Il furto di resti umani nei cimiteri scuote la Pennsylvania
Un orrore reale sotto gli occhi della legge
La scoperta è avvenuta all’interno di un’abitazione privata dopo una lunga indagine per una serie di furti e profanazioni nel Mount Moriah Cemetery, un antico cimitero che si estende per oltre 160 acri tra Yeadon e Philadelphia e ospita circa 150.000 sepolture, molte delle quali risalenti al XIX secolo.
Le autorità hanno descritto la scena come un “horror movie venuto alla vita”: oltre 100 resti umani di diverse età, tra cui ossa, teschi, mani e piedi mummificati e persino resti di bambini, erano sistemati in modo disturbante nel seminterrato della casa di Gerlach e in un’unità di deposito vicina.
La polizia locale ha spiegato che la scoperta è il culmine di un’indagine iniziata dopo che numerosi mausolei e tombe sotterranee del cimitero erano stati trovati forzati, vandalizzati o saccheggiati tra novembre 2025 e l’inizio di gennaio 2026. Le prove raccolte, tra cui immagini di telecamere ambientali e dati telefonici, hanno portato gli inquirenti a sospettare Gerlach nei furti seriali.
Arresto e accuse: un conto di quasi 500 capi d’imputazione
Arrestato mentre usciva dal cimitero con un sacco di tela pieno di resti e una leva metallica, Gerlach è ora accusato di quasi 500 reati, tra cui:
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100 capi d’accusa di abuso di cadavere
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100 di ricevimento di proprietà rubata
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26 di furto e violazione di sepolture mausolei
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Desecratione di luogo di sepoltura storico
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Sconfinamento e vandalismo
Le accuse riflettono un quadro giudiziario sconvolgente: secondo i documenti del tribunale, Gerlach avrebbe commesso la maggior parte dei furti tra il 7 novembre 2025 e il 6 gennaio 2026, ripetendo incursioni in mausolei e vault sotterranei.
Gerlach è detenuto con una cauzione fissata a 1 milione di dollari, e il suo processo preliminare è fissato per il 20 gennaio 2026.
Una scena da incubo: la cantina dei resti
Gli agenti che hanno eseguito i mandati di perquisizione hanno trovato resti umani in vari stati di conservazione: alcuni disposti su scaffali come oggetti da collezione, altri appesi, altri ancora avvolti in sacchetti o contenuti in unità di stoccaggio separate. Tra gli elementi sequestrati sono compresi anche pezzi di gioielleria e un pacemaker, che indicano l’enorme varietà delle vittime.
Una fonte delle forze dell’ordine ha riferito che, oltre alle ossa antiche, alcuni resti appartenevano a individui sepolti da decenni o persino secoli, ampliando la portata del crimine ben oltre il semplice vandalismo.
Il capo della polizia di Yeadon ha affermato senza mezzi termini che questo è uno dei casi più disturbanti della sua carriera, sottolineando l’impatto emotivo che tali atti possono avere sulle famiglie che sono state private del rispetto finale per i loro cari.
Motivazioni e possibile commercio online
Un aspetto inquietante emerso dalle indagini riguarda il possibile uso dei resti umani come merce di scambio o vendita online. Documenti del tribunale indicano che Gerlach seguiva numerosi account su Instagram e Facebook legati alla collezione di ossa e teschi, e potrebbe aver cercato di vendere parte dei resti a collezionisti o gruppi di interesse macabro.
Secondo i rapporti, alcuni post e messaggi associati a Gerlach facevano riferimento a gruppi di vendita di “ossessioni anatomiche”, e testimoni avrebbero raccontato di averlo visto con teschi e ossa in contesti social di raccolta di oggetti estremi.
Le accuse includono dunque non solo il furto e la profanazione, ma anche il traffico di resti umani, un quadro che ha spinto le autorità ad allargare la portata dell’indagine anche ad altri casi simili nella regione.

La comunità sotto shock, tra dolore e rabbia
La notizia ha scosso profondamente la comunità locale e i familiari di chi riposa al Mount Moriah Cemetery, molti dei quali sono stati informati dell’accaduto. Per volontari e membri della “Friends of Mount Moriah Cemetery”, un gruppo di conservazione che aveva denunciato per primo le profanazioni, l’episodio rappresenta un duro colpo: un luogo di riposo diventa teatro di un crimine che sfida sensibilità e rispetto umano.
Residenti di Ephrata, città di 15.000 abitanti dove Gerlach viveva, hanno espresso sgomento e incredulità: “Un crimine così atroce davanti ai nostri occhi… non avremmo mai immaginato qualcosa del genere qui“, ha detto un vicino di casa.
Le autorità non hanno ancora completato l’identificazione di tutte le vittime le cui ossa sono state recuperate. Il lavoro richiederà tempo, anche a causa dell’età di molti resti e della fragilità dei registri storici del cimitero, che risalgono a secoli fa.
Parallelamente, il cimitero affronta interrogativi sulla sicurezza: la mancanza di un proprietario legale da quando il sito ha chiuso nel 2011 e le condizioni di abbandono hanno agevolato l’accesso non autorizzato, secondo gruppi di preservazione locali.
Questo caso — con la sua combinazione di profondità storica, profanazione dei defunti e possibile commercio digitale di resti umani — getta luce su dilemmi etici e legali ben oltre i confini della Pennsylvania.
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