🌐 Venezuela libera i detenuti e lancia segnale politico
In una fase di profonda turbolenza politica, il Venezuela ha iniziato a rilasciare diversi detenuti politici e stranieri, in quello che il governo definisce un gesto per favorire la pace e la coesistenza nel Paese dopo mesi di tensioni e trasformazioni istituzionali. Tra i nomi già confermati figurano diversi cittadini italiani, tra cui l’imprenditore 77enne Luigi Gasperin e il giornalista e politico italo‑venezuelano Biagio Pilieri. In Italia e in Venezuela cresce intanto la speranza per Alberto Trentini, cooperante italiano detenuto da oltre un anno senza accuse formali.
📌 L’annuncio ufficiale è arrivato da Jorge Rodríguez, presidente dell’Assemblea Nazionale venezuelana e figura di spicco dell’esecutivo ad interim, che ha parlato di una decisione “unilaterale” volta a promuovere un clima di pacificazione nazionale. Secondo Rodríguez, la misura include la scarcerazione di un “numero importante” di prigionieri, sia venezuelani che stranieri — una mossa che riflette il delicato equilibrio politico in corso tra l’uscita di scena di Nicolás Maduro, arrestato dalle forze statunitensi, e la ricerca di un nuovo accordo diplomatico con Washington e con altri partner internazionali.
Una liberazione che parla anche di diplomazia
I primi rilasci confermati includono cittadini spagnoli — cinque dei quali riconosciuti dal governo di Madrid — e varie figure dell’opposizione locale. In questo contesto, l’Italia ha accolto con attenzione la notizia della liberazione di Gasperin e Pilieri, mentre la comunità internazionale segue con cautela gli sviluppi in una nazione che detiene, secondo stime di organizzazioni per i diritti umani, oltre 800 prigionieri politici, tra cui numerosi stranieri.
Il rilascio è letto da osservatori come un tentativo da parte delle nuove autorità venezuelane di costruire una narrativa di pacificazione e distensione, al momento in cui il paese cerca di ricostruire rapporti con l’Occidente. Il presidente degli Stati Uniti ha definito il gesto come un’iniziativa “positivo passo” nei rapporti con Caracas, sebbene gruppi per i diritti umani criticano la lentezza e la limitata portata effettiva delle liberazioni.
Il caso Alberto Trentini: oltre 400 giorni di detenzione
Alberto Trentini, ventiseienne cooperante italiano, è una delle figure più simboliche della vicenda. Arrestato il 15 novembre 2024 nello Stato di Apure mentre lavorava per l’organizzazione umanitaria Humanity and Inclusion, Trentini è stato detenuto nel carcere di massima sicurezza El Rodeo, nella periferia di Caracas, per oltre 14 mesi, senza che gli venissero contestate accuse formali. Secondo le associazioni umanitarie e la famiglia, la detenzione è arbitraria e assume valenza politica, con scarso accesso a rappresentanti diplomatici o legali.
Il caso ha suscitato ampie reazioni in Italia: la Farnesina, rappresentata dal ministro degli Esteri, ha intensificato i contatti con la rete consolare in Venezuela, con l’obiettivo di lavorare per il rilascio di Trentini e di altri cittadini italiani detenuti nel paese sudamericano. Secondo fonti diplomatiche italiane, oltre a Trentini, altri imprenditori e cittadini italiani si trovano in carcere in Venezuela per motivi che vanno dalla semplice espulsione politica a presunte accuse giudiziarie contestate.
La famiglia di Trentini ha vissuto mesi di apprensione e richieste di sostegno mediatico e istituzionale. A Lido di Venezia, dove risiede la famiglia, lo striscione “Alberto Trentini libero” è diventato un simbolo di speranza e resistenza in una vicenda che ha visto coinvolte non solo le istituzioni italiane ma anche numerose organizzazioni per i diritti umani.
Voci dalla società civile e dal panorama internazionale
Oltre alle reazioni ufficiali dei governi, l’iniziativa di caricarsi di rilasciare prigionieri politici è stata accolta con sentimenti contrastanti. Le organizzazioni per i diritti umani e gruppi di monitoraggio carcerario sottolineano come questa scarcerazione rappresenti solo una frazione di quelli detenuti: secondo l’ong Foro Penal e altre realtà, ad oggi il numero dei prigionieri politici resta molto elevato, con centinaia di casi che rimangono irrisolti.
Alcuni analisti ritengono che la mossa di Caracas sia pensata anche come segnale politico verso un possibile riavvicinamento diplomatico con Stati Uniti e Unione Europea, in un momento in cui attori internazionali cercano di influenzare la transizione venezuelana e frenare ulteriori tensioni. Il ruolo di mediatori internazionali, tra cui governi europei e paesi come Qatar e Brasile, è stato segnalato come elemento chiave per facilitare il rilascio di prigionieri e avviare un dialogo con le autorità venezuelane.
Il significato del gesto e i dubbi
Nonostante le dichiarazioni ufficiali, fonti indipendenti e osservatori rimangono cauti: alcune relazioni internazionali e attivisti hanno sottolineato che la liberazione di un numero limitato di prigionieri potrebbe essere simbolica, con l’obiettivo di alleggerire pressioni politiche meno che di risolvere la questione dei diritti umani in maniera strutturale. Secondo report di organizzazioni internazionali, la detenzione arbitraria e l’uso di regimi carcerari per oppositori politici e stranieri sono politiche radicate che richiederanno molto più di un singolo gesto di rilascio per essere affrontate in maniera sostenibile.
Al contempo, la scarcerazione di figure come Gasperin e Pilieri e la possibilità che Trentini sia incluso nella lista di prossime liberazioni rappresenta un piccolo ma significativo passo avanti per le relazioni tra Caracas e Roma e, più in generale, tra il Venezuela e i paesi occidentali coinvolti in trattative diplomatiche multilaterali.
Verso un processo di transizione
La vicenda dei prigionieri, compresa quella di Trentini, si inserisce in uno scenario di transizione politica in Venezuela, segnato da un equilibrio tra spinte interne all’opposizione, pressioni internazionali e fragilità delle strutture di potere locali dopo la rimozione dell’ex leader Maduro. Gli sviluppi futuri dipenderanno anche dalla capacità delle parti di negoziare condizioni per un’autentica apertura del sistema politico e la revisione delle gravi criticità del sistema giudiziario e carcerario venezuelano.
In Italia, la possibile liberazione di Trentini è seguita con attenzione da media, istituzioni e opinione pubblica, che vedono in questa vicenda uno specchio delle dinamiche più ampie che legano diritti umani, politica estera e relazioni internazionali nel contesto dell’America Latina contemporanea.
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