10:17 am, 12 Gennaio 26 calendario

🌐  In Madagascar il primo focolaio di Mpox, il vaiolo delle scimmie

Di: Redazione Metrotoday
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Il primo focolaio confermato di Mpox in Madagascar accende l’allarme internazionale mentre si intensificano i sospetti e la diffusione fuori dai confiniUna nuova fase critica nello sforzo globale contro il virus Mpox (ex vaiolo delle scimmie) è iniziata con la conferma dei primi casi in Madagascar, mettendo sotto pressione le autorità sanitarie nazionali e internazionali e richiamando l’attenzione sulle fragilità dei sistemi sanitari dei paesi africani.

Un focolaio storico e un rischio di diffusione

Secondo le autorità sanitarie del Madagascar, al 31 dicembre scorso il Ministero della Salute ha confermato cinque casi di Mpox nella città portuale di Mahajanga, nel nord-ovest dell’isola, mentre altri 76 casi sono sospetti in diverse regioni del paese.

Questo evento rappresenta il primo focolaio ufficialmente documentato di Mpox in Madagascar dall’inizio dell’attuale ondata epidemica globale, che ha interessato diverse aree dell’Africa e del resto del mondo sin dal 2022.

L’esordio dei casi in una nazione finora risparmiata scientificamente conferma la tendenza alla progressiva diffusione geografica del virus e pone interrogativi cruciali sulle capacità di contenimento in paesi con risorse sanitarie limitate.

Secondo rapporti indipendenti, oltre ai cinque casi confermati, il numero dei sospetti totali è salito a oltre 76, con casi segnalati non solo nella regione di Boeny ma anche in Analamanga, Diana, Vakinankaratra e Itasy.

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Un contesto socio-politico già fragile

La diffusione di Mpox in Madagascar si verifica in un momento di forte instabilità politica ed economica, con la popolazione già provata da crisi interne e livelli di povertà elevati.

Il medico Francesco Cimino, fondatore della ONG “La vita per te”, ha dichiarato che “la situazione è appena iniziata e attualmente vi è un gran caos”, sottolineando come le condizioni di povertà e disuguaglianza possano aggravare la risposta sanitaria all’epidemia.

Cos’è Mpox e perché preoccupa

Mpox, precedentemente chiamato vaiolo delle scimmie, è un virus appartenente alla famiglia degli Orthopoxvirus che può provocare sintomi quali febbre, rash cutaneo e linfadenopatia. La malattia si trasmette principalmente attraverso un contatto fisico prolungato con lesioni cutanee o fluidi corporei di persone infette o tramite materiali contaminati.

L’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) ha infatti incluso Mpox tra le emergenze di sanità pubblica di interesse internazionale a causa dell’ampia diffusione globale dall’epidemia partita nel 2022 e del potenziale di trasmissione sostenuta dal contatto diretto.

Le risposte delle autorità sanitarie nazionali

Il governo malgascio ha reagito con misure immediate:

  • obbligo di mascherine sull’intero territorio nazionale, compresi i viaggiatori in arrivo e in partenza;

  • incremento dei controlli epidemiologici nelle aree sospette;

  • isolamento dei casi accertati e tracciamento dei contatti.

Tuttavia, gli esperti sottolineano che la capacità diagnostica e di risposta rimane al di sotto delle necessità in un paese con infrastrutture sanitarie precarie e risorse limitate, con il rischio di subnotifica dei casi e di un’espansione silenziosa dell’epidemia.

Allarme regionale e casi legati a Madagascar

La diffusione dei casi non si limita ai confini nazionali: una segnalazione recente da Mayotte indica il primo caso di Mpox “importato” da Madagascar, con autorità sanitarie locali che invitano alla massima vigilanza e al rispetto delle misure di isolamento per chi proviene dall’isola africana.

Allo stesso tempo, in altre nazioni africane si registrano focolai continui: ad esempio, l’Africa centrale e orientale ha visto decine di migliaia di casi di Mpox negli ultimi anni, con varianti del virus identificate e monitorate costantemente da strutture sanitarie internazionali.

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Che sintomi e quali misure di prevenzione

I sintomi più comuni di Mpox possono includere:

  • eruzione cutanea con vescicole che possono diffondersi su volto e corpo;

  • febbre, mal di testa e dolori muscolari;

  • linfonodi ingrossati.

In assenza di un trattamento antivirale specifico altamente efficace, le misure di prevenzione rimangono fondamentali: isolamento dei casi sospetti, igiene delle mani, uso di dispositivi di protezione individuale e quarantena dei soggetti esposti.

Vaccini e sfide di immunizzazione

Esistono vaccini contro Mpox, come JYNNEOS o Imvanex, raccomandati in contesti di rischio elevato. Tuttavia, la distribuzione equa e l’accesso alle dosi sono problematici nei paesi a basso reddito come il Madagascar, dove la priorità rimane la gestione delle emergenze sanitarie di base.

Uno sguardo più ampio: un’epidemia globale con nuove varianti

L’epidemia di Mpox iniziata nel 2022 ha mostrato una notevole capacità di adattamento, con varianti di virus che circolano in diverse regioni dell’Africa e casi rilevati in più di 80 paesi nel mondo.

Queste dinamiche ricordano che le malattie zoonotiche non conoscono frontiere e richiedono un coordinamento internazionale nelle strategie di sorveglianza, prevenzione e risposta rapida, soprattutto nei paesi con sistemi sanitari fragili.

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Rischio sanitario e opportunità di risposta

Il primo focolaio di Mpox in Madagascar non è solo un dato statistico, ma un campanello d’allarme per la comunità globale: mostra come virus considerati “minori” o relegati a regioni specifiche possano emergere in contesti imprevisti e potenzialmente diffondersi rapidamente.

La sfida, ora, è convertire l’allarme in azioni concrete, rafforzare la cooperazione internazionale, potenziare la sorveglianza epidemiologica e garantire l’accesso alle risorse necessarie per salvaguardare la salute pubblica globale.

12 Gennaio 2026
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