9:38 am, 9 Gennaio 26 calendario

🌐 Revolut: chi sono i padroni della fintech che sfida le banche

Di: Redazione Metrotoday
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In pochi anni Revolut è passata dall’essere una semplice app per cambiare valuta in viaggio alla punta avanzata della rivoluzione digitale dei servizi finanziari. Con oltre 65 milioni di utenti nel mondo e più di 4 milioni di clienti in Italia, la fintech britannica è oggi considerata tra le realtà più disruptive del settore bancario tradizionale, tanto da competere con gli istituti storici su scala globale e attirare l’attenzione di regolatori e media.

Dal cambio valuta alla super app finanziaria

Nata nel 2015 nel cuore della scena fintech di Londra, Revolut è stata ideata dai fondatori Nikolay Storonsky e Vlad Yatsenko con l’obiettivo di eliminare le barriere ai servizi finanziari. La sua prima funzione era semplice ma efficace: permettere agli utenti di effettuare pagamenti in valute estere con i tassi interbancari, senza le alte commissioni delle banche tradizionali.

Da quell’intuizione iniziale, l’offerta si è evoluta in un vero e proprio ecosistema digitale, utilizzabile interamente tramite app. Oggi Revolut permette di:

  • Aprire un conto corrente digitale con IBAN europeo o locale, anche in Italia, in pochi minuti.

  • Effettuare bonifici, pagamenti internazionali e prelievi ATM con limiti e costi variabili secondo i piani scelti.

  • Gestire carte fisiche e virtuali, con possibilità di creare carte usa e getta per maggior sicurezza.

  • Scambiare criptovalute e investirle, oltre a offrire servizi di trading di azioni e ETF integrati nell’app. 

Revolut ha inoltre ampliato il suo raggio d’azione con servizi aggiuntivi come abbonamenti Premium e Metal, piani di investimento, gestione di risparmi e persino servizi di telecomunicazione eSIM in alcuni mercati.

La svolta bancaria e l’espansione globale

Se nei primi anni Revolut operava come istituto di denaro elettronico, negli ultimi anni ha compiuto un’evoluzione significativa: ottenere licenze bancarie complete in Europa, iniziando così ad accettare depositi e offrire prodotti tipici delle banche tradizionali.

Tra i traguardi più recenti vi è l’autorizzazione a fornire servizi di criptovalute regolamentati nell’Unione Europea, grazie a una licenza rilasciata a Cipro. Questo passo non solo tutela i servizi crypto della piattaforma ma riflette anche la volontà di Revolut di consolidare la sua presenza nel segmento digitale emergente.

Parallelamente, la fintech punta ad allargare i propri confini con nuovi marchi e licenze: da un lato si lavora per ottenere una licenza bancaria semplificata in Israele e una licenza di pagamento negli Emirati Arabi Uniti, e dall’altro si espandono gli investimenti e l’infrastruttura a livello internazionale.

Chi sono i padroni di Revolut 

📌 La società è controllata dai suoi fondatori, con Storonsky (CEO) e Yatsenko (CTO) ancora al timone operativo dell’azienda. La struttura proprietaria include grandi investitori istituzionali e venture capital globali, ma non è una società quotata in borsa: la sua valutazione privata ha toccato i 75 miliardi di dollari in un recente round di finanziamento secondario, rendendola una delle startup fintech più preziose al mondo.

Sebbene non vi siano ancora azioni negoziate in Borsa, la prospettiva di una IPO (Offerta Pubblica Iniziale) è un tema ricorrente nei piani futuri dell’azienda, benché non ancora ufficializzato.

Una crescita sotto i riflettori

Il modello di business di Revolut si basa su un mix di servizi finanziari integrati, abbonamenti e tassi competitivi che attirano utenti giovani e digitalizzati. La semplicità dell’app, il basso costo di accesso e la rapidità di apertura del conto sono stati fattori chiave per la sua diffusione, tanto che in Italia Revolut è oggi tra le prime cinque banche per numero di clienti.

Innovazioni come l’introduzione di piani di investimento con ETF di grandi provider internazionali (come BlackRock e Vanguard) e la crescente popolarità dello scambio di criptovalute hanno consolidato la sua reputazione come fintech “tuttofare” per la gestione delle finanze personali e non solo.

Tuttavia, la rapida espansione è stata accompagnata anche da critiche su sicurezza, assistenza clienti e affidabilità, con segnalazioni di utenti che hanno visto i conti bloccati senza spiegazioni, difficoltà di supporto e controversie sulla protezione contro frodi.

Inoltre, le autorità di vigilanza hanno recentemente sanzionato Revolut per carenze nei controlli antiriciclaggio, evidenziando come il passaggio a una licenza bancaria comporti anche maggiori responsabilità regolari.

Tra opportunità e domande aperte

Il fenomeno Revolut non riguarda solo i numeri globali: anche in Italia l’adozione è rapida, con milioni di utenti che utilizzano l’app per pagamenti quotidiani, gestione di conti e servizi finanziari digitali. La disponibilità di un IBAN italiano e l’integrazione con strumenti come bonifici e stipendi ha spinto molti clienti a considerarla una valida alternativa alle banche tradizionali.

Resta tuttavia aperto il dibattito sul ruolo di queste piattaforme nel sistema finanziario: la regolamentazione continua a rincorrere l’innovazione, con richieste di maggiore trasparenza, supporto clienti e tutela dei risparmiatori.

Licenze, mercati e fintech 2.0

Con una base utenti in continua crescita e l’obiettivo di consolidarsi come “super app” finanziaria globale, Revolut si trova oggi a un bivio: trasformarsi in una banca digitale completa pur mantenendo l’agilità di una startup o rischiare di trovarsi intrappolata tra aspettative, regolamentazioni e criticità tecniche.

In un mondo dove la finanza diventa sempre più mobile e personalizzata, come funziona Revolut non è più solo una domanda pratica per gli utenti: è un caso di studio su come la tecnologia può riscrivere le regole del denaro, ma anche sulle sfide che emergono quando la velocità di crescita incontra la complessità del sistema finanziario globale.

9 Gennaio 2026 ( modificato il 7 Gennaio 2026 | 23:43 )
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