5:49 pm, 22 Dicembre 25 calendario

🌐 Presepe vandalizzato a Carnago, bottiglia di gin nella mangiatoia

Di: Redazione Metrotoday
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Atto di vandalismo a Carnago (Varese) contro la tradizione del presepe con giovanissimi protagonisti e reazioni da parte delle istituzioni, dei cittadini e di chi custodisce valori collettivi

Era la notte tra venerdì 19 e sabato 20 dicembre 2025 quando la piazza centrale di Carnago, piccolo comune della provincia di Varese, si sveglia con una scena che ha scosso la sensibilità di molte famiglie: il presepe allestito davanti alla chiesa parrocchiale, simbolo di una tradizione profondamente radicata nel periodo natalizio, è stato oggetto di un vandalismo irriverente e provocatorio. Statue danneggiate, una bottiglia di gin collocata nella mangiatoia al posto della figura del Bambinello e, come se non bastasse, i responsabili che si sono vantati dell’atto sui social network con un gesto denigratorio nei confronti di credenze e simboli condivisi dalla collettività.

📌. L’episodio ha immediatamente attirato l’attenzione dei residenti e delle autorità locali, trasformandosi in un caso di cronaca ben oltre i confini comunali. A pochi giorni dal Natale, quello che doveva essere un momento di condivisione e festa si è tramutato in un fatto di inciviltà che ha messo sotto i riflettori il rapporto tra giovani, rispetto del bene comune e significato culturale delle tradizioni popolari.

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Il raid notturno e l’impatto sulla comunità

Secondo le prime ricostruzioni, un gruppo di sette giovanissimi, per lo più adolescenti, ha preso di mira la rappresentazione della Natività allestita nella piazza principale del paese. Dopo aver vandalizzato alcune delle statue che compongono la scena sacra, hanno posizionato all’interno della mangiatoia una bottiglia di gin, una scelta simbolicamente irriverente che ha amplificato l’indignazione.

Al centro dell’attenzione è finita anche la foto di gruppo postata sui social network dai responsabili: nell’immagine – poi rilanciata con i volti oscurati su canali pubblici per facilitare le indagini – i ragazzi sorridono tenendo bottiglie di liquore in mano e mostrando il dito medio. Un gesto di sfida che ha trasformato un atto vandalico in una provocazione pubblica, alimentata dall’uso sconsiderato dei social.

La scena si svolge davanti alla chiesa parrocchiale di Carnago, luogo di culto e punto di aggregazione dell’intera comunità, dove il presepe è stato tradizionalmente allestito come simbolo di spiritualità, cultura e identità collettiva in occasione delle festività natalizie.

Appello alla cittadinanza

La sindaca di Carnago, Barbara Carabelli, ha definito l’episodio con parole forti: i giovani sono stati definiti “ignoranti”, non in senso offensivo fine a sé stesso, ma come mancanti di consapevolezza civica e rispetto per il lavoro di tanti volontari che si impegnano ogni anno per allestire il presepe. Carabelli ha sottolineato quanto l’atto vandalico mortifichi l’impegno di chi ha dedicato tempo e fatica per realizzare qualcosa che rappresenta “il simbolo della nostra comunità e della nostra identità natalizia”. 

«Ignoranti, nel senso che davvero ignorano le regole del vivere civile, del rispetto per la comunità», ha spiegato la prima cittadina, invitando chiunque riconosca qualcuno dei ragazzi nelle immagini pubblicate a fornire informazioni utili alle forze dell’ordine, che hanno già avviato accertamenti. «Invito tutta la comunità a farsi scudo davanti a fatti simili», ha aggiunto Carabelli, rivolgendo anche un appello ai genitori dei giovani coinvolti affinché assumano responsabilità e collaborino con le autorità.

Vandalismi natalizi e inciviltà diffusa

L’episodio di Carnago non è isolato. Anche nel corso di queste stesse festività, altre rappresentazioni sacre in Lombardia sono state prese di mira da ignoti. A Cilavegna, nel Pavese, nei giorni scorsi statue del presepe della piazza principale sono state vandalizzate, generando reazioni di sdegno simili e evidenziando come, in alcune aree, il vandalismo contro simboli natalizi sia diventato un fenomeno ripetuto.

Anche in altre epoche recenti, presepi e rappresentazioni sono stati oggetto di raid teppistici: nel dicembre 2020, a Vizzolo Predabissi, alcune figure del presepe furono rimosse e danneggiate, spingendo le autorità locali a rafforzare le misure di sorveglianza e di tutela del bene pubblico.

Questi episodi suggeriscono che il vandalismo non sia solo un atto isolato di distruzione, ma anche un segnale di tensioni sociali più profonde legate alla percezione dei valori tradizionali, alla gestione degli spazi pubblici e alla cultura giovanile nell’era digitale.

Social media nella dinamica del vandalismo

Una delle peculiarità di quanto accaduto a Carnago è la diffusione volontaria delle immagini dell’atto vandalico sui social network. L’uso della fotografia non solo per documentare ma addirittura per esaltare il raid ha catalizzato l’attenzione della comunità online e offline, accelerando l’individuazione dei responsabili da parte delle autorità.

Questo fenomeno non è isolato: in molte altre parti d’Italia e del mondo, episodi di vandalismo vengono spesso condivisi sui social, trasformando atti di inciviltà in “performance” digitali rivolte alla propria cerchia di follower, con conseguenze che superano il danno materiale per investire l’intero tessuto sociale. La viralizzazione di comportamenti antisociali pone interrogativi importanti sulle dinamiche di identità, appartenenza e responsabilità nell’era digitale.

Il valore simbolico nella comunità

Il presepe, nelle comunità italiane, non è soltanto una decorazione natalizia, ma un rito che affonda le sue radici nella storia religiosa e culturale del Paese. La tradizione del presepe come rappresentazione scenica della Natività, così come oggi la conosciamo, risale al XIII secolo ed è strettamente legata alla volontà di rendere accessibile e tangibile il mistero della nascita di Gesù. Le rappresentazioni pubbliche del presepe, in particolare nelle piazze dei paesi e delle città, incarnano questo patrimonio culturale condiviso e sono spesso curate con dedizione da associazioni di volontariato, parrocchie e amministrazioni locali. 

A pochi giorni dal Natale, l’episodio di Carnago diventa un simbolo di come la tradizione cristiana possa essere messa alla prova da atti di inciviltà. Tuttavia, la reazione compatta della comunità, la mobilitazione delle autorità locali e l’appello al dialogo con le famiglie dei giovani coinvolti indicano un desiderio più ampio di affrontare queste sfide non solo con repressione, ma anche con educazione al rispetto e alla convivenza civile.

22 Dicembre 2025 ( modificato il 23 Dicembre 2025 | 19:40 )
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