🌐 Nina Moric e le rivelazioni di Corona nella docuserie Netflix
Nella docuserie Fabrizio Corona: Io sono notizia, appena uscita su Netflix, emergono rivelazioni scioccanti su Nina Moric e l’aborto durante la relazione con Fabrizio Corona, un episodio che entrambi i protagonisti riconoscono ma che viene raccontato con parole durissime e intime. Nina Moric parla di aver “ucciso due bambini” e di una ferita che porta dentro, mentre Corona collega quella vicenda alla nascita della sua ossessione per denaro e successo mediatico. Le dichiarazioni fanno riemergere ferite personali e sollevano interrogativi sul rapporto tra memoria privata e spettacolarizzazione pubblica.
La docuserie che mette a nudo il passato
Dal 9 gennaio, sulla piattaforma di streaming Netflix è disponibile Fabrizio Corona: Io sono notizia, una docuserie in cinque episodi che racconta, senza filtri apparenti, la vita e la carriera dell’ex “re dei paparazzi” italiano, trasformando in narrazione televisiva alcuni tra gli episodi più controversi e intimi della sua esistenza pubblica.
In questo contesto si inserisce una delle rivelazioni più toccanti e discusse, legata alla relazione con l’ex moglie Nina Moric, modella di fama internazionale e protagonista di un legame sentimentale e professionale molto esposto negli anni ‘90 e 2000.
La serie, già nella Top Ten italiana di Netflix nelle prime 24 ore dalla pubblicazione, sta polarizzando l’attenzione per la crudezza con cui mette in scena dettagli privati e dinamiche complesse tra figura pubblica e vita privata.

L’aborto: una ferita riaperta
Una delle rivelazioni più forti riguarda un aborto che Nina Moric avrebbe subito durante la loro relazione, quando era incinta di due gemelli. Nina, intervistata nel documentario, afferma con grande dolore: “Ho ucciso due bambini, due gemelli… non ne vado fiera,” e aggiunge che si è sentita spinta a quella scelta, pur ammettendo di averla assecondato.
Secondo il racconto, Corona avrebbe sostenuto la necessità dell’aborto per ragioni economiche e legate alla carriera: “Era un momento in cui non eravamo pronti e non avevamo mezzi sufficienti,” avrebbe detto Corona spiegando i motivi che lo portarono a convincere Moric.
È un dettaglio che emerge con una carica emotiva enorme, perché non si limita ai fatti, ma riflette anche un senso di rimorso, di giudizio su se stessi e di impatto psicologico che è stato a lungo taciuto. Nina parla di ferite mai rimarginate, mentre Corona collega quell’episodio all’origine della sua ossessione professionale e materiale.
Parole dure e reazioni emotive
📌 Nel documentario, Moric non si limita a confermare l’episodio dell’aborto, ma lo racconta con un linguaggio forte e doloroso, sottolineando la sofferenza che quella scelta ha lasciato dentro di lei:
“Si fanno errori… L’ha voluto lui, però alla fine io ho detto sì.”
E continua:
“Ho ucciso due bambini, non ne vado fiera. Lui gli ha dato i nomi… e si vantava nei bar.”
Queste parole hanno sollevato immediate reazioni sui social e tra gli spettatori, divisi tra chi percepisce un racconto doloroso di vita reale e chi critica l’uso di argomenti così intimi come materiale di intrattenimento televisivo.
Moric stessa ha espresso tristezza e senso di sfruttamento, osservando che l’attenzione mediatica suscitata dalle sue parole rischia di trasformare un trauma personale in un fenomeno di “curiosità morbosa”.

Corona e la narrazione pubblica
Fabrizio Corona, protagonista indiscusso della docuserie, racconta l’episodio come una parte fondamentale della sua vita, collegando quella vicenda alla nascita della sua ossessione per il denaro, di cui avrebbe fatto segno distintivo della sua carriera futura. Secondo lui, l’esperienza segnò un punto di svolta, con una conseguente ricerca incessante di guadagni e visibilità.
È questa auto-analisi che fa della serie non solo un racconto biografico, ma anche un’analisi psicologica e mediatica del personaggio pubblico Corona.
Tuttavia, la rappresentazione pubblica di dinamiche private così dolorose ha sollevato critiche da parte di chi ritiene la docuserie un atto di spettacolarizzazione di ferite personali, che rischiano di essere percepite come “gioco narrativo” piuttosto che come testimonianza autentica.
Le implicazioni sociali e culturali
Questo episodio della vita di Moric e Corona incrocia questioni più ampie che vanno al di là della cronaca rosa:
Il racconto della maternità, della scelta e del rimpianto
La confessione di Moric tocca un tema che rimane profondamente sensibile nella società contemporanea: come le scelte legate alla maternità, all’aborto e alla propria identità personale siano vissute e raccontate nel contesto di grandi pressioni sociali e mediatiche.
Il rapporto tra realtà personale e spettacolo
La trasformazione di eventi intimi in contenuti televisivi pone interrogativi sulla linea di confine tra memoria privata e marketing mediatico, soprattutto quando si tratta di personaggi pubblici noti per aver costruito la loro fama proprio sulla condivisione delle loro vite con il pubblico.
La docuserie stessa, pur documentario, ha ottenuto fondi pubblici sotto forma di tax credit pari a circa 793 mila euro, secondo alcune ricostruzioni sulla copertura statale del progetto, alimentando ulteriori discussioni sul ruolo della produzione culturale e dei finanziamenti pubblici anche per opere di intrattenimento.

Dibattiti e critiche: dal pubblico alla critica televisiva
Oltre alle reazioni emotive del pubblico, sono emerse anche critiche di natura culturale e giornalistica. Alcuni commentatori e critici televisivi hanno definito la serie come un possibile tentativo di “riabilitazione mediatica” del personaggio Corona, mettendo in discussione la scelta di raccontare certi aspetti della vita privata come se fossero performance narrative.
Il dibattito tocca anche il ruolo delle piattaforme di streaming nella narrazione della realtà italiana, in un momento in cui confini tra documentario, confessione e spettacolo sembrano sempre più sfumati.
Una storia che continua a far discutere
La vicenda narrata da Nina Moric e Fabrizio Corona in Io sono notizia non è solo un episodio di gossip o cronaca mediatica. È un racconto che incrocia memoria personale, dolore, responsabilità e narrazione pubblica, facendo emergere domande sul modo in cui interpretiamo e consumiamo le storie di vita degli altri, soprattutto quando diventano produzione televisiva.
Che si tratti di testimonianza autentica o di mossa narrativa studiata, resta un nodo centrale nella cultura pop contemporanea: fino a che punto possiamo raccontare le nostre ferite intime al pubblico?
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