7:21 am, 23 Dicembre 25 calendario

🌐 Bologna celebra John Giorno, il poeta e performer visionario

Di: Redazione Metrotoday
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Dal 5 febbraio al 3 maggio 2026, il MAMbo – Museo d’Arte Moderna di Bologna ospita la prima grande retrospettiva italiana dedicata a John Giorno, artista, poeta e performer di spicco della New York d’avanguardia, che ha rivoluzionato la parola trasformandola in gesto, corpo e azione performativa.

Una delle figure più influenti della scena artistica e poetica del secondo Novecento approda finalmente in Italia. John Giorno: The Performative Word, curata da Lorenzo Balbi, inaugurerà il 5 febbraio 2026 al MAMbo – Museo d’Arte Moderna di Bologna, offrendo al pubblico italiano un’ampia retrospettiva dedicata a uno degli innovatori più radicali della cultura contemporanea. L’esposizione resterà aperta fino al 3 maggio e rientra nel programma di ART CITY Bologna 2026, con il sostegno del Comune di Bologna e di BolognaFiere, in occasione di Arte Fiera.

John Giorno (New York, 1936 – 2019) ha ridefinito la poesia come esperienza performativa, rompendo i confini tra parola, corpo e spazio. Attivo nella scena della New York d’avanguardia, Giorno ha collaborato con figure iconiche come Andy Warhol, Robert Rauschenberg, William Burroughs, John Cage e Patti Smith, fondando nel 1965 la Giorno Poetry Systems, piattaforma no-profit che ha trasformato la diffusione della poesia integrandola con musica, arti visive e attivismo politico.

Una parola viva: tra performance e attivismo

«La retrospettiva dedicata a John Giorno si inserisce perfettamente nel contesto artistico di Bologna», afferma Daniele Del Pozzo, assessore alla Cultura del Comune di Bologna. «Giorno ha trasformato la parola in arte pubblica, estendendo la pratica della performance oltre la pagina, nei luoghi pubblici, nelle linee telefoniche e nelle strade. La sua fusione tra parola e azione, vita personale e opera, ha inaugurato un modello di intervento artistico capace di generare cambiamento sociale, un approccio che Bologna riconosce e valorizza».

L’opera di Giorno non si limita alla parola scritta: la poesia diventa esperienza sonora e gestuale, corpo, spazio e ritmo. Il curatore Lorenzo Balbi sottolinea come la sua pratica si collochi al crocevia di parola e immagine, suono e gesto, spiritualità e cultura pop, costruendo un universo performativo che continua a influenzare artisti e poeti contemporanei.

Dial-A-Poem: l’epicentro dell’esperienza poetica

Al centro della retrospettiva c’è Dial-A-Poem, il progetto interattivo che rese fruibili al pubblico, attraverso un numero telefonico, le letture dei poeti, musicisti e artisti amici di Giorno. Originariamente sviluppata nel 1969, l’opera trasformò il telefono in mezzo di diffusione poetica e concettuale. La versione italiana, Dial-A-Poem Italy, coinvolge oltre trenta poeti contemporanei selezionati da Caterina Molteni, tra cui Antonella Anedda, Milo De Angelis e Valerio Magrelli. Un numero dedicato (+39 051 0304278) permetterà di ascoltare le registrazioni gratuitamente, ventiquattro ore su ventiquattro. Ogni chiamata diventa così una performance privata e imprevedibile, riflettendo la visione pionieristica di Giorno di un’arte viva e partecipativa.

Percorso espositivo e materiali d’archivio

La mostra si articola attraverso nuclei tematici che raccontano l’evoluzione artistica di Giorno. Dalle prime poesie visive ai collage linguistici, fino agli Electronic Sensory Poetry Environments del 1967, l’esposizione mette in luce come la parola diventi gesto, ritmo e vibrazione. Poster, lettere, libri e contratti in alcuni casi mai esposti, curati da Nicola Ricciardi con la collaborazione di Eleonora Molignani, permettono di esplorare il rapporto tra arte, attivismo e spiritualità. L’allestimento è realizzato da Studio EX (Andrea Cassi e Michele Versaci).

La poetica di Giorno si lega anche all’impegno politico, in particolare nella comunità LGBTQ+ e durante la crisi dell’AIDS negli anni Ottanta, quando fondò l’AIDS Treatment Project. La sua adesione al buddhismo tibetano infonde nelle opere una dimensione meditativa, dove la parola si fa strumento di riflessione e cambiamento. L’arte di Giorno è dunque multidimensionale, combinando politica, spiritualità e vita quotidiana in una performance continua.

Una mostra internazionale e un dialogo con la città

La retrospettiva al MAMbo rappresenta un ponte tra la scena artistica newyorkese e il pubblico italiano, collegando la storia della poesia performativa a sperimentazioni contemporanee. Le opere dialogano con lo spazio pubblico, confermando la vocazione di Bologna a riconoscere e dare spazio a forme artistiche innovative, relazionali e partecipative.

In occasione della mostra sarà pubblicata una monografia edita da Mousse Publishing, che raccoglie testi critici di Lorenzo Balbi, Drew Sawyer (Whitney Museum), Kyle Dacuyan e Nicola Ricciardi, insieme a un’intervista inedita tra Ugo Rondinone e Laura Hoptman, offrendo prospettive interpretative approfondite sull’opera di Giorno e sul suo ruolo nella storia dell’arte contemporanea.

Eredità di John Giorno

John Giorno ha trasformato la poesia in gesto, suono e presenza, creando un linguaggio capace di coniugare creatività, impegno sociale e sperimentazione artistica. La mostra al MAMbo celebra questa eredità, permettendo al pubblico di sperimentare direttamente la potenza performativa della parola, in un dialogo tra storia, contemporaneità e innovazione.

L’esperienza di John Giorno: The Performative Word offre quindi non solo una retrospettiva storica, ma una riflessione sulla possibilità di un’arte viva, inclusiva e capace di incidere nella realtà, incarnando una delle più straordinarie avventure poetiche e performative del Novecento.

23 Dicembre 2025 ( modificato il 21 Dicembre 2025 | 18:24 )
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