🌐 Ecco perché ho sempre le mani e i piedi freddi
La sensazione cronica di mani e piedi freddi non è solo questione di temperatura esterna: il corpo umano, guidato dal cervello e da meccanismi di circolazione e vasocostrizione, reagisce in modi sorprendenti. Dalle risposte fisiologiche naturali alle possibili patologie, ecco perché succede, quando preoccuparsi e come affrontarlo.
Per molte persone, soprattutto nelle stagioni fredde, è comune avvertire una sensazione di freddo alle mani e ai piedi nonostante il resto del corpo sia apparentemente caldo e coperto. In alcuni casi, però, la sensazione può essere così persistente da diventare motivo di fastidio quotidiano o, in casi rari, segnare un campanello d’allarme per condizioni di salute sottostanti. Ma da cosa dipende veramente e qual è il ruolo del cervello in tutto questo?
Il corpo mette al primo posto gli organi vitali
La risposta a questa domanda affonda le radici nella fisiologia umana: il nostro organismo è programmato per proteggere gli organi vitali, come cuore, polmoni e cervello, a scapito delle parti periferiche del corpo. Le mani e i piedi, situati nella periferia, hanno una superficie grande ma un volume relativamente piccolo, e quindi dispersione termica elevata. Il calore corporeo viene mantenuto nel “nucleo” dell’organismo e, quando l’ambiente è freddo oppure si vive una condizione di limitata attività fisica, il cervello ordina una vasocostrizione delle arterie periferiche per conservare energia e calore nei tessuti importanti.

Questa risposta è così radicata nel nostro sistema di sopravvivenza che può manifestarsi anche in ambiente chiuso e riscaldato: due persone nella stessa stanza possono percepire la temperatura in modo completamente diverso, e chi soffre di mani e piedi freddi può sentire un disagio che per altri è impercettibile.
Il cervello e la percezione del freddo
📌 La sensazione di freddo non è “solo” una questione di temperatura esterna, bensì il risultato di segnali che partono dalle terminazioni nervose cutanee e vengono interpretati dal cervello. Esistono due principali vie nervose dedicate alla percezione del caldo e del freddo: quando il sangue caldo affluisce meno alle estremità, i recettori che captano la temperatura nella pelle inviano segnali di disagio al cervello, che interpreta la situazione come “freddo”.
È un meccanismo adattativo: se il corpo percepisce una minaccia ambientale (come temperature basse), reagisce attivando strategie di conservazione dell’energia — e questo processo è gestito in gran parte dal sistema nervoso centrale.
Genetica e differenze fisiologiche
È noto che donne e anziani presentano più frequentemente mani e piedi freddi rispetto agli uomini adulti. Ciò è legato a differenze ormonali, a una massa muscolare spesso inferiore, a un metabolismo leggermente più basso e a differenze nella emoglobina e nel trasporto dell’ossigeno nel sangue, tutti fattori che modulano il livello di calore prodotto e la sua distribuzione nel corpo.

Risposte nervose e stress
Il sistema nervoso autonomo — cioè quella parte del nervo responsabile delle reazioni automatiche come battito cardiaco e reazione al freddo — è molto sensibile. In situazioni di stress o ansia, il cervello può “decidere” di inviare meno sangue alle estremità per convogliare più ossigeno al cuore e al cervello, lasciando mani e piedi freddi anche in assenza di clima rigido.
Condizioni mediche sottostanti
In alcuni casi, la sensazione persistente di mani e piedi freddi può essere collegata a condizioni mediche reali:
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Sindrome di Raynaud: le piccole arterie di mani e piedi si contraggono in modo esagerato in risposta al freddo o allo stress, riducendo drasticamente il flusso sanguigno e causando sensazioni di freddo, pallore o cambi di colore della pelle.
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Problemi di circolazione: come l’arteriopatia periferica o altri disturbi vascolari che ostacolano il trasporto di sangue verso le estremità.
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Ipotiroidismo: una tiroide meno attiva può rallentare il metabolismo generale, con una sensazione di freddo più marcata alle estremità.
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Anemia e deficit vitaminici (per esempio di B12 o ferro) compromette la capacità del sangue di trasportare ossigeno e genera freddo e stanchezza.
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Nervo danneggiato o neuropatie (in particolare nei casi di diabete) possono influenzare la capacità di percepire e regolare la temperatura.
Queste condizioni non sono rare e, sebbene nella maggior parte dei casi le mani gelide non siano pericolose, è importante consultare un medico se il fenomeno è persistente o accompagnato da altri sintomi come dolore, intorpidimento o cambiamenti nella pelle.

Quando è normale e quando no
Per molte persone, avere mani e piedi freddi è semplicemente una risposta fisiologica normale, soprattutto nei mesi invernali o in ambienti con aria condizionata. Persone magre, donne e chi ha una vita sedentaria o poca massa muscolare tende a percepire più facilmente il freddo alle estremità.
Tuttavia, se questo accade in ambienti caldi o senza una causa evidente, oppure se si verificano colorazioni anomale della pelle, dolore o lesioni difficili a guarire, può essere il momento di indagare più a fondo con esami clinici e consulti specialistici.
Come riscaldarsi davvero
Una delle credenze più diffuse è che indossare strati e calze spesse sia sufficiente per riscaldare mani e piedi. In realtà, secondo gli esperti, non basta isolare le estremità: per stimolare una reale risposta del corpo, il calore deve raggiungere il tratto centrale, dove il cervello riceve segnali e può decidere di aumentare il flusso sanguigno verso periferie come mani e piedi.
Ecco alcune strategie efficaci:
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Riscaldare il busto con bevande calde o indumenti avvolgenti, così da aiutare la vasodilatazione.
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Movimento e attività fisica, che aumentano la frequenza cardiaca e migliorano la circolazione.
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Alimentazione adeguata, inclusi cibi ricchi di carboidrati e nutrienti che favoriscono la produzione di calore.
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Evitare alcolici prima di esporsi al freddo, perché favoriscono una illusione di calore ma accelerano la dispersione termica.
Il cervello al centro della regolazione termica
Che si tratti di una giornata gelida o di una stanza riscaldata, la sensazione di freddo alle estremità racconta una storia più profonda su come il cervello regola la temperatura del corpo. Il sistema nervoso autonomo decide dove distribuire il sangue, quali reazioni attivare e come mantenere l’equilibrio tra conservazione dell’energia e comfort termico.
Alla fine, le mani e i piedi freddi non sono quasi mai un fenomeno isolato: sono il risultato di un complesso dialogo tra il cervello, la circolazione sanguigna, gli ormoni, lo stato metabolico e persino l’ambiente circostante. Comprendere questi meccanismi aiuta non solo a gestire meglio il sintomo, ma anche a cogliere i segnali che il nostro corpo lancia ogni giorno, spesso con più saggezza di quanto immaginiamo.
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