🌐 Motori difettosi, causa miliardaria dalle Compagnie aeree
Il punto di svolta: ritardi, difetti, fermi a terra
L’allarme è diventato sistemico già dal 2023, quando alcune compagnie – tra cui l’indi‑ana Go First – avevano iniziato a studiare cause legali contro il costruttore dei motori PW1100G per affidabilità insufficiente e mancata compensazione sui danni subiti. Quel primo tentativo si è poi trasformato in un fenomeno molto più ampio, con la Associazione internazionale del trasporto aereo (IATA) che ha confermato di stare esplorando l’ipotesi di azione legale collettiva per conto dei vettori di tutto il mondo.
I problemi tecnici riscontrati nei motori includono difetti nella produzione delle parti critiche, come le palette della turbina, che rilasciano polveri metalliche e possono portare a crepe e guasti prematuri. Tali difetti – rivelati da Pratt & Whitney – hanno richiesto ispezioni approfondite, manutenzioni prolungate e fermi macchina che possono durare fino a 300 giorni per singolo motore.
Flotte in ginocchio: dall’Italia agli Stati Uniti
📌 La crisi dei motori non è un fenomeno limitato a pochi casi isolati. In Europa, ITA Airways ha visto oltre 20 aerei della flotta messi a terra per motivi legati ai motori GTF, con un impatto negativo su utili e piani di crescita. Un terzo della flotta del vettore italiano è rimasto bloccato a causa dei problemi al propulsore, costringendo la compagnia ad affrontare perdite quotidiane elevate e a considerare azioni legali dirette contro Pratt & Whitney.
Negli Stati Uniti, vettori come Spirit Airlines hanno indicato le difficoltà con i motori PW1100G come tra le cause principali dei loro problemi finanziari, inclusa la dichiarazione di fallimento e la necessità di ristrutturare le proprie operazioni.
Le cause scatenanti: da efficienza a fragilità
La tecnologia GTF ha promesso consumi più bassi (fino al 20% rispetto alle generazioni precedenti) e minori emissioni, rivoluzionando il segmento degli aeromobili a corto e medio raggio. Tuttavia, come sottolineano gli analisti settoriali, lo spostamento verso efficienze estreme è avvenuto forse troppo rapidamente, compromettendo la robustezza e la facilità di manutenzione delle parti critiche.
I ritardi nelle catene di approvvigionamento – già messi in luce dalla pandemia di Covid‑19 – hanno aggravato la situazione, diminuendo la disponibilità di pezzi di ricambio e prolungando i tempi di fermo degli aerei. Alcuni operatori hanno addirittura “cannibalizzato” motori da aeroplani quasi nuovi per mantenere in volo altri velivoli, una pratica che testimonia l’urgenza e la scala del problema.
Un contenzioso miliardario in divenire
Le compagnie aeree sostengono che i margini record ottenuti da grandi gruppi aerospaziali – come GE Aerospace e Safran, partner di Pratt & Whitney in alcune linee di motori – contrastano con la qualità e la disponibilità dei prodotti consegnati. Mentre i vettori arrancano per rientrare nei costi o generare utili minimi, i produttori registrano profitti operativi molto più alti rispetto alla media del settore.
Questo squilibrio è al centro delle motivazioni che spingono a considerare una causa collettiva nei tribunali internazionali, con richieste di risarcimenti che potrebbero raggiungere diversi miliardi di dollari. Secondo i manager coinvolti, singole compagnie non sarebbero in una posizione contrattuale sufficientemente forte nei confronti dei fornitori, rendendo necessaria una strategia comune sotto l’egida di organismi come l’IATA.
Conseguenze operative e strategiche
Le ripercussioni si estendono oltre le cause legali. Alcune compagnie stanno ridisegnando le proprie strategie di acquisto, riducendo la dipendenza da specifici produttori problematici. Per esempio, la grande low cost IndiGo ha gradualmente diminuito la quota di aeromobili equipaggiati con motori Pratt & Whitney, spostandosi verso alternative di fornitori concorrenti come CFM International.
Allo stesso tempo, molte aerolinee hanno dovuto riorganizzare rotte e capacità di volo a causa degli aerei a terra, con impatti sulla soddisfazione dei passeggeri, sull’occupazione e sulla competitività tariffaria. Le stime di alcune fonti di settore indicano che la risoluzione completa delle criticità potrebbe richiedere anni, con alcuni vettori che ipotizzano un ritorno alla piena operatività solo entro il 2027 o oltre.
Una ferita aperta per l’aviazione globale
La vicenda dei motori difettosi rappresenta oggi non solo una sfida tecnica, ma una crisi strutturale che sta mettendo in discussione i modelli di approvvigionamento e di partnership tra compagnie aeree e fornitori. Se la causa miliardaria attualmente allo studio dovesse materializzarsi, potrebbe ridefinire gli equilibri contrattuali e legali di un’intera industria, imponendo nuove regole sulla responsabilità dei produttori e sulla tutela economica dei vettori.
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