🌐 Natale e i regali ai bambini: la sera del 24 o la mattina del 25?
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ToggleLa questione, che intreccia tradizione, benessere dei più piccoli e dinamiche familiari, torna con forza in molte case italiane, facendo emergere opinioni divergenti ma anche consigli di pediatri e psicologi su come trasformare il rito dello scarto in un’esperienza positiva e significativa per i bambini.
Il parere della pediatra
📌 Secondo la pediatra Elena Bozzola, tra i punti di riferimento nel dibattito di questi giorni, l’idea di far attendere i bambini fino alla mezzanotte del 24 dicembre per aprire i regali «non è la scelta migliore» per la loro salute psicofisica. Bozzola invita piuttosto a raccontare ai più piccoli che Babbo Natale arriva durante la notte mentre loro dormono, consolidando così l’elemento narrativo della magia natalizia e permettendo loro di riposare tranquilli. L’esperienza dell’apertura dei doni appena svegli, nella prima mattinata del 25, con la sorpresa e la gioia che cresce con la luce del giorno, secondo la pediatra “rende il Natale davvero speciale” e aiuta a incorniciare il momento in un ricordo duraturo per i bambini.
Inoltre, Bozzola sottolinea che il regalo più importante che un genitore può fare ai figli è il proprio tempo libero, condividendo attività semplici come una passeggiata nel parco o preparare insieme biscotti natalizi piuttosto che puntare esclusivamente sul dono materiale.
Tradizioni antiche e moderne
Il tema non è solo pediatrico ma culturale. In molte tradizioni europee, si aprono i regali nella serata del 24 dicembre come parte integrante delle celebrazioni della Vigilia. In Germania, Austria e Svizzera, per esempio, le famiglie seguono il rito del Bescherung, l’apertura dei doni la sera della vigilia, spesso subito dopo la cena o al calar della notte, accompagnata da canti e luci dell’albero. Questa usanza si rifa a tradizioni cristiane e popolari antiche che vedono il dono portato dal Christkind o da figure equivalenti la notte del 24.
Nel Regno Unito, la famiglia reale apre i regali proprio la vigilia, un’usanza con radici profonde nella storia familiare e culturale britannica. Anche qui il rito precede la giornata del 25, che viene dedicata a celebrazioni, pranzi e rituali collettivi.
In molte case italiane, la scelta varia ampiamente: alcune famiglie preferiscono scartare un primo dono o piccoli pacchetti la sera del 24 per evitare l’eccessiva attesa diurni, mentre riservano i regali principali alla mattina successiva, creando così un doppio momento emotivo per i bambini.
Un valore simbolico
Psicologi dell’infanzia ricordano che l’attesa è una componente psicologica importante per lo sviluppo dei bambini: saper aspettare e valorizzare il momento della ricompensa aiuta a costruire capacità di autocontrollo e gestione delle emozioni. Il periodo natalizio, con il suo crescendo di luci, calendari dell’avvento e anticipazioni, può essere usato per accompagnare i più piccoli nella costruzione di questo percorso emotivo.
A volte, però, l’attesa può trasformarsi in ansia se non viene gestita con equilibrio: per alcuni bambini la prospettiva di una lunga notte e del tempo trascorso svegli tra eccitazione e stanchezza può generare stress invece che gioia. Per questo, secondo alcuni esperti, è importante bilanciare aspettativa e comfort, scegliendo un orario che tenga conto del ritmo sonno-veglia dei piccoli e della dinamica familiare complessiva.
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Il ruolo delle famiglie digitali e le regole interne
Negli ultimi anni cresce anche un altro fenomeno: famiglie che stabiliscono regole interne sul momento dell’apertura dei doni per renderlo più significativo o per evitare caos e conflitti. Alcuni genitori decidono, ad esempio, di non permettere l’apertura dei regali fino a dopo la prima colazione del 25, per godersi insieme il risveglio e preservare la sorpresa. Altri stabiliscono regole più elaborate, come aprire prima solo i regali piccoli o quelli legati a esperienze da condividere nel corso delle vacanze.
L’obiettivo, raccontano molte famiglie, è evitare che l’apertura dei doni diventi una corsa frenetica o un’occasione di conflitto tra fratelli, e piuttosto trasformarla in un momento di unione e calma da vivere progressivamente.
Un equilibrio tra tradizione e benessere dei bambini
Così, mentre la tradizione storica di molte culture associa i regali alla sera della vigilia, l’approccio più indicato da molti pediatri moderni guarda al benessere emotivo e fisico dei bambini: una buona notte di sonno e il risveglio festoso del 25 dicembre possono rendere il momento più genuino e memorabile.
La scelta non è unica e dipende dalla storia familiare, dai valori culturali e dalle esigenze specifiche dei bambini. Alcune famiglie decidono di combinare tradizioni diverse: piccoli doni o sorprese simboliche la sera del 24 e i regali principali al mattino del 25, bilanciando suspense e sorpresa senza sacrificare il riposo o la qualità dell’esperienza.
Natale oltre i regali
Un punto chiave emerso nelle riflessioni di pediatri e psicologi è che i regali materiali, per quanto belli, non sono gli elementi che i bambini ricordano di più nel tempo. Le attività insieme – una passeggiata, preparare dolci, cantare canzoni, guardare un film natalizio in famiglia – creano memorie affettive profonde che restano nel cuore più a lungo delle merci sotto l’albero.
In un Natale che sempre più mette sotto pressione le famiglie tra acquisti, impegni sociali e aspettative, questa riflessione può ridare centralità all’essenza della festa: la condivisione di momenti semplici e autentici che legano le generazioni e amplificano la gioia dei bambini.
Un Natale su misura per i bambini
Non esiste una regola universale su quando aprire i regali ai bambini a Natale, ma gli esperti suggeriscono di guardare oltre l’orologio e concentrarsi su quello che costruisce nei piccoli emozioni positive, senso di attesa, e una notte di sonno rigenerante. Che si tratti della magia silenziosa del mattino del 25 o di un’abitudine consolidata la sera del 24, l’importante è che la scelta sia consapevole, rispettosa dei bisogni dei bambini e orientata alla qualità del tempo trascorso insieme.
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