10:48 am, 5 Gennaio 26 calendario

🌐 “C’è stato un periodo in cui il sesso è stato una droga per me”

Di: Redazione Metrotoday
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In un racconto toccante e senza filtri, Walter Nudo ha ammesso che in passato il sesso è stato una droga per lui, un comportamento compulsivo legato alla profonda ricerca di amore materno e alle ferite dell’infanzia. La sua testimonianza, emersa nello studio di “Ciao Maschio”, apre una riflessione pubblica su dipendenza affettiva, trauma e relazione con il corpo e con l’altro.

Una confessione come poche altre nel mondo dello spettacolo italiano. Walter Nudo, attore e vincitore dell’Isola dei Famosi, si è raccontato con straordinaria sincerità nel corso di una recente puntata del programma “Ciao Maschio”. Nel dialogo con la conduttrice Nunzia De Girolamo, Nudo ha descritto un periodo della sua vita in cui il sesso ha assunto per lui le caratteristiche di una vera e propria dipendenza, paragonabile a una droga, e come questa dinamica fosse in realtà una forma di ricerca di amore, riconoscimento e guarigione emotiva.

Le parole pronunciate sono state nette e crude: “c’è stato un periodo in cui anche il sesso è stato una droga per me”, ha confessato, rivelando di aver vissuto momenti in cui poteva avere rapporti con tre o quattro donne in poche ore. Ma ciò che rende il racconto così intenso non è il numero di incontri, bensì la motivazione profonda che Nudo associa a questi comportamenti: “cercavo mia madre”.

Quando il sesso diventa fuga

📌 Non si tratta di un fenomeno isolato o superficiale, ma dell’espressione di un disagio emotivo profondo, radicato nelle esperienze dell’infanzia. Nudo ha spiegato di aver vissuto un rapporto difficile con l’affetto materno, sentendo di non essere stato sufficientemente visto e amato in modo totale nei primi anni di vita. Questo vuoto, secondo lui, ha guidato la sua ricerca di connessione attraverso l’intimità fisica in età adulta: un modo per tentare di colmare una ferita interna piuttosto che costruire relazioni autentiche.

Un comportamento che oggi, grazie alla maturità e al percorso di consapevolezza intrapreso, Nudo riconosce come autodistruttivo e non salutare. Ha infatti raccontato di aver contattato molte delle donne coinvolte in quegli anni per chiedere loro scusa, consapevole che nel rifugiarsi in incontri compulsivi aveva usato l’altro come mezzo per compensare il proprio vuoto affettivo.

Dipendenza sessuale, un fenomeno complesso

La testimonianza di Nudo getta luce su un tema di cui si parla troppo poco: la dipendenza affettiva e sessuale. Diversi studi psicologici evidenziano come alcune persone possano sviluppare un attaccamento malsano alle relazioni intime, usando il sesso come strategia di fuga da sofferenze emotive profonde. In questi casi, il comportamento non è motivato da desiderio o piacere genuino, ma da un bisogno psicologico di sentirsi valorizzati, accettati, completi.

Psicologi e terapeuti sottolineano che comportamenti compulsivi come quelli descritti da Nudo possono avere radici in traumi infantili, insicurezze profonde, mancata attaccamento sicuro o ferite affettive non risolte. In questi casi, per l’individuo, il corpo e l’altro diventano strumenti attraverso cui cercare conferma di esistenza e valore. È un fenomeno differente dalle normali esperienze di intimità, e spesso richiede un percorso di riflessione e supporto psicologico.

Il confine tra cronaca e introspezione

La rivelazione di Nudo ha suscitato reazioni contrastanti: da un lato, c’è chi ha espresso solidarietà per la vulnerabilità mostrata, dall’altro, non sono mancate critiche e domande sul confine tra intimità personale e discussione pubblica. Tuttavia, il dibattito innescato va oltre il gossip: tocca aspetti centrali della salute mentale, della nutrizione emotiva e del modo in cui la società affronta temi come sessualità, dipendenza e trauma.

Nel racconto dell’attore emergono elementi che richiamano concetti psicologici consolidati: la ricerca di amore materno attraverso modelli relazionali disfunzionali, la compulsione come risposta a sensazioni di vuoto, il rifiuto e l’abbandono come fattori che plasmano comportamenti autodistruttivi. Le parole di Nudo sembrano incarnare ciò che molti descrittori clinici definiscono come “dipendenza affettiva”, in cui il rapporto con l’altro diventa un sostituto dell’autostima interna.

Un aspetto significativo della confessione è rappresentato dal modo in cui Nudo ha parlato del suo percorso di elaborazione. Non si è limitato a descrivere il passato, ma ha evidenziato la lunga strada di consapevolezza necessaria per comprendere l’origine dei propri comportamenti e assumersi la responsabilità delle proprie scelte. Ha raccontato di aver compreso che la fuga nelle relazioni superficiali non solo non guariva il vuoto, ma spesso lo acutizzava, portando con sé ripetuti sentimenti di rifiuto e di fallimento.

È questa trasformazione, dal comportamento compulsivo alla riflessione matura, che distingue una semplice confessione da una narrazione di crescita personale. La capacità di nominare la propria ferita, di riconoscere il danno arrecato ad altri e di lavorare per cambiare rotta è un tema centrale nelle discussioni contemporanee sulla salute emotiva.

La confessione pubblica di un personaggio noto come Walter Nudo contribuisce anche ad ampliare la conversazione sociale su temi spesso stigmatizzati. Parlare apertamente di dipendenza sessuale, trauma infantile e ricerca di approvazione affettiva è ancora per molti un tabÚ, e gesti del genere possono aiutare a rompere quel muro di silenzio che circonda sofferenze interiori spesso misconosciute.

Il dialogo pubblico che ne deriva non riguarda solo la vita di una celebrità, ma mette in luce quante persone nella società possano trovarsi intrappolate in dinamiche simili, seppur in forme meno visibili. Infatti, la compulsione relazionale non è un’esclusiva del mondo dello spettacolo, ma un fenomeno che può affliggere chiunque, specialmente chi ha vissuto ferite affettive precoci o mancanze emotive prolungate.

Un invito alla riflessione

La confessione di Walter Nudo, con la sua crudezza e autenticitĂ , offre uno spunto importante: comprendere che dietro comportamenti apparentemente superficiali possono celarsi ferite profonde e processi psicologici complessi. Il sesso, la ricerca continua di contatto, la fuga nelle relazioni multiple non sono fenomeni da derubricare come semplici eccessi, ma segnali di bisogni emotivi irrisolti.

La narrazione di Nudo invita a guardare oltre il tabloid, a mettersi in ascolto di sÊ e degli altri e a riconoscere che la sofferenza emotiva non è un segreto da nascondere, ma un elemento che può essere esplorato, compreso e trasformato.

5 Gennaio 2026
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