🌐 Campi Bisenzio, il giallo del morto da due anni nel baule
A Campi Bisenzio (Firenze) l’orrore è venuto alla luce in una casa di Sant’Angelo a Lecore: un uomo di 32 anni era morto da due anni e nascosto nel baule, mentre nella stessa abitazione vivevano la madre denutrita e due fratelli. Una scoperta sconcertante che ha acceso l’attenzione degli investigatori e della comunità locale, sollevando interrogativi sulle dinamiche familiari, l’isolamento sociale e la fragilità delle reti di protezione.
Nel cuore della tranquilla frazione di Sant’Angelo a Lecore, il normale fluire delle giornate è stato spezzato da una scoperta che ha lasciato sconcertati investigatori e vicini: all’interno di una casa di via Ippolito Nievo, nella piana fiorentina, è stato rinvenuto il cadavere di un uomo di 32 anni, morto da almeno due anni e nascosto in un baule di legno.
📌 La scena macabra non ha segni di violenza evidenti, come indicano i primi rilievi sulla salma. Il corpo, in avanzato stato di decomposizione, era stato sistemato all’interno di una cassapanca in una stanza chiusa, dove vivevano anche la madre anziana e denutrita e i due fratelli adulti della vittima. Ora gli inquirenti della Procura di Firenze sono al lavoro per ricostruire gli ultimi anni di vita di quell’uomo e spiegare come sia stato possibile che il suo decesso e il suo occultamento siano restati così a lungo ignorati.

La scoperta
La svolta è arrivata nella mattinata del 13 dicembre 2025, dopo ripetute segnalazioni di odore sgradevole percepito dai residenti del quartiere. Insospettiti da una puzza persistente, alcuni vicini avevano contattato la polizia municipale di Campi Bisenzio, suggerendo che qualcosa non andasse nella casa della famiglia. Gli agenti, intervenuti in un primo momento il giorno prima per verificare la situazione della madre anziana, non avevano allora individuato nulla di anomalo. Solo il secondo controllo, nella mattinata successiva, ha permesso di individuare la porta sigillata di una stanza interna, al cui interno è stato trovato il corpo insolitamente nascosto.
🔎 Il corpo appartiene a un uomo di circa 32 anni, il più giovane dei tre fratelli. Secondo gli accertamenti preliminari della polizia municipale, coordinati dalla Procura, l’uomo sarebbe deceduto per cause naturali e non emergono attualmente segni di violenza sul cadavere. Tuttavia, l’autopsia richiesta dagli inquirenti servirà a determinare con precisione sia la causa sia il momento esatto del decesso.
Secondo le prime ricostruzioni, l’intero nucleo familiare — madre e due fratelli — conviveva nella stessa abitazione da molto tempo. La madre, settantenne, è stata trovata in uno stato di grave denutrizione ed è stata trasportata d’urgenza all’ospedale fiorentino di Careggi. I due fratelli, adulti tra i 30 e i 40 anni, sono stati ascoltati dalla polizia locale e successivamente presi in carico dai servizi sociali, che li hanno trasferiti in strutture di assistenza e supporto.
Un elemento inquietante della vicenda è l’isolamento della famiglia rispetto alla comunità. Sebbene la casa non fosse lontana da altri edifici e da residenti, i legami sociali con il vicinato risultavano minimi. La convivenza prolungata in condizioni così difficili, senza interventi visibili di assistenza o di controllo, ha fatto emergere una realtà di marginalità e vulnerabilità forse non intercettata dai servizi territoriali.
Il giallo dell’occultamento
Uno degli aspetti che più solleva domande riguarda la scelta di occultare il corpo all’interno della cassapanca. Per oltre due anni, secondo gli accertamenti, quel corpo è rimasto lì, al di sotto di coperte e oggetti, senza che alcuno avvisasse le autorità competenti. Le ipotesi attualmente sul tavolo degli investigatori spaziano dalla difficoltà psicologica e di elaborazione del lutto dei familiari alla crisi economica, con l’eventuale impossibilità di sostenere spese per un funerale regolare, fino a un tentativo di nascondere il decesso per evitare conseguenze giudiziarie. Tutte le possibilità saranno vagliate dagli inquirenti nei prossimi giorni.
Il reato che potrebbe configurarsi, oltre all’occultamento di cadavere, è quello di omissione di soccorso e di mancata denuncia di decesso: reati gravi che, se confermati, implicherebbero l’apertura di un fascicolo specifico nei confronti dei familiari. Tuttavia, la Procura di Firenze procede con cautela, raccogliendo testimonianze, acquisendo documentazione e valutando ogni elemento emergente dalle analisi forensi.
La vicenda ha scosso profondamente la comunità di Sant’Angelo a Lecore, un borgo che solo da fuori appare tranquillo e ordinario. I residenti, interpellati dai cronisti locali, raccontano di non aver notato segnali evidenti che potessero prefigurare una situazione tanto drammatica dentro quella casa. Alcuni ricordano la presenza discreta dei membri della famiglia, ma nessuno avrebbe immaginato che dietro la porta chiusa potesse nascondersi un cadavere da anni.
Il sindaco e gli assessori comunali, oltre a esprimere sgomento, hanno annunciato revisioni nei protocolli di monitoraggio delle famiglie in condizioni di fragilità, sottolineando la necessità di rafforzare i collegamenti tra vicinato, servizi sociali e polizia locale per prevenire casi simili. «È un monito per tutti noi — ha detto un rappresentante istituzionale — sulla fragilità invisibile che può celarsi dietro l’apparenza di normalità».
Il fenomeno dell’isolamento
Il caso di Campi Bisenzio non è un unicum se visto nel contesto più ampio delle cronache nazionali e internazionali. Casi in cui persone decedute restano per lunghi periodi ignorate o dimenticate all’interno delle proprie abitazioni non sono rari, soprattutto in contesti di isolamento, difficoltà economiche o problemi psicosociali. In passato, alcuni episodi similari hanno sollevato discussioni sulle reti sociali, sulla crisi delle relazioni di vicinato e sulla necessità di rafforzare la coesione comunitaria.
In Italia, il fenomeno è spesso legato alla perdita dei punti di riferimento familiari e alla progressiva diminuzione delle reti di assistenza informale, soprattutto per anziani e persone vulnerabili. In molte aree urbane e periferiche, la solitudine cronica si accompagna a una carenza di controllo sociale, rendendo più difficile intercettare segnali di difficoltà prima che degenerino in tragedie.
Nei prossimi giorni, gli esiti dell’autopsia e dei rilievi forensi saranno fondamentali per chiarire l’esatto momento della morte e l’eventuale presenza di malattie o condizioni cliniche pregresse. La cassapanca e altri reperti sono stati sequestrati e affidati agli esperti per analisi più approfondite. Allo stesso tempo, i familiari verranno ascoltati nuovamente dal pubblico ministero per ricostruire con precisione quanto accaduto negli anni successivi al decesso del 32enne.
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