8:26 am, 3 Gennaio 26 calendario

🌐 Il tramezzino compie 100 anni, il panino italiano nato a Torino

Di: Redazione Metrotoday
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Dal Caffè Mulassano di Piazza Castello alle tavole italiane: il tramezzino compie un secolo, un’icona della cultura alimentare tra innovazione, identità nazionale e tradizione

Nel 2026 il tramezzino, quel piccolo panino triangolare fatto di pane bianco morbido senza crosta e farcito con vari ingredienti, festeggia 100 anni di vita. Nato nella Torino degli anni Venti del Novecento, il tramezzino è entrato nel cuore della gastronomia italiana diventando uno dei simboli piÚ amati della cultura alimentare nazionale, reinventandosi piÚ volte pur conservando la sua identità originale.

Torino 1926: un panino tra i portici

La storia del tramezzino ha inizio nel Caffè Mulassano di Piazza Castello a Torino, un locale storico noto per il suo ambiente elegante e intimo. È lì, all’interno di un caffè di appena 31 metri quadrati, che nel 1926 la torinese Angela Demichelis Nebiolo, insieme al marito Onorino Nebiolo, ritornati dagli Stati Uniti, decise di introdurre nelle proposte del bar un prodotto nuovo ispirato ai tea sandwiches inglesi e americani.

Il pane scelto era il pancarrĂŠ, un pane bianco rettangolare morbido, la cui crosta veniva rimossa per esaltare la delicatezza delle fette. Le farciture, inizialmente semplici come burro e acciughe, erano pensate come spuntini leggeri da gustare con un aperitivo o durante la pausa da lavoro.

Gabriele D’Annunzio e il nome che cambiò la storia

📌 Il nome tramezzino non è nato per caso. A coniarlo fu Gabriele D’Annunzio, poeta e scrittore celebre per la sua creatività linguistica, che frequentava il Mulassano e, sedotto da questo nuovo panino, lo indicò con un termine che richiamasse l’italianità. Derivato da tramezzo (ossia “in mezzo”), il diminutivo tramezzino fece subito presa, sostituendo l’anglicismo “sandwich” e affermandosi rapidamente nel lessico gastronomico locale.

Il legame tra letteratura e gastronomia non è un caso isolato nella cultura italiana: D’Annunzio era noto per aver contribuito a diffondere nomi e termini che avrebbero poi fatto parte del linguaggio comune legato al cibo e alla moda.

L’evoluzione del gusto

Se all’inizio il tramezzino era un prodotto quasi esclusivo del Mulassano, con il tempo la sua fama si è allargata prima alla Torino degli anni Trenta e poi all’intero Paese. La pubblicazione della prima ricetta su una rinomata rivista gastronomica negli anni ’30 segnò il passaggio da curiosità locale a fenomeno nazionale.

Oggi il tramezzino è presente in ogni bar italiano: dai piccoli locali alle grandi città, accompagnando pranzi veloci, aperitivi e momenti conviviali. Le farciture sono praticamente infinite, dalle versioni classiche con prosciutto e formaggio a quelle piÚ creative con truffle, aragosta o bagna cauda, testimoniando la capacità del prodotto di adattarsi ai gusti contemporanei senza perdere la sua identità di base.

Il tramezzino nel contesto sociale italiano

La fortuna del tramezzino non è solo gastronomica, ma anche sociale. Nasce in un periodo in cui l’Italia stava vivendo profonde trasformazioni: la crescita delle città, l’affermazione della cultura del bar e dell’aperitivo, e il desiderio di piatti veloci e pratici da consumare in movimento. Il tramezzino era perfetto per questa nuova modalità di consumo, ponendosi come alternativa leggera alla tradizionale pausa pranzo.

Negli anni successivi, con la diffusione delle abitudini di consumo rapide e la diminuzione del tempo dedicato ai pasti classici, il tramezzino ha consolidato il suo ruolo nel panorama alimentare italiano. Oggi, secondo alcune rilevazioni, è persino consumato come pranzo leggero da una percentuale elevata di lavoratori, superando piatti classici come pasta o pizza nella fruizione quotidiana.

La città di Torino, oltre ad aver dato i natali al tramezzino, può vantare altre importanti innovazioni culinarie che hanno segnato la cultura alimentare italiana: dal vermouth (inventato a Torino nel 1786) ai grissini, fino alla recente affermazione di movimenti come Slow Food. Questo contesto ha creato un terreno fertile per l’invenzione e la diffusione di prodotti destinati a diventare icone nazionali.

Il Caffè Mulassano, con il suo ambiente classico sotto i portici di Piazza Castello, rimane uno dei simboli della Torino storica e gastronomica. Al bancone, tra specchi, legno scuro e storia, si è potuto osservare l’evoluzione del gusto italiano attraverso decenni di clienti, artisti, lavoratori e visitatori, tutti accomunati da un semplice panino dal profilo triangolare.

Dal tramezzino all’aperitivo moderno

La diffusione del tramezzino si è intrecciata con quella del celebre aperitivo all’italiana: un momento di socialità e convivialità consolidato soprattutto nel Nord Italia e oggi diffuso in tutto il Paese. Servito con un bicchiere di vermouth o un calice di vino, il tramezzino ha accompagnato l’evoluzione di un rito che è diventato parte dell’identità culturale italiana nel mondo.

Arrivato a 100 anni, il tramezzino non è solo un alimento: è un simbolo di italianità, praticità e gusto. Ha attraversato epoche, mode e rivoluzioni sociali, rimanendo fedele alla sua promessa di semplicità e adattabilità. Anche nuove generazioni di chef e gastronomi reinterpretano il tramezzino, inserendolo in percorsi di alta cucina o street food creativo, dimostrando che un prodotto nato quasi per caso può diventare una pietra miliare della cultura culinaria nazionale.

Superato il secolo di vita, il tramezzino guarda al futuro. Con la riscoperta dei prodotti locali, l’attenzione alla qualità degli ingredienti e la continua innovazione gastronomica, questo panino tradizionale continua a rinnovarsi. L’Italia intera celebra non solo i suoi 100 anni, ma la capacità di trasformare una semplice idea in un fenomeno culturale capace di attraversare i decenni mantenendo intatto il suo fascino.

3 Gennaio 2026 ( modificato il 5 Gennaio 2026 | 21:33 )
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