11:44 am, 10 Gennaio 26 calendario

🌐 Marocco schiera il sistema di difesa aerea Barak MX, punta agli F‑35

Di: Redazione Metrotoday
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Il Marocco schiera il sistema di difesa aerea Barak MX di produzione israeliana, ora operativo nella sua rete antiaerea avanzata per contrastare minacce dal suolo, aria e missilistiche. In parallelo, Rabat intensifica contatti con gli Stati Uniti per l’acquisizione di F‑35 di ultima generazione, in un contesto di rivalità geopolitiche regionali e modernizzazione militare su vasta scala.

Nel cuore del Nord Africa, lo schieramento del sistema di difesa aerea Barak MX da parte del Marocco segna un punto di svolta nelle dinamiche militari e geopolitiche dell’intera regione. Il dispiegamento di questa tecnologia avanzata, frutto della cooperazione con Israele, rappresenta una risposta concreta alle nuove sfide di sicurezza, incluse le minacce asimmetriche come droni e missili da crociera, ma anche un tassello della più ampia strategia di potenziamento delle Forze Armate marocchine. Parallelamente, Rabat sta negoziando con Washington la possibile acquisizione di caccia F‑35 Lightning II, un passo che potrebbe ricalibrare gli equilibri militari nell’Africa settentrionale e oltre.

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Barak MX: l’ombrello difensivo che cambia la partita

📌 Il sistema di difesa aerea Barak MX, prodotto da Israel Aerospace Industries (IAI), è ora pienamente operativo presso una base aerea strategica vicino a Sidi Yahya El Gharb, a circa 60 chilometri a nord‑est della capitale Rabat. Lo schieramento conferma la piena operatività del sistema dopo anni di acquisizione iniziati con un contratto da circa 500 milioni di dollari firmato nel 2022 tra Rabat e IAI.

Il Barak MX è un sistema di difesa contraerea e antimissile “di area”, progettato per proteggere territori, infrastrutture critiche e unità mobili da una vasta gamma di minacce. A differenza di molte soluzioni tradizionali, la sua architettura modulare e orientata alla guerra di rete permette l’integrazione di sensori, radar avanzati e lanciatori verticali in un unico “ombrello” difensivo. La capacità di ingaggiare obiettivi aerei, missili balistici di teatro, droni e bombe plananti lo rende particolarmente idoneo per scenari ad alta complessità.

Tecnologicamente, il sistema impiega vari interceptor:

  • Barak MRAD, con portata fino a circa 35 km;

  • Barak LRAD, maggiore raggio fino a circa 70 km;

  • Barak ER, con un booster aggiuntivo per raggiungere fino a 150 km e altitudini di circa 30 km.

Queste capacitĂ  consentono al Marocco di costruire una difesa multilivello del proprio spazio aereo, che va oltre gli approcci convenzionali basati su impianti statici e rende possibile rispondere rapidamente a minacce multiple e simultanee.

Dal contratto all’operatività: una timeline di collaborazione

La fornitura del Barak MX non è un evento isolato ma il risultato di anni di relazioni in campo militare e diplomatico tra Rabat e Tel Aviv, rafforzate soprattutto dopo la firma dei cosiddetti “Accordi di Abramo” che hanno avviato un processo di normalizzazione tra Israele e diversi Paesi arabi, incluso il Marocco.

Le consegne di componenti e la formazione delle unità di condotta erano iniziate già nel 2023, ma solo negli ultimi mesi è stato possibile rilevare tramite immagini satellitari l’effettivo dispiegamento operativo, segno che le Forze Armate marocchine hanno completato l’integrazione del sistema nella propria rete di difesa.

L’integrazione comprende non solo i lanciatori e i missili, ma anche un radar multifunzione avanzato con tecnologia AESA e un comando e controllo centralizzato in grado di coordinare intercettazioni su un campo visivo esteso, fornendo al Paese un notevole vantaggio anche in termini di consapevolezza situazionale.

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La “strategia dei cieli africani”: minacce, rivalità e deterrenza

Il potenziamento della difesa aerea marocchina avviene in un contesto in cui le tensioni con l’Algeria rimangono elevate e la percezione di minacce provenienti da sistemi aerei convenzionali e non convenzionali è alta. La rivalità tra Rabat e Algeri, che si protrae da decenni su questioni politiche e territoriali, ha visto anche un’escalation negli aspetti militari e di percezione strategica.

L’Algeria, con un bilancio difensivo tra i più alti del continente e fornita di tecnologia militare di origine russa come i caccia e i sistemi di difesa terrestre, rappresenta per il Marocco un interlocutore regionale la cui capacità militare Rabat vuole poter contrastare efficacemente, anche nei cieli. Qui entra in gioco la necessità di un sistema come il Barak MX, capace di creare un “cuscinetto difensivo” con capacità sia anti‑aerea sia anti‑missile.

Un salto qualitativo: potenziali F‑35 sul tavolo

L’espansione delle capacità di difesa marocchina non si limita alla componente passiva dei sistemi contraerei: secondo fonti della difesa, Rabat sta ora **negoziando con gli Stati Uniti l’acquisizione di un certo numero di caccia bombardieri F‑35 Lightning II, una delle piattaforme d’attacco e deterrenza più avanzate al mondo.

L’interesse per gli F‑35 rientra nella volontà di equilibrare la deterrenza offensiva con la difesa attiva. I Lightning II, prodotti da Lockheed Martin, rappresentano un salto generazionale rispetto agli F‑16V Block 70 già in dotazione alle Forze Royal Marocchine, portando in dote capacità stealth, sensoristiche avanzate e interoperabilità con le più moderne reti di difesa occidentali.

La possibile vendita di F‑35 ad un Paese arabo è un tema sempre delicato, storicamente vincolato da considerazioni politiche di alleanze e di equilibrio regionale; in passato, alcuni Stati mediorientali hanno affrontato opposizioni per analoghe acquisizioni a causa di sensibilità geopolitiche, in particolare riferite a partner come Israele, unico detentore di Lightning II nella regione. Il Marocco, grazie a relazioni diplomatiche e strategiche molto strette con Stati Uniti e Israele, potrebbe però superare questo ostacolo e aprire una nuova pagina nelle dottrine difensive africane e mediorientali.

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Barak MX e futuro delle reti difensive integrate

Il Barak MX non è un sistema isolato: la tendenza globale nella difesa aria‑aria e anti‑missile è quella di costruire reti altamente integrate e modulari capaci di lavorare in sinergia con altre piattaforme terrestri, navali e aeronautiche. Anche in questo senso, il ruolo di Rabat come interlocutore emergente per produttori come IAI — e potenzialmente per altri partner tecnologici — potrebbe posizionare il Marocco come un hub regionale di difesa avanzata.

In quest’ottica, l’evoluzione delle capacità di difesa aerea del Paese potrebbe stimolare anche un maggiore coinvolgimento dell’industria locale e di tecnologie derivate, in linea con una visione di autonomia strategica per riflettere meglio le sfide specifiche della regione.

Un “ombrello” difensivo che guarda oltre

La decisone del Marocco di schierare il Barak MX e di esplorare l’acquisizione di F‑35 non è soltanto un aggiornamento tecnologico delle proprie forze armate, ma una dichiarazione di intenti in un contesto regionale sempre più dinamico. In un Nord Africa dove le relazioni tra Stati confinanti attraversano tensioni persistenti, e la proliferazione di droni, missili e tecnologie d’attacco avanzate rappresentano minacce sempre più concrete, Rabat ha scelto di adottare un approccio multilivello e interconnesso alla difesa nazionale.

10 Gennaio 2026 ( modificato il 9 Gennaio 2026 | 22:48 )
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