🌐 Volenterosi a Parigi lavorano a garanzie di sicurezza vincolanti
Indice dei contenuti
ToggleLa capitale francese torna a essere teatro di una delle più delicate operazioni diplomatiche sul fronte della guerra in Ucraina: il vertice dei Volenterosi, la coalizione di Stati impegnati a sostenere Kiev oltre il semplice aiuto militare, ha riunito nella giornata di martedì più di trenta leader mondiali, rappresentanti europei e delegati statunitensi per discutere di una cornice di garanzie di sicurezza vincolanti per l’Ucraina. Alla tavola rotonda – ospitata all’Eliseo sotto l’egida del presidente francese Emmanuel Macron – erano presenti il presidente ucraino Volodymyr Zelensky, membri del governo italiano guidati da Giorgia Meloni e gli inviati americani, tra cui Steve Witkoff e Jared Kushner, in rappresentanza dell’amministrazione statunitense.
La cornice del summit è quella di un conflitto che, quasi quattro anni dopo l’invasione russa, non mostra segni di prossima conclusione. L’offensiva sul terreno prosegue, come testimoniato dagli attacchi con droni lanciati dalle forze russe nella notte precedente la riunione dei Volenterosi, un segnale drammatico delle persistenti tensioni al fronte.
Un nuovo patto per la sicurezza d’Europa
Al centro dei lavori di Parigi c’è il tentativo di trasformare un sostegno politico e materiale finora piuttosto frammentato in un impegno più istituzionale e duraturo. La bozza di dichiarazione finale, preparata in vista della conferenza stampa congiunta di Macron, Zelensky, il cancelliere tedesco Friedrich Merz e il premier britannico Keir Starmer, prevede impegni vincolanti a sostenere Kiev in caso di attacco futuro. Queste garanzie dovrebbero includere aiuti militari, supporto logistico e di intelligence, iniziative diplomatiche e – elemento dirompente – l’eventuale presenza di truppe statunitensi o di una forza multinazionale sul suolo ucraino nel periodo post-bellico.
Secondo la stampa internazionale, gli Stati Uniti puntano a un accordo che integri la propria presenza nel quadro di un sistema di sicurezza europeo rinnovato, rompendo così le incertezze sollevate dalle recenti posizioni divergenti dell’amministrazione statunitense sulla guerra.
Vecchie tensioni, nuovi equilibri
📌 La “Coalizione dei Volenterosi” non è un organismo formale come la NATO, ma negli anni del conflitto è diventata un attore chiave nel coordinamento di risposte multilaterali. La Francia, insieme al Regno Unito, aveva già spinto negli ultimi mesi per un rafforzamento delle garanzie di sicurezza attraverso una forza multinazionale che potesse agire non solo in fase di tregua, ma anche come deterrente credibile contro future aggressioni.
Le dinamiche di questo summit riflettono la complessità della situazione geopolitica odierna: da una parte, l’Unione Europea fatica a mantenere un fronte omogeneo su questioni di sostegno militare diretto; dall’altra, gli Stati Uniti bilanciano tra pressioni interne e la necessità di non abbandonare un alleato cruciale come l’Ucraina. Il risultato di questa tensione è la proposta di un’architettura di sicurezza condivisa che, sebbene ancora da definire nei dettagli, potrebbe segnare un cambio di paradigma nel sostegno occidentale a Kiev.
L’Italia e il nodo delle truppe
In questa cornice diplomatica, il ruolo italiano è stato sotto i riflettori: la partecipazione di Giorgia Meloni al vertice ha confermato l’impegno politico di Roma, pur in un quadro in cui l’Italia – come già evidenziato in precedenti incontri – ha escluso il dispiegamento di propri contingenti militari diretti sul suolo ucraino. Questo posizionamento segue una linea condivisa da alcuni partner europei, secondo cui il sostegno alla sicurezza può essere assicurato anche attraverso altre forme, quali il rafforzamento delle difese ucraine e il sostegno logistico.

Dietro le quinte della diplomazia globale
La mobilitazione diplomatica di Parigi è solo l’ultimo episodio di una lunga serie di incontri e negoziati che hanno visto Macron cercare di consolidare un fronte occidentale coeso. Già nei mesi scorsi, vertici simili avevano tentato di gettare le basi per una “forza di rassicurazione” con il coinvolgimento di diverse capitali europee, in un dialogo che includeva Washington e, simbolicamente, Kiev.
Questa spinta deriva anche dal mutare del contesto strategico globale: mentre sul fronte interno europeo permane un dibattito acceso sulle spese militari e sulla dipendenza dagli Stati Uniti, la Russia mantiene pressioni militari e negoziali, rifiutando concessioni sostanziali nei tentativi di dialogo. Il presidente ucraino Zelensky ha continuamente sottolineato l’importanza di garanzie di sicurezza cogenti, non solo promesse generiche, come elemento indispensabile per qualsiasi accordo di pace duraturo.
Uno sguardo al futuro
Mentre i lavori procedono a Parigi, la stampa internazionale segnala che la bozza di dichiarazione finale sulla sicurezza delle garanzie includerà anche la creazione di un centro di coordinamento congiunto, basato nella capitale francese, per supervisionare l’attuazione degli impegni presi dalla coalizione. Questo organismo potrebbe diventare un punto di riferimento per la cooperazione militare tra Ucraina, Stati Uniti e i Paesi europei firmatari.
Il vertice di Parigi non risolve tutte le incognite del conflitto, ma rappresenta un passo significativo verso una nuova fase del sostegno internazionale a Kiev. In un orizzonte in cui la pace rimane distante, l’idea di garanzie di sicurezza vincolanti e una presenza internazionale strutturata sul territorio ucraino segnano un tentativo di trasformare la solidarietà geopolitica in sicurezza duratura.
© RIPRODUZIONE RISERVATA





