🌐 Dalla Calabria a Storytime: Anna La Croce su Radio Canale Italia
La giovane artista calabrese tra musica, impegno sociale e successo nazionale: una voce che racconta storie e riflette sui sogni dei giovani. A soli 19 anni, Anna La Croce sta già lasciando un segno profondo nel panorama musicale e culturale italiano: dalla sua Catanzaro fino agli studi di Storytime su Radio Canale Italia, la cantautrice ha raccontato con emozione, sincerità e determinazione il suo percorso di vita e di arte, portando la Calabria sotto i riflettori nazionali con la sua voce, le sue canzoni e i suoi messaggi sociali.
L’intervista radiofonica, condotta da Gianluca Ruoppolo, ha offerto uno sguardo intimo e motivante sulla storia di una giovane artista che non è solo talento, ma anche impegno, disciplina e profonda consapevolezza personale. Una storia che va oltre la musica per raccontare temi universali come identità, resilienza, amicizia e giustizia sociale.
Un talento “da record”
Nata a Catanzaro, Anna La Croce ha iniziato a cantare a soli quattro anni, portando nel cuore la musica come forma di espressione e di verità fin dall’infanzia. Questa passione si è trasformata in un percorso di studi e di performance costante e coraggioso, che l’ha vista protagonista sui palchi di concorsi e audizioni nazionali, tra cui provini per Amici di Maria De Filippi e Area Sanremo, esperienze che hanno contribuito a formare il suo carattere artistico e la sua maturità emotiva.
La sua formazione scolastica è eccezionale: diploma con 100/100 all’Istituto ITC XXIV Maggio e laurea con 110/110 in Didattica della Musica al Conservatorio “Arcangelo Corelli” di Messina — un traguardo che l’ha resa la più giovane laureata in Italia a soli 18 anni. Parallelamente, grazie al progetto scolastico “Artista per Passione”, Anna ha avuto l’opportunità di insegnare “Laboratorio di didattica musicale” nella sua scuola, affiancata da una tutor, diventando così la più giovane docente d’Italia in questa disciplina.
Questo mix di disciplina, talento e sensibilità ha catturato l’attenzione di addetti ai lavori e pubblico, facendo di Anna non solo una promessa musicale, ma anche un simbolo di energia culturale giovanile.

Cinque inediti che raccontano storie vere
La carriera artistica di Anna si concentra anche sulla produzione di contenuti originali. Ha pubblicato cinque brani inediti su tutti i principali digital store, ognuno con una storia significativa e personale alle spalle.
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“La scia del tempo” (2020) — il suo primo brano, che racconta il percorso di crescita artistica e personale dall’infanzia fino alle prime esperienze di vita adulta, segnato dal rallentamento dovuto alla pandemia.
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“Sto cercando te” — scritto con Luca Napolitano, è un brano ironico e intenso sulla continua ricerca di sé stessi, che ha ottenuto oltre 12.000 ascolti ed è stato inserito in diverse playlist.
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“Ci sono anch’io”, scritto con Davide Valeri, affronta il tema del bullismo, ispirato anche alle esperienze personali di Anna, con un messaggio forte: “siamo perfetti così come siamo”, e che i nostri difetti sono solo particolarità che ci rendono unici.
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“Mai silenzio” (5 settembre) — un pezzo che parla di lontananza e perdita, ispirato dall’esperienza della separazione dal fratello durante la guerra tra Russia e Ucraina e dalla recente scomparsa del nonno.
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“L’amore non è violenza” — pubblicato su YouTube e social, è una canzone contro la violenza sulle donne, nata dall’ispirazione della storia di Giulia Cecchetti e ampliata come messaggio universale contro ogni forma di abuso.
Questi brani non solo raccontano momenti della sua vita, ma offrono una lente d’ingrandimento su esperienze condivise da tanti giovani, facendo della musica uno strumento di dialogo con chi ascolta.
Storytime: l’approdo nazionale e l’emozione dell’intervista
L’intervista a Storytime su Radio Canale Italia — un programma noto per dare spazio alle storie e alle voci degli artisti emergenti — ha rappresentato per Anna un momento di svolta. Non è stata solo una chiacchierata in radio, ma una vera e propria narrazione di un percorso umano e artistico, di sfide vinte e sogni ancora in divenire.
Nel corso della trasmissione, Anna ha parlato con naturalezza di musica, famiglia, scuola e delle emozioni che accompagnano ogni passo di un giovane artista che sceglie di mettersi in gioco, affrontando audizioni televisive, produzioni indipendenti e un continuo impegno sociale.
La scelta di partecipare a programmi radiofonici nasce anche dalla volontà di raccontare la Calabria attraverso occhi e voce nuova, in un paese dove spesso i talenti del Sud non trovano la stessa visibilità di quelli di altre aree geografiche.
Musica come strumento di cambiamento sociale
La carriera di Anna La Croce non è solo fatta di note e melodie: è una testimonianza di come la musica possa essere strumento di crescita, riflessione e dialogo sui grandi temi sociali del nostro tempo. Dagli argomenti personali come la lontananza, la ricerca di sé e la perdita, fino a questioni collettive come bullismo e violenza di genere, Anna usa la sua arte per parlare di ciò che conta davvero.
Questa spinta a comunicare emozioni vere attraverso la voce è stata riconosciuta anche fuori dal contesto musicale: la sua esperienza da docente e la sua determinazione a trasformare la musica in mezzo di espressione e insegnamento hanno catturato l’attenzione di educatori e critici, evidenziando il potere educativo dell’arte nei giovani.
Tra Calabria e futuro: una storia che ispira
La storia di Anna La Croce è un esempio potente di come la passione, unita a disciplina, studio e consapevolezza sociale, possa aprire porte e creare opportunità. Portare la Calabria fino agli studi di Storytime significa superare barriere geografiche e culturali, facendo parlare una regione intera attraverso una delle sue voci più giovani e vive.
Oggi, con un pubblico in crescita sui social e una carriera in ascesa tra radio, digital store e performance live, Anna continua a inseguire i suoi sogni, ricordando a chiunque la ascolti che non bisogna mai smettere di credere nei propri desideri: con passione e sacrificio, possono diventare realtà.
In un’Italia che spesso fatica a valorizzare i talenti emergenti, la storia di Anna è una boccata d’aria fresca: un invito a guardare oltre i confini, ascoltare nuove voci e credere nel potenziale dei giovani artisti che quotidianamente trasformano esperienze personali in arte capace di toccare il cuore di molti.
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