11:42 am, 30 Dicembre 25 calendario

🌐 Eurovision 2024, Nemo restituisce il trofeo per Israele

Di: Redazione Metrotoday
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Nemo, artista svizzero e primo vincitore non‑binario dell’Eurovision Song Contest 2024, ha annunciato la restituzione del trofeo conquistato, criticando l’Unione europea di radiodiffusione (EBU) per aver permesso la partecipazione di Israele alla manifestazione del 2026 nonostante le diffuse proteste per la sua politica in Medio Oriente. 

Eurovision sotto assedio: valori, politica e identitĂ 

📌 La decisione di Nemo di restituire il trofeo arriva in un clima di forti tensioni politiche legate alla partecipazione di Israele all’Eurovision Song Contest 2026, che si terrà a Vienna a maggio. L’inclusione di Israele nonostante le critiche internazionali legate alla guerra in Gaza ha generato un’ondata di boicottaggi annunciati da diverse emittenti nazionali, tra cui Spagna, Paesi Bassi, Irlanda, Slovenia e Islanda, che hanno dichiarato che non trasmetteranno né parteciperanno all’evento in segno di protesta.

Swiss Eurovision winner Nemo to send trophy back in protest over Israel's participation

Nemo — che vinse l’edizione 2024 con il brano “The Code” — ha spiegato che la partecipazione dello Stato israeliano contraddice i valori fondanti dell’Eurovision: unità, inclusione e dignità. In un post sui social media l’artista ha affermato che non ritiene più il trofeo un simbolo coerente con questi ideali, considerato che l’EBU ha scelto di non escludere Israele nonostante le gravi accuse internazionali in corso contro lo Stato. Il gesto simbolico di restituzione del microfono‑trophée è stato accompagnato da un messaggio chiaro: finché le parole dell’Eurovision non si tradurranno in azioni che riflettano valori umanitari, il premio non può restare in possesso di chi lo ha vinto. 

Questa protesta segna uno dei momenti più divisivi nella storia recente della celebre competizione musicale, che dall’immediato dopoguerra è sempre stata vista come una piattaforma di dialogo culturale. Già in passato contestazioni politiche avevano riguardato questioni di voto o partecipazione — come l’espulsione della Russia nel 2022 dopo l’invasione dell’Ucraina — ma la restituzione volontaria di un trofeo resta senza precedenti.

Boicottaggi e divisioni: la musica ai tempi dei conflitti

Il dibattito sull’Eurovision 2026 ha trascinato varie emittenti e broadcaster in una decisione difficile: aderire all’evento rischiando di legittimare la partecipazione di uno Stato sotto accusa, oppure rinunciare per preservare un approccio umanitario. Le scelte di Spagna, Paesi Bassi, Irlanda, Slovenia e Islanda aprono un precedente per futuri boicottaggi culturali basati su considerazioni etico‑politiche, e non più solo su interessi commerciali o di audience.

L’EBU, da parte sua, ha giustificato la presenza di Israele affermando che il concorso resti un evento “non politico”. Tuttavia, critici interni e osservatori esterni sostengono che ignorare le dinamiche geopolitiche quando coinvolgono stati membri e partecipanti sia impossibile e contraddittorio. 

30 Dicembre 2025 ( modificato il 29 Dicembre 2025 | 21:48 )
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