Quattro artiste, quattro opere, quattro ricette che trasformano l’osservazione dell’arte in gusto.
“Polpetta di patata farcita con erbe locali avvolta in foglia di rucola amarognola”
“Art’ini, Signature Cocktail zafferano e miele dolce “nella nuvola”
“L’ambrogino” ball di cioccolata fragile e ruvida ripiena del gusto di lampone
“Gelatina al limone ripiena di sorpresa di fragola”
È questo il cuore del progetto firmato da Anna Lo Presti, fondatrice di OBIC, piattaforma creativa che esplora il sapore delle opere d’arte e ne traduce l’essenza in piatti contemplativi. Un’idea di confine, che supera i territori della critica e dell’enogastronomia e li unisce in un’esperienza multisensoriale che sabato 22 prenderà vita a Roma, negli spazi della nuova White Gallery. Temporary Art Space, sotto la curatela di Valentina Ciarallo.
L’appuntamento sarà a porte chiuse, dedicato a settanta collezionisti provenienti da tutta Europa che avranno il privilegio di “gustare” le opere esposte di Maria Angeles, Myra Bonifazi, Naomi Gilon e Alessandra Pasqua, assaporandone un corrispettivo gastronomico studiato nelle settimane precedenti da un team tutto al femminile: Anna Lo Presti, la pastry chef Giorgia Proia e la bartender Valeria Bassetti, pioniera della mixology italiana.
Arte da osservare, arte da assaggiare
L’idea che guida OBIC è semplice e radicale: ogni opera d’arte possiede un sapore ideale. Forme, colori, materie e temi possono essere tradotti in consistenze, ingredienti e aromi. Il piatto diventa così un medium narrativo, un modo diverso di raccontare l’opera e la sua autrice. Un ponte tra linguaggi che non si sovrappongono ma si illuminano a vicenda.
Valeria Bassetti aprirà la performance con un cocktail creato appositamente per l’evento: Art’ini, signature drink che unisce mixology e riferimenti estetici, dedicato all’atto stesso della creazione artistica. Un benvenuto liquido che introduce gli ospiti a un percorso sinestetico, dove ogni assaggio è una chiave di lettura.
Maria Angeles – Il sapore dell’intimità domestica
Le opere di Maria Angeles parlano di quotidianità femminile, di vita domestica, di una femminilità intrecciata alla natura e alle sue trasformazioni. Da questa osservazione Anna Lo Presti ha individuato i protagonisti gustativi: patate e rucola, ingredienti semplici, primari, ma carichi di simbolismo. Le patate richiamano la versatilità e la forza nascosta delle donne, mentre la rucola, con la sua nota amarognola, evoca le difficoltà che spesso accompagnano la dimensione femminile.
Nasce così la Polpetta di patata farcita con erbe locali avvolta in foglia di rucola, un boccone che tiene insieme dolcezza e amarezza, morbidezza e carattere, proprio come le storie che l’artista racconta attraverso le sue tele.

Myra Bonifazi – Il sublime che scende dal cielo
La ricerca di Myra Bonifazi ruota intorno al mutamento, al cielo, alle nuvole come stati intermedi, già forma ma ancora possibilità. Per lei Valeria Bassetti ha immaginato un cocktail che fosse una “nuvola da bere”: Art’ini – Zafferano e miele dolce, un mix che unisce il miele – simbolo del lavoro delle api e nutrimento antico – allo zafferano, spezia preziosa e rarefatta.
Il risultato è un drink contemplativo, che invita ad alzare lo sguardo e a lasciarsi attraversare dal movimento delle nuvole, proprio come accade di fronte alle opere dell’artista.

Naomi Gilon – La fiaba che si nasconde nella ferita
La poetica di Naomi Gilon si nutre di immaginari pop, di creature fantastiche e al tempo stesso fragili, sospese tra l’animalità e il sogno. La pastry chef Giorgia Proia ha letto nella sua estetica un richiamo immediato al cacao, materia viva, primordiale, capace di essere dolce e aspra allo stesso tempo.
La risposta gastronomica è L’Ambrogino, una sfera di cioccolato che si rompe con un tocco, rivelando un cuore di lampone: un incontro tra la fragilità della superficie e l’intensità dell’interno, proprio come nelle opere della Gilon, che uniscono leggerezza e inquietudine.

Alessandra Pasqua – La forma che ancora non c’è
Le installazioni di Alessandra Pasqua sfumano i confini tra arte, design e tecnologia. Sono opere in trasformazione, spesso ispirate a materiali morbidi e cangianti come la gelatina. Da qui parte Proia per creare una Gelatina al limone con sorpresa di fragola, che gioca sul contrasto tra una struttura gelatinosa e un cuore fruttato, netto e vibrante.
Un dolce che racconta il processo creativo dell’artista: ciò che muta, ciò che cerca una forma, ciò che emerge e si definisce.
Un nuovo modo di leggere l’arte
Il progetto di Anna Lo Presti non è solo una performance gastronomica: è un esercizio di traduzione estetica, un dialogo tra linguaggi che raramente si parlano con tale rispetto e intensità. La White Gallery diventa così un laboratorio esperienziale, dove l’arte non si guarda soltanto, ma si assapora, permettendo allo spettatore di avvicinarsi alle opere in modo intimo e personale.
E nel gioco delle corrispondenze tra ingredienti e forme artistiche si apre un varco: l’arte entra nella memoria non solo attraverso gli occhi, ma anche attraverso il gusto.
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