7:14 am, 23 Dicembre 25 calendario

🌐 Garlasco, spunta una nuova impronta di una scarpa insanguinata

Di: Redazione Metrotoday
condividi

Nel caso Garlasco sul delitto di Chiara Poggi, una nuova impronta di una scarpa insanguinata rinvenuta sulle scale della villetta riapre il dibattito investigativo dopo 18 anni, alimentando nuovi interrogativi sulla scena del crimine e sulla dinamica dell’omicidio che ha segnato la cronaca nera italiana. 

 Cronaca di un giallo che non smette di inquietare. A quasi diciotto anni dal delitto di Chiara Poggi, la giovane uccisa nella villetta di via Pascoli il 13 agosto 2007, un nuovo elemento balza agli occhi degli investigatori e riapre discussioni tra periti, legali e familiari: una nuova impronta di una scarpa insanguinata, rinvenuta sui gradini in cima alla scala dove fu trovato il corpo della vittima, potrebbe essere compatibile con la cosiddetta “traccia 33” famosa nell’ambito dell’indagine.

📌 La notizia, rilanciata in prima serata dal telegiornale nazionale, riguarda una traccia di suola di una scarpa che, secondo la ricostruzione degli inquirenti, si troverebbe proprio in cima alla scala interna della casa. La sua posizione e le caratteristiche potrebbero essere coerenti con la celebre traccia 33, fino ad oggi attribuita dalla Procura di Pavia alla mano dell’indagato Andrea Sempio, nell’ambito della riapertura delle indagini.

Un nuovo segno dopo diciotto anni

Questa segnalazione arriva a margine di un’indagine riaperta e portata avanti con l’intento di chiarire elementi rimasti ambigui per anni. L’impronta di scarpa individuata è descritta come “insanguinata” e posizionata sulla soglia dei gradini, appena sopra il punto in cui venne rinvenuto il corpo di Chiara Poggi. Secondo gli investigatori, la posizione dell’impronta sarebbe compatibile con quell’impronta di mano annotata come numero 33 sul muro della scala: la persona che ha lasciato il segno, stando alla ricostruzione, potrebbe essersi soffermata in cima alle scale dopo l’aggressione, appoggiando la mano e il piede sulle superfici circostanti.

La connessione tra le tracce — quella palmare e quella della scarpa — è al centro delle discussioni in corso tra consulenti tecnici, avvocati e periti. La pista investigativa si basa sulla geometria delle impronte e sulla possibile dinamica dei movimenti dell’aggressore, che potrebbe aver perso l’equilibrio o fermarsi sulla scala dopo l’aggressione, lasciando segni rilevanti per la ricostruzione degli eventi.

La scena del crimine: scale, sangue 

La villetta di Garlasco è stata teatro di una delle indagini più complesse e discusse della cronaca italiana recente. Il ritrovamento del corpo di Chiara Poggi nella taverna della casa ha dato il via a un iter giudiziario lungo e controverso, con sentenze, revisioni, perizie e richieste di riapertura multiple nel corso degli anni. Le scale interne, dove oggi emerge questa nuova impronta, sono da sempre un elemento centrale delle ricostruzioni della dinamica del delitto.

Quando si parla di “traccia 33”, ci si riferisce a un rilievo palmare scoperto nel 2007 vicino al muro della scala, attribuito dalla Procura all’indagato Andrea Sempio. Tale attribuzione è stata oggetto di confronto, critiche e approfondimenti tecnici, con la difesa che ha spesso sostenuto l’inesistenza di elementi probatori certi da collegare inequivocabilmente all’imputato.

La nuova impronta di scarpa insanguinata, se realmente compatibile con la traccia 33 e se riconducibile alla dinamica del delitto, potrebbe costituire un tassello chiave nel puzzle ancora aperto dell’omicidio. La Procura di Pavia sta lavorando con cautela, cercando di integrare questo nuovo elemento con le rilevazioni tridimensionali e le analisi approfondite di tutte le tracce repertate nel 2007.

Sempio e il contesto legale

Andrea Sempio è indagato nel nuovo filone processuale per il delitto di Garlasco, insieme ad altri aspetti investigativi che coinvolgono la dinamica temporale e la presenza di profili genetici contrastanti. La sua posizione, così come quella di altri soggetti e le interpretazioni delle tracce — palmari e di scarpa — sono costantemente oggetto di analisi da parte delle autorità giudiziarie.

Il nuovo elemento della scarpa insanguinata potrebbe non solo confermare la collocazione della famosa traccia sul muro, ma anche offrire una prospettiva inedita su come si siano svolti gli ultimi istanti di vita di Chiara. Gli esperti stanno valutando se la persona che lasciò l’impronta si sia effettivamente fermata sulle scale, forse in uno stato di shock o tentativo di orientarsi dopo l’aggressione.

Il peso delle perizie e delle nuove tecnologie

In questi mesi l’incidente probatorio ha portato avanti perizie complesse, anche con l’uso di tecnologie di Bloodstain Pattern Analysis (BPA) e ricostruzioni tridimensionali delle scene del crimine. Le fotografie originali del 2007 sono state nuovamente esaminate, e i rilievi di nuovi segni — come l’impronta insanguinata — sono stati integrati nel database di evidenze per una valutazione più accurata.

Gli esperti stanno confrontando le caratteristiche delle impronte con i modelli di suola conosciuti, analizzando profondità, inclinazione e posizione rispetto alle macchie di sangue già repertate. Questo processo incrementa la complessità dell’analisi, ma può anche offrire nuove chiavi di lettura per correggere o confermare ricostruzioni passate.

La giustizia in cerca di verità

La possibile connessione tra la scarpa insanguinata, la traccia 33 e la scena delle scale segna un nuovo capitolo nel caso Garlasco, che da anni divide l’opinione pubblica e mantiene vivo l’interesse mediatico sulla vicenda. Se questo elemento verrà confermato come prova utile in sede giudiziaria, potrebbe influenzare significativamente la direzione delle indagini e, potenzialmente, l’esito di eventuali processi futuri.

23 Dicembre 2025
© RIPRODUZIONE RISERVATA