9:06 am, 31 Dicembre 25 calendario

🌐 Aragoste nell’acqua bollente, la Gran Bretagna dice basta

Di: Redazione Metrotoday
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Il divieto di aragoste nell’acqua bollente è al centro di una svolta storica nella politica britannica sul benessere animale, con la Gran Bretagna pronta a vietare la bollitura viva di crostacei come parte di un ampio piano di riforme legislative.

La scena di un’aragosta nell’acqua bollente potrebbe presto diventare un’immagine del passato nel Regno Unito. Il governo britannico ha annunciato un pacchetto di riforme per la tutela degli animali che comprende il divieto di bollire vive aragoste, granchi, scampi e altri crostacei come metodo di uccisione per il consumo alimentare. Una decisione destinata a segnare una svolta nel modo in cui la società moderna interpreta i diritti e il trattamento degli animali marini considerati capaci di provare dolore. 

La proposta — definita da alcuni come la più ambiziosa riforma del benessere animale nel Paese in decenni — va ben oltre gli astici: include restrizioni su metodi di caccia, standard di allevamento e pratiche di macellazione, con l’obiettivo dichiarato di ridurre «sofferenze inutili» e allineare la legislazione con le conoscenze scientifiche moderne sulla percezione del dolore negli animali.

Una tradizione culinaria sotto esame

📌  Aragoste e altri crostacei bolliti rappresentano da secoli un simbolo della gastronomia di mare, apprezzati per il gusto e l’esperienza culinaria unica che offrono in ristoranti e cucine di tutto il mondo. In Gran Bretagna, come in molte altre nazioni, la bollitura di aragoste vive è sempre stata considerata un metodo efficace non solo per cucinarle, ma anche per prevenire rischi sanitari legati a batteri presenti nella carne dell’animale se non ucciso immediatamente prima della cottura.

Negli ultimi anni, però, gruppi per i diritti degli animali e parte dell’opinione pubblica hanno criticato duramente questa pratica, sostenendo che i crostacei provino dolore in modo simile a quello di molte specie terrestri. Una petizione di attivisti aveva raccolto un ampio numero di firme – anche grazie alla condivisione online di testimonianze sulla presunta sofferenza degli animali – con l’obiettivo di sollecitare il legislatore britannico a intervenire con norme più rigorose.

I promotori delle nuove regole affermano che, grazie anche a studi scientifici e a una maggiore consapevolezza, non si può più ignorare la possibilità che aragoste, granchi e similari vivano e provino dolore durante la bollitura viva. Il governo richiama inoltre l’Animal Welfare (Sentience) Act 2022, che riconosce invertebrati come sentienti, cioè in grado di percepire sensazioni e potenzialmente soffrire, consolidando così le basi giuridiche della nuova regolamentazione.

Le nuove regole sul benessere animale

La proposta di legge che include il divieto della bollitura delle aragoste nell’acqua bollente fa parte di un piano più ampio che mira a rafforzare gli standard di protezione della vita animale nel Regno Unito. Il governo parla di un pacchetto che tocca vari ambiti:

  • Divieto di bollire vivi crostacei come aragoste e granchi, imponendo metodi di uccisione ritenuti più umani prima della cottura.

  • Riforme nelle pratiche di allevamento e macellazione, con regole più rigide per pollame, suini e altre specie.

  • Restrizioni su certi tipi di caccia tradizionale ritenuti crudeli, come la caccia alla lepre durante la stagione degli amori.

  • Combattere il fenomeno dei “puppy farms” e il traffico di animali domestici con controlli più serrati.
    Queste misure riflettono una visione che non si limita al trattamento dei crostacei, ma si estende all’intero spettro del rapporto umano‑animale, considerato sempre più un tema centrale nelle scelte normative.

La maggior parte dei cittadini britannici sembra favorevole a un irrigidimento delle norme sul benessere animale, con sondaggi che mostrano un sostegno popolare significativo alla protezione delle specie considerate senzienti, soprattutto nei confronti di pratiche percepite come obsolete o crudeli.

Il Regno Unito non è il primo Paese a interrogarsi sulla cruelty della bollitura viva delle aragoste. Svizzera, Norvegia, Paesi Bassi e Nuova Zelanda già da tempo vietano la cottura di crostacei vivi e impongono lo stordimento o metodi alternativi prima dell’uccisione, considerata più umana.

Nel corso degli ultimi due decenni, anche in Italia alcune città, come Parma, Ferrara e Monza, avevano introdotto ordinanze locali che vietavano la bollitura viva di crostacei all’interno del proprio territorio, sottolineando come la sensibilità verso queste tematiche stesse crescendo anche oltre Manica.

La Lobster Liberation Front, gruppo di attivisti per i diritti dei crostacei nato nel Dorset nel 2004, aveva già messo in luce con azioni dirette la questione della sofferenza dei crostacei, portando all’attenzione pubblica dubbi etici e scientifici sull’argomento.

La scienza dietro il dolore dei crostacei

Gran parte del dibattito attuale si concentra sulla questione: le aragoste provano dolore? Per anni, questo è stato un punto controverso. Tuttavia, ricerche accumulate nel tempo indicano che i decapodi possiedono un sistema nervoso complesso, rispondono a stimoli nocivi e mostrano comportamenti che possono essere collegati alla percezione di sofferenza. La decisione britannica si basa in larga parte su evidenze scientifiche che sostengono la sentienza di questi animali, rafforzate da studi accademici condotti negli ultimi anni.

Organizzazioni veterinarie e gruppi di protezione animale, osservando che le pratiche tradizionali non sempre rispettano criteri umanitari, sostengono che i metodi di uccisione alternativi — come lo stordimento elettrico o la chillizzazione prima della cottura — riducono significativamente la durata del dolore percepito dagli animali.

Tra critiche e plauso

La proposta britannica ha diviso opinioni in molti settori. I difensori dei diritti degli animali e le organizzazioni ambientaliste lodano la misura come un passo necessario verso una società più compassionevole. Per loro, mettere fine alla bollitura viva delle aragoste significa riconoscere in modo concreto che anche gli esseri marini meritano un trattamento rispettoso. 

Il mondo della ristorazione e dell’industria alimentare, invece, manifesta preoccupazioni pratiche: alcuni chef sottolineano che la bollitura viva è considerata in certe cucine una tecnica che preserva il sapore e la qualità del prodotto. Inoltre, l’adozione di metodi alternativi come lo stordimento elettrico richiede attrezzature speciali che non tutti i ristoratori possiedono, e il costo di adeguamento può essere significativo soprattutto per le piccole realtà.

Critici più radicali hanno bollato la mossa come eccessiva “regolamentazione paternalistica”, sostenendo che la scelta su come preparare e consumare il cibo dovrebbe restare in mano ai consumatori e ai professionisti del settore gastronomico. Altri lamentano che tali leggi rischiano di penalizzare la tradizione culinaria nazionale o di aumentare i prezzi dei piatti a base di crostacei nei ristoranti.

Un simbolo di coscienza collettiva

Quella della bollitura viva delle aragoste non è solo una battaglia sulle tecniche di cucina, ma un segno dei tempi: riflette una crescente consapevolezza etica nella società occidentale su come trattiamo gli animali, sia quelli con cui conviviamo da sempre sia quelli che finiscono sulle nostre tavole. Ciò sfida consumatori, chef, legislatori e accademici a ripensare pratiche radicate e a proporre soluzioni che bilancino tradizione, scienza e compassione.

31 Dicembre 2025 ( modificato il 27 Dicembre 2025 | 19:14 )
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