10:18 pm, 9 Gennaio 26 calendario

🌐 Groenlandia, soldi e gara di investimenti tra alleanze nell’Artico

Di: Redazione Metrotoday
condividi

Una gara sui soldi tra Usa e UE sta trasformando la Groenlandia — isola artica ricca di risorse e di valore strategico — in un palcoscenico di ambizioni globali. Gli Stati Uniti valutano pagamenti diretti ai groenlandesi per rafforzare legami, mentre l’Unione Europea prepara finanziamenti aumentati per consolidare la sua presenza. Sullo sfondo, risorse minerarie, rotte commerciali emergenti e preoccupazioni per la sovranità locale rendono questo dossier uno dei più importanti dell’inizio del 2026.

Ai confini estremi del mondo, dove il ghiaccio incontra l’oceano e le rotte artiche si aprono con lo scioglimento dei ghiacci, un nuovo capitolo della geopolitica globale si sta scrivendo a colpi di soldi, incentivi e promesse. La Groenlandia, il più vasto territorio insulare della Terra con appena 57.000 abitanti ma enorme potenziale minerario e geostrategico, è al centro di un confronto mai visto prima tra Stati Uniti e Unione Europea. Mentre la Casa Bianca esplora piani per offrire pagamenti diretti ai groenlandesi — cifre che secondo fonti statunitensi oscillerebbero tra 10.000 e 100.000 dollari a persona — l’Unione Europea si appresta a raddoppiare i suoi investimenti nella regione per rafforzare le relazioni con l’isola autonoma e contrastare l’influenza americana.

Questo scenario, che da più parti viene definito una sorta di “gara a chi offre di più”, non è solo una questione di risorse finanziarie, ma riflette dinamiche più ampie legate alla sicurezza globale, all’accesso alle risorse minerarie critiche, allo sviluppo economico sostenibile e alla tutela della sovranità locale.

Un’isola (molto) ambita: perché Groenlandia conta

📌    La Groenlandia è molto più di un paesaggio di ghiaccio e montagne. L’isola copre un’area di oltre 2,1 milioni di chilometri quadrati, più grande di interi continenti, ed è ricca di minerali critici — terre rare, grafite, uranio — fondamentali per la transizione energetica globale e le tecnologie del futuro, quali batterie e energie rinnovabili. Con il clima che altera pericolosamente i ghiacci, nuove rotte marittime si aprono e renderle operative diventa un obiettivo strategico per le potenze mondiali.

Secondo stime recenti, se si considerassero tutte le caratteristiche — risorse, posizione strategica e potenziale economico — il valore complessivo della Groenlandia potrebbe sfiorare cifre nell’ordine di trilioni di dollari: una somma comparabile a quote significative del prodotto interno lordo di interi Stati Uniti.

Questo spiega in parte l’interesse statunitense, che negli ultimi anni ha aumentato la sua presenza anche militare nell’isola, mantenendo basi come il Pituffik Space Base (ex‑Thule), nodo centrale per monitoraggio spaziale e difesa missilistica nell’Artico, oggi parte integrante della U.S. Space Force.

USA: incentivi diretti ai groenlandesi e politica di influenza

La proposta più recente analizzata dagli Stati Uniti è quella di pagamenti diretti alla popolazione groenlandese come mezzo per rafforzare legami e incentivare un allineamento più stretto con Washington. Secondo fonti statunitensi, l’opzione suggerita potrebbe prevedere somme forfettarie per ciascun residente, fino a 100.000 dollari a persona, nell’ambito di una strategia più ampia di incentivazione economica.

Questa idea, oltre ad avere potenziali ripercussioni sociali nell’isola, rappresenta un tentativo non convenzionale di esercitare influenza in modo diretto sulla popolazione, aggirando le tradizionali vie diplomatiche. La strategia potrebbe essere vista come una forma di soft power economico, nella quale i soldi USA diventano leva di influenza geopolitica.

Tuttavia, l’opzione è stata fortemente criticata dal governo groenlandese e dalle autorità danesi. Il primo ministro groenlandese ha definito la proposta di pagamento come una sorta di “fantasia sull’annessione”, ribadendo che l’isola ha interesse a mantenere la sua autonomia e il suo legame con la Danimarca senza essere oggetto di acquisti o offerte dirette.

L’Europa risponde: investimenti e diplomazia

Di fronte alla crescente pressione statunitense, l’Unione Europea non resta a guardare. Nel 2025 la Commissione europea ha proposto un piano per raddoppiare il sostegno finanziario destinato alla Groenlandia, inserendolo nei piani di bilancio a lungo termine dell’Unione. Secondo le cifre comunicate, la UE intende stanziare circa 530 milioni di euro tra il 2028 e il 2034 per progetti di sviluppo, cooperazione e infrastrutture nell’isola artica.

L’obiettivo dell’Europa non è soltanto economico ma anche geopolitico: consolidare un ruolo nell’Artico come attore esterno credibile e sostenere la diversificazione economica e sociale delle comunità groenlandesi. Questa strategia si combina con la partecipazione dell’UE nelle attività di ricerca, scienza e innovazione artica, dove sono già in campo programmi per lo sviluppo sostenibile, la mobilità e la governance locale.

Danimarca e Groenlandia: sovranità nel mezzo delle potenze

La Groenlandia è formalmente un territorio autonomo del Regno di Danimarca, e qualsiasi decisione su proprietà o sicurezza internazionale deve tenere conto delle norme costituzionali danesi. Copenhagen ha investito di recente ingenti risorse nella sicurezza e nelle infrastrutture artiche (circa 1,2 miliardi di euro nel 2025), sottolineando la necessità di mantenere il controllo locale e di non permettere che i desideri di grandi potenze decidano il destino dell’isola senza coinvolgere pienamente il popolo groenlandese e il governo danese.

Il primo ministro danese ha avvertito che un’azione unilaterale degli Stati Uniti, soprattutto di natura militare, equivarrebbe a una crisi profonda nelle alleanze transatlantiche, con potenziali effetti anche sul ruolo della NATO.

Allo stesso tempo, alcuni leader groenlandesi spingono per un coinvolgimento bilaterale più diretto con gli Stati Uniti, suggerendo di aprire canali di dialogo indipendenti da Copenaghen. Questa proposta riflette tensioni interne sulla strada verso una maggiore autonomia o persino indipendenza, pur mantenendo forti legami economici con la Danimarca grazie a consistenti sussidi annuali.

Il ruolo italiano ed europeo nel dossier artico

In questo contesto, anche gli alleati europei stanno chiarendo le loro posizioni. Il governo italiano ha recentemente escluso l’appoggio a possibili azioni militari statunitensi in Groenlandia, sottolineando l’importanza del rispetto del diritto internazionale e della sovranità territoriale, pur ribadendo la necessità di una forte presenza NATO nell’Artico per contrastare l’influenza di altri attori globali come Russia o Cina.

La posizione italiana rientra in un quadro europeo più ampio che vuole bilanciare il mantenimento delle relazioni con gli Stati Uniti e il rafforzamento del ruolo autonomo dell’UE nell’area artica, dove cooperazione, ricerca e sostenibilità ambientale sono temi chiave.

Oltre i soldi: clima, rotte commerciali e futuro

Sul piatto non ci sono solo soldi USA e UE: la Groenlandia si trova al centro di trasformazioni climatiche profonde. Lo scioglimento dei ghiacci non solo apre nuove rotte commerciali navigabili, con potenziali vantaggi economici, ma accentua la competizione globale per l’accesso a risorse naturali finora inaccessibili. In questo scenario, l’isola artica diventa un simbolo delle sfide del XXI secolo: sovranità locale vs. interessi globali, sostenibilità vs. estrazione economica, dialogo multilaterale vs. pressioni politiche.

9 Gennaio 2026
© RIPRODUZIONE RISERVATA