, hanno espresso solidarietĂ  e gratitudine nei confronti del governo e di chi ha lavorato per il rientro dei connazionali.

Il rientro: presto in volo per l’Italia

Con la conferma della liberazione, le autorità italiane si sono mosse rapidamente: un aereo è già decollato da Roma con la missione di recuperare Trentini e Burlò a Caracas e riportarli in Italia, dove sono attesi tra la sera del 12 e le prime ore del 13 gennaio.

Questa operazione è vista non solo come la conclusione di una vicenda dolorosa per due famiglie italiane, ma anche come un successo della diplomazia italiana, che attraverso un impegno costante ha ottenuto un risultato di grande rilievo umano e politico.

12 Gennaio 2026
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