7:17 pm, 16 Ottobre 25 calendario

“Porte aperte al futuro”: l’arte rigenerativa del Festival della Sostenibilità rilancia democrazia, giustizia e sostenibilità

Di: Redazione Metrotoday
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Una giornata intensa e ricca di fermento creativo ha chiuso ieri pomeriggio la XV edizione del Contesteco Awards, il concorso d’arte e design sostenibile fra i più affermati in Italia, all’interno del palinsesto del Festival “Fai la Differenza, c’è… Alla ricerca della Sostenibilità – il Festival”. Lo scenario è quello dello spazio romano Spazio Field Brancaccio, che ha ospitato il talk “Le Buone Re‑Azioni: Pensieri e Riflessioni per il 2026” e a seguire – con la consueta solennità – la cerimonia di premiazione dei Contesteco Awards 2025.

In un clima che coniuga la creatività dell’arte rigenerativa, la riflessione sul tema della democrazia all’interno dell’Agenda 2030 e la promozione di nuovi linguaggi espressivi, l’evento ha richiamato artisti, designer, giurati, addetti ai lavori e pubblico, richiamandosi al filo conduttore “Porte Aperte al Futuro: Pace, Giustizia, RiGenerazione e Sostenibilità”.

Al centro del dibattito: la parola democrazia, assente tra i 17 Obiettivi dell’Agenda 2030 eppure ritenuta essenziale per uno sviluppo autenticamente sostenibile. È stata presentata “La Carta del Futuro Possibile (meglio se sostenibile)”, un manifesto partecipativo nato dal processo di crowdwriting promosso durante il Festival dalla Percorsi di Crescita: un invito aperto a cittadini, artisti e soggetti della società civile a pensare insieme a impegni concreti per un domani più equo e responsabile.

L’incontro ha offerto numerosi spunti di riflessione: dalle politiche urbane inclusive alle nuove forme del fare arte, dal ruolo dei materiali rigenerati alla dimensione collettiva delle installazioni, fino all’idea che la sostenibilità non riguardi solo ambienti, ma anche relazioni, istituzioni e democrazia locale. In una fase in cui il cambiamento climatico, le disuguaglianze sociali e le trasformazioni tecnologiche accelerano, il Festival ha scelto di puntare sulla capacità dell’arte di interrogare, mettere in scena criticamente e aprire nuove “porte” verso il futuro.

La forza dell’arte rigenerativa

Terminato il talk, è proseguita la premiazione della XV edizione del Contesteco, che quest’anno ha visto una nutrita partecipazione – operatori professionisti e appassionati – e un alto livello qualitativo delle opere in concorso. Alla presidenza della giuria figuravano la giornalista Valeria Arnaldi (Il Messaggero) e la managing editor Fabrizia Carabelli (Inside Art).

Sezione «Appassionati»

Primo Premio a Gianluca Barreca per Mi Rifiuto. Un’opera che mette in scena il rifiuto – inteso come scelta ma anche come materia – trasformando oggetti abbandonati in un gesto performativo e sostenibile.

Secondo Premio a Pietro Garro per Rigenerazione per eccellenza, il ciclo di trasformazione dell’acqua.

Terzo Premio a Jacopo Spolverini per BéS●Frîén (Best friend), riflessione ironica e attuale sulla dipendenza tecnologica e sulle relazioni umane nell’era digitale.

Sezione «Professionisti»

Primo Premio a Martina Troiano di Artalo per La gabbia del potere: un impatto visivo e concettuale rilevante – plastica spiaggiata e materiali di scarto diventano simboli di liberazione da una gabbia fatta di denaro e consuetudini.

Secondo Premio a Norberto Cenci per E guardo il mondo da un OBLU: la trasformazione di un antico pressometro in uno specchio inquieto della solitudine digitale e del potere dei media.

Terzo Premio a Erik Segantini per Se’ tu già costì ritto, Bonifazio: una ripresa dantesca attraverso la figura di uno scheletro vestito da papa, denunciando l’abuso del potere spirituale.

Sono stati inoltre assegnati: il Premio Uozzart 2025 – consegnato da Salvo Cagnazzo (Uozzart.com) – a Erik Segantini per la solidità visiva della sua composizione; e due riconoscimenti dell’Accademia Riarteco: all’artista appassionato Gianluca Barreca per Mi Rifiuto e all’artista professionista Marianna De Leoni per Silent wall. Degna menzione anche per Patrizia Genovesi, che ha ricevuto la menzione speciale per il dialogo fra uomo e intelligenza artificiale in chiave di pace e giustizia: «Quali porte dobbiamo aprire per un futuro che unisce nella diversità?», recita la giuria.

Come ogni anno, i vincitori avranno visibilità sui canali web e social del Festival e sui partner media (Uozzart, Creare e Comunicare, Percorsi di Crescita APS), un gesto che rafforza il legame fra creatività, sostenibilità e comunicazione strategica.

Un percorso che va oltre la premiazione

La cerimonia è il vertice di un lungo percorso che – nel corso dei mesi – ha animato Roma con laboratori, esposizioni, workshop, momenti di formazione e iniziative per le scuole e le famiglie. Il Festival “Fai la Differenza, c’è…” ha avuto come scenario, fra gli altri, il centro commerciale Euroma2, nel quale è stato allestito il cuore espositivo del Contesteco  Il progetto – promosso da Roma Capitale, Assessorato alla Cultura, nell’ambito di “Roma Creativa 365 – Cultura tutto l’anno” – ha saputo combinare arte, riciclo, inclusione, sostenibilità e comunità.

Fra le molte attività, è stato degno di nota il laboratorio “Fab/Lab point” sul riuso creativo, le passeggiate al Parco del Lago dell’Eur e al Parco degli Acquedotti, e il progetto “Fai la Differenza, Chef!” che ha coinvolto rifugiati/migranti ucraini in un percorso formativo di cucina romana e laziale – un esempio emblematico di sostenibilità sociale e inclusione.

Il valore degli “opening” simbolici

È significativo che il Festival abbia scelto come filo rosso le porte aperte al futuro: una metafora che racchiude la dimensione dell’apertura – all’ambiente, alla tecnologia, all’inclusione, al dialogo – ma anche della soglia, dell’ingresso, della scelta. In un’epoca in cui stiamo ridefinendo il rapporto con le risorse, con la comunità, con le istituzioni e con la creatività, porre l’accento sulla democrazia come vero obiettivo della sostenibilità rappresenta un salto culturale. È stato opportuno sottolineare che senza partecipazione e diritti non c’è vero sviluppo sostenibile.

Arte rigenerativa: riflessione e azione

Le opere premiate incarnano questo spirito. La gabbia del potere trasforma scarti in simboli di liberazione; Mi Rifiuto invita a scardinare rifiuti e pregiudizi; E guardo il mondo da un OBLU interroga la solitudine tecnologica; Se’ tu già costì ritto, Bonifazio richiama la responsabilità del potere. In tutte, materiali di recupero, plastica spiaggiata, oggetti dismessi diventano linguaggio, grido, speranza.

Questo tipo di arte va oltre l’estetica: è arte partecipata, comunitaria, provocatoria. Si tratta di attivare un “pensiero rigenerativo” che mette in dialogo soggetto, pubblico, ambiente, tecnologia. È un linguaggio che non reclama solo bellezza, ma anche senso e impegno.

Una piattaforma per il futuro

Il Festival, e in particolare il Contesteco, si confermano non semplicemente come contenitori di arte o design, ma come piattaforme strategiche per la cultura della sostenibilità.

Il Festival della Sostenibilità e il Contesteco 2025 hanno mostrato una strada: l’arte non è solo illustrazione di problemi ambientali, ma strumento di trasformazione sociale. Le opere premiate non sono solo belle da vedere, ma intense da pensare. Le “porte aperte al futuro” non sono metafora ma impegno: verso pace, giustizia, rigenerazione e sostenibilità.

In un momento storico segnato da grandi incertezze – climatiche, tecnologiche, sociali – eventi come questo ricordano che la sostenibilità non è solo una «pratica» o una parola d’ordine: è un modo di abitare il mondo, un modo di creare comunità, un modo di immaginare il cambiamento. E l’arte, quella che ricicla, rigenera, parla, invita, interroga, è in prima linea.

16 Ottobre 2025 ( modificato il 30 Ottobre 2025 | 23:30 )
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