1:40 pm, 5 Dicembre 25 calendario

🌐 Vladimir Putin in India: nuovi accordi con Narendra Modi

Di: Redazione Metrotoday
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Energia, difesa e la sfida al nuovo ordine globale

📌  Con la visita di stato di Putin a Nuova Delhi, Russia e India rilanciano la loro “partnership strategica speciale”, siglano un pacchetto di accordi su energia, difesa, lavoro e salute, e tracciano insieme la rotta di una cooperazione ambiziosa fino al 2030.

In gioco non c’è solo commercio, ma una rete di interessi geopolitici che sfidano le pressioni occidentali e ridefiniscono il concetto di ordine mondiale.

Un vertice atteso

Nel pieno di scosse internazionali continue — guerra in Ucraina, tensioni commerciali, pressioni Usa sull’Asia — la visita di Putin in India , la prima dopo lo scoppio del conflitto europeo, assume un valore strategico che va oltre la tradizionale amicizia russo-indiana.

Il vertice, parte del 23° summit annuale India–Russia, era stato annunciato settimane prima: Mosca e Nuova Delhi hanno voluto mostrare che il loro legame non solo regge alle crisi, ma può adattarsi e rafforzarsi in un mondo sempre più frammentato.

🔎 Per la Russia — isolata da sanzioni e pressioni occidentali — l’India resta un partner cruciale: principale acquirente del suo petrolio e del suo gas, destinataria storica di tecnologia bellica, ma anche un hub per nuove vie di cooperazione economica. 

Per New Delhi, la visita rappresenta un bilanciamento delicato: mantenere uno storico rapporto strategico con Mosca, senza rompere definitivamente con l’Occidente. Non solo: l’india cerca diversificazione economica, stabilità energetica e un ruolo di rilievo in un ordine mondiale multipolare.

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Un’alleanza che resiste

Negli ultimi anni, il rapporto economico tra i due paesi si è rafforzato in modo impressionante. Dal 2022, con le difficoltà di Mosca sui mercati globali e la ricerca russa di acquirenti alternativi, l’India è diventata il principale compratore di petrolio russo.

Il volume degli scambi bilaterali per l’anno fiscale 2024–25 è salito a circa US$ 68,7 miliardi, un salto enorme rispetto a poche stagioni prima, collocando Mosca e Nuova Delhi tra i partner economici più dinamici del pianeta.

Tuttavia, lo squilibrio commerciale è evidente: circa US$ 63,8 miliardi delle importazioni indiane provengono da Mosca (petrolio, materie prime, tecnologia bellica, energia), mentre le esportazioni indiane verso la Russia si attestano su cifre molto piÚ contenute, circa US$ 4,9 miliardi.

Nonostante le pressioni – soprattutto da parte della comunità internazionale e di alcuni paesi occidentali – New Delhi non ha abbandonato la sua “strategia di autonomia”: ha continuato a importare combustibili russi, e allo stesso tempo a progettare un rafforzamento del tessuto produttivo e tecnologico con Mosca, in settori chiave come energia, industria, difesa, infrastrutture e tecnologia. 

La  “Vision 2030”

Durante il summit, i due governi hanno annunciato una serie di intese concrete che vanno molto oltre le dichiarazioni d’intenti:

  • Un accordo su energia e nucleare civile: la cooperazione energetica — petrolio, gas, e nucleare — resta un pilastro. Si parla di progetti per garantire “fornitura ininterrotta” di combustibili russi all’India, di sviluppare infrastrutture condivise, e di cooperazione su risorse critiche e minerali essenziali per la transizione energetica.

  • Intese in ambito lavoro e mobilitĂ : tra gli accordi firmati anche misure per la tutela dei lavoratori indiani all’estero e nuove opportunitĂ  di assunzione in Russia — un segnale dell’interesse di Mosca per manodopera qualificata indiana. 

  • Collaborazione sulla salute e su tecnologie sanitarie e industriali: settore da non trascurare, considerando le pressioni globali su supply chain, farmaci e forniture mediche.

  • Una roadmap strategica comune: il documento battezzato “India–Russia Vision 2030” stabilisce obiettivi ambiziosi per la cooperazione tecnologica, la co-produzione industriale, l’innovazione e l’espansione degli scambi. Si parla esplicitamente di partnership in settori come aerospazio, alta tecnologia, infrastrutture e connettivitĂ , con un occhio alla “dewesternizzazione” delle forniture. 

Il primo ministro indiano ha descritto la relazione come “ferma come la stella polare”, evocando decenni di fiducia e collaborazione, nonostante le turbolenze globali.

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Difesa e tecnologia: il cuore della “sicurezza comune”

Anche se l’economia e l’energia dominano le cronache, la cooperazione militare e tecnologica rimane il fulcro storico dell’alleanza Russia-India.

L’India continua a ricevere equipaggiamenti russi come i sistemi S-400, tradizionalmente fondamentali per la difesa aerea, oltre a carri armati, aerei da combattimento, missili e tecnologia bellica che, malgrado la diversificazione verso Occidente, resta largamente dipendente da Mosca.

Durante la visita, si è discusso non solo di consegne e ordini pendenti, ma di un salto di qualità: localizzazione di produzione, manutenzione in loco, joint-venture per assemblaggio e parti di ricambio, per ridurre vulnerabilità causate da sanzioni, ritardi o instabilità. 

Parallelamente, Mosca offre all’India accesso a programmi condivisi in alta tecnologia, aerospazio, esplorazione spaziale, e innovazioni civili/tattiche. Una partnership che non punta solo al presente bellico, ma a costruire una piattaforma condivisa per la tecnologia del futuro. 

Questo ambizioso progetto congiunto indica che per India e Russia la difesa non è solo un mercato, ma una leva di potere strategico — e un modo per affermare una “autonomia tecnologica” nel mondo multipolare che viene.

Tra bilanciamento e pressioni esterne

Questo riavvicinamento non avviene in un vuoto geopolitico. L’India, pur rinnovando la sua intesa con la Russia, tenta di mantenere un profilo di “multialigned”: cooperazione con Mosca, certo, ma anche aperture verso Occidente, Europa e altri partner asiatici.

Da un lato c’è la continuità dei legami energetici e commerciali con la Russia, dall’altro la consapevolezza che il mondo sta mutando: nuove sanzioni, nuove alleanze, nuove condizioni di interoperabilità tecnologica.

Molti analisti notano il rischio di una dipendenza eccessiva: un commercio sbilanciato, l’affidamento massiccio a tecnologie russe, una esposizione strategica che nel lungo termine può rivelarsi vulnerabile se Mosca dovesse subire ulteriori pressioni geopolitiche o economiche. 

D’altro canto, per l’India la diversificazione non è semplice: l’industria domestica, pur in crescita, non è ancora in grado di sostituire completamente le capacità russe — soprattutto in ambito difesa e tecnologia ad alta complessità.

Un futuro da costruire

L’alleanza tra India e Russia ha radici profonde: ai tempi dell’URSS, New Delhi e Mosca hanno costruito legami di fiducia, cooperazione militare e industriale, scambi culturali, progetti sul nucleare civile. Quella eredità ha resistito ai cambiamenti geopolitici, alle crisi economiche, alle tensioni internazionali.

Negli ultimi anni, con la guerra in Ucraina e le sanzioni contro Mosca, molti osservatori avevano previsto un graduale raffreddamento del legame — specialmente in campo difensivo e commerciale. Invece, quanto emerso dal summit di dicembre 2025 dimostra il contrario: in un mondo polarizzato, Russia e India puntano su un progetto condiviso, ambizioso, multiplo.

Il rischio però è che la relazione, per quanto prospera, si basi su un disequilibrio strutturale: l’India importa molto, esporta poco; la Russia vende energia e armi, ma deve sostenere l’economia con nuovi mercati; il divario tecnologico globale continua a crescere. Per entrambi, mantenere questo rapporto significa saper fare i conti con instabilità esterne — economiche, geopolitiche, diplomatiche — e con la necessità di trasformare gli accordi in cooperazione durevole e reciprocamente vantaggiosa.

Cosa cambia per l’ordine mondiale

L’incontro Putin–Modi del 2025 non è solo un evento bilaterale: ha implicazioni globali.

Verso un mondo multipolare — La cooperazione Russia–India è parte di una più ampia rete di relazioni tra Global South, paesi emergenti, potenze non occidentali, che aspirano a un ordine globale alternativo, meno centrato sull’Occidente. Il summit rafforza quell’idea.

Resilienza alle sanzioni e alle pressioni geopolitiche — Per la Russia, alleata in affanno a causa del conflitto in Ucraina e dell’isolamento internazionale, l’India rappresenta una ancora di salvezza. Per l’India, un margine di autonomia rispetto alle richieste occidentali.

Modello alternativo di sviluppo — Energia, difesa, alta tecnologia, nucleare civile, cooperazione industriale e commerciale: la partnership propone un modello di sviluppo che può competere con le catene occidentali, valorizzando sovranità, resilienza e cooperazione Sud–Sud.

Pressione su alleanze tradizionali e catene di fornitura globali — Per l’Occidente e per blocchi come l’UE o la NATO, il rafforzamento di questo asse comporta nuovi dilemmi: commerciare con l’India significa confrontarsi con la sua politica di autonomia, spesso divergente dagli interessi occidentali.

OpportunitĂ , sfide, incertezze

Il summit Putin–Modi ha di fatto rilanciato la partnership tra Russia e India, trasformandola in un progetto ambizioso. Gli accordi siglati promettono forti benefici: energetici, economici, tecnologici, strategici.

Ma la posta in gioco è alta. Per mantenere questa traiettoria, Mosca e Nuova Delhi dovranno affrontare: la volatilità dei mercati energetici, le pressioni diplomatiche occidentali, la necessità di modernizzare infrastrutture e tecnologie, l’esigenza di bilanciare le importazioni russe con una crescita delle esportazioni indiane.

5 Dicembre 2025
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