🌐 La tragedia al bar Le Constellation: “Non mangiamo e non dormiamo più”
Proprietari sotto shock tra ombre sulla sicurezza e interrogativi sul passato
Crans-Montana (Svizzera) – Nella notte di Capodanno un incendio devastante nel locale Le Constellation ha causato decine di morti e feriti. I titolari raccontano il loro dramma: “Non riusciamo né a dormire né a mangiare”. Intanto proseguono le indagini su sicurezza, norme antincendio e possibili responsabilità.
📌 Crans-Montana, celebre località sciistica svizzera nel Cantone Vallese, è stata teatro di una delle tragedie più drammatiche degli ultimi anni nel cuore dell’Europa. La notte di Capodanno il locale notturno Le Constellation, frequentato da turisti e giovani per celebrare l’inizio del 2026, è stato avvolto da un incendio fulmineo che ha causato almeno 40 morti e oltre 100 feriti, di diverse nazionalità. In molti casi il numero delle vittime potrebbe ancora salire mentre proseguono le operazioni di identificazione e assistenza ai familiari dei dispersi.
Parole di dolore: il proprietario rompe il silenzio
Tra i primi a parlare dopo la tragedia è stato Jacques Moretti, proprietario del locale insieme alla moglie Jessica. In una intervista rilasciata a un quotidiano digitale svizzero, Moretti ha confessato lo stato di profondo shock in cui si trova lui e la sua famiglia: “Non riusciamo né a mangiare né a dormire. Siamo tutti molto male”, ha detto, sottolineando la collaborazione con le autorità per chiarire le cause del rogo. Ha anche ribadito che il bar era stato oggetto di tre ispezioni di sicurezza negli ultimi dieci anni, assicurando che “tutto era stato fatto secondo le norme”. Al momento della tragedia, la moglie si trovava all’interno del locale ed è rimasta ustionata a un braccio, mentre Moretti non era presente.
Indagini aperte: sicurezza, materiali e dinamica dell’incendio
Le autorità del Vallese hanno aperto un’inchiesta per accertare le circostanze complete dell’incendio, con ipotesi di incendio colposo, omicidio colposo e lesioni colpose. La procuratrice generale ha precisato che, al momento, i due titolari sono stati sentiti come persone informate sui fatti, non come indagati, e che non esiste ancora alcuna accusa formale penale nei loro confronti. Le indagini si concentrano soprattutto su:
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materiali usati per la ristrutturazione interna del locale e loro infiammabilità;
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vie di fuga e dotazioni antincendio (estintori, sistemi di allarme, uscite di sicurezza);
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il numero reale di presenti al momento dell’incendio rispetto alla capienza autorizzata;
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la dinamica dell’accensione, che secondo le prime ricostruzioni potrebbe essere iniziata da candele o “sparklers” su bottiglie di champagne poste troppo vicino a materiali fonoassorbenti del soffitto, favorendo una rapida propagazione delle fiamme.
Le autorità hanno confermato che nel locale era presente un’uscita di sicurezza, ma resta da determinare se fosse facilmente accessibile e se fosse sufficiente a gestire una fuga di molte persone in pochi minuti.
Chi sono i proprietari: storia e contesto
Jacques e Jessica Moretti, entrambi cittadini francesi originari della Corsica, avevano trasformato Le Constellation in un punto di ritrovo molto frequentato sin dal 2015, quando lo acquistarono e lo ristrutturarono. La coppia gestiva anche altri locali nella zona, tra cui un ristorante a Lens, nell’entroterra, e un bar-ristorante specializzato in specialità corse. Amici e conoscenti li descrivono come lavoratori appassionati, profondamente legati alla comunità di Crans-Montana.
Tuttavia, alcune fonti giornalistiche e commenti sui social network hanno sollevato interrogativi sulla sicurezza del locale e sulle scelte di materiali o disposizione degli spazi. È troppo presto per trarre conclusioni definitive, ma tali discussioni evidenziano la sensibilità del tema quando la vita di decine di persone è stata spezzata in pochi istanti.

Responsabilità, risarcimenti e futuro giudiziario
In caso di accertata negligenza grave, le assicurazioni svizzere potrebbero ridurre o persino negare la copertura dei danni, e i proprietari potrebbero dover sostenere costi di risarcimento molto elevati alle famiglie delle vittime e ai feriti. La legge elvetica sul contratto d’assicurazione prevede infatti che in casi di colpa grave l’assicuratore può limitare i pagamenti o richiedere la restituzione di somme già versate.
Al tempo stesso, un’inchiesta penale potrebbe portare a capire se vi siano state violazioni delle normative antincendio o omissioni nelle misure di protezione, con possibili conseguenze giudiziarie per i titolari, se emergeranno responsabilità dirette nella gestione della sicurezza.
Il cordoglio internazionale
La tragedia ha avuto un impatto immediato sulla comunità internazionale e sui visitatori del comprensorio sciistico, che solo poche ore prima festeggiavano l’arrivo del nuovo anno. Con turisti provenienti da più paesi, il bilancio delle vittime comprende cittadini svizzeri, francesi, italiani e di altre nazionalità. L’identificazione dei corpi e la comunicazione alle famiglie è in corso, con autorità e consolati impegnati nel coordinamento delle operazioni.
Una riflessione sulla sicurezza nei luoghi di aggregazione
Oltre al dramma umano, questa vicenda solleva un interrogativo pesante sulla sicurezza nei locali pubblici, sulle ispezioni periodiche e sulla conformità alle normative. Anche nei paesi con sistemi rigorosi come la Svizzera, incidenti di questa portata mostrano che la combinazione di materiali infiammabili, luoghi affollati e elementi scenici come fuochi d’artificio o “sparkler” su bottiglie può trasformarsi rapidamente in un disastro.
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