Negramaro e Giuliano Sangiorgi: una pausa dopo 25 anni di strada
L’annuncio che spiazza
Dopo oltre venticinque anni nel pieno dell’attività — album, tour, collaborazioni e grandi palchi — i Negramaro hanno deciso di fermarsi. A dare la notizia è stato Giuliano Sangiorgi, frontman e voce del gruppo, che ha spiegato come si vada verso una “pausa” (non uno scioglimento) al termine del tour estivo del 2026.
«Non ci fermiamo dal 2017, nemmeno il Covid ci ha bloccati. Ora è il tempo giusto per uno stop» ha dichiarato Sangiorgi.
E ancora: «Avrei potuto lasciare i Negramaro mille volte… ma noi siamo un simbolo sociale, una famiglia allargata, che è anche un simbolo culturale».
Dunque: un tour, poi un tempo di riflessione, di rigenerazione e “ricarica”. Quanto durerà la pausa non è ancora stato definito: «Quanto non lo sappiamo, abbiamo bisogno di un grande respiro»
Cosa hanno costruito
La storia dei Negramaro è ormai trentennale se consideriamo gli inizi, venticinquennale come formazione attiva. Nati in provincia di Lecce da sei amici — tra cui Sangiorgi — che hanno iniziato suonando nei club del Salento, la band ha poi conquistato l’attenzione nazionale con album come Mentre tutto scorre (2005) che li ha consacrati.
Nel corso degli anni, i Negramaro hanno accumulato successi: dischi multiplatino, tour in grandi stadi, partecipazioni importanti. L’ultimo album, Free Love (2024), ha segnato una tappa significativa: collaborazioni, riflessione sul proprio percorso, ritorno alle radici.
I momenti difficili non sono mancati: nel 2018 il chitarrista Emanuele “Lele” Spedicato è stato colpito da un’emorragia cerebrale che ha rischiato di compromettere non solo la sua carriera ma l’intera band. Sangiorgi in quell’occasione aveva ammesso che «senza di lui non avrei più continuato a stare su un palco».

Il perché della pausa
Perché proprio ora la decisione di fermarsi? Le motivazioni sono esplicitate da Sangiorgi in più interviste:
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I Negramaro non si sono mai fermati realmente: dal 2017 sono stati costantemente attivi, tra studio, tour, feste. La pandemia non ha interrotto il loro percorso come spesso è accaduto in altri casi.
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Vi è una riflessione critica sul modo dell’industria della musica contemporanea: «L’iper‑attualismo sta uccidendo la profondità della musica» — ha detto Sangiorgi.
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Bisogno di respirare, riguardarsi dentro, ritrovare la band come “famiglia” e simbolo culturale, non solo entità commerciale. «Staremo insieme per parlare, ragionare… Scriveremo, viaggeremo, produrremo».
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Un desiderio di non rincorrere la moda o il “singolo di oggi”, ma piuttosto l’esperienza lunga e significativa: «Non abbiamo la fretta di scrivere e pubblicare il giorno dopo».
Il tour di “saluto”
Prima della pausa vera e propria, la band ha annunciato il tour estivo “Una storia ancora semplice” che partirà il 20 giugno 2026 da Roma (Rock in Roma) e toccherà diverse città italiane fino all’inizio di settembre; il clima è quello di un grande abbraccio ai fan, prima del “prendere fiato”.
La scaletta sarà una celebrazione: i brani più noti, l’impatto di vent’anni di carriera, un pubblico che ha crescita insieme alla band. Ma, avverte Sangiorgi, non si tratta di una fine definitiva: «Non ci sciogliamo, è solo una pausa fisiologica».
La decisione dei Negramaro pone varie questioni, sia per la band che per la scena musicale italiana.
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Per i fan: un mix di gratitudine e nostalgia. Da un lato l’occasione di un tour speciale, dall’altro l’incertezza di una pausa.
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Per la band: la necessità di trasformare l’eredità in qualcosa di nuovo, probabilmente in progetti solisti, registrazioni più lente, riflessioni artistiche meno “pressate”.
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Per il mercato musicale: l’atto è anche simbolico: in un’epoca in cui le uscite sono continue e rapide, una band che decide di fermarsi diventa esempio — di autonomia, di distinzione, di respiro.
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Per la cultura popolare: i Negramaro si leggono come “un simbolo sociale, una famiglia allargata”. Non è più solo musica, è riferimento culturale. La pausa assume dunque anche valore simbolico: cambiano i tempi, cambia la musica, cambia lo spazio del fare artistico.
Il momento storico per la band
I Negramaro ci hanno abituato a viaggi sonori intensi, a canzoni che restano, a live che segnano. Ora, al culmine di una carriera densa, scelgono di fermarsi. Non per arrendersi, ma per respirare, per riflettere, per rigenerarsi.
Giuliano Sangiorgi e compagni non chiudono una porta: aprono un nuovo capitolo — nel quale la parola d’ordine è “profondità” e non “velocità”, “riflessione” e non “consumo”, “amore per la musica” e non “formato commerciale”.
Se la musica è viaggio, allora questo è un cambio di rotta, non un atterraggio.
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