Caparezza sorprende: un viaggio tra musica e fumetto
Il 9 ottobre, giorno del suo compleanno, Michele Salvemini – in arte Caparezza – ha scelto un modo inatteso per tornare: pubblicando a sorpresa il singolo “Io sono il viaggio”, primo estratto del progetto Orbit Orbit, contenuto in un disco-fumetto in uscita il 31 ottobre. Dopo quattro anni di silenzio discografico, l’artista pugliese riemerge, innestandosi con eleganza nel presente e guardando al futuro con rinnovata ambizione.
Un ritorno metaforico e sonoro
“Io sono il viaggio” non è un brano da tregua. È piuttosto un manifesto, un ponte tra il Caparezza delle origini e quello che ancora deve mostrarsi. Nel testo l’artista si identifica con il cammino stesso, con le pieghe del percorso, con la trasformazione che accade proprio lì dove tutto sembra aver fine. «Lo sono il viaggio, sono il bagaglio, sono il distacco, sono il traguardo», afferma in uno dei versi che evocano immagini di movimento e passaggio.
La musica accompagna questa tensione tra introspezione e slancio: sonorità elettroniche e atmosfere sospese che non rinunciano ai richiami al rap e alla poetica già familiari al suo pubblico. Il contrasto sonoro è voluto — come un luogo da attraversare — e accompagna il senso del “non essere solo l’inizio e la fine, ma il percorso”.
Il testo stesso è punteggiato da rimandi culturali: citazioni letterarie, immagini fiabesche e visioni oniriche scorrono con la leggerezza di un monologo interiore, in cui l’arte diventa bussola. In fondo, quel “viaggio” evoca – al di là della superficie – un racconto di evoluzione personale, una testimonianza che ogni fase, anche la peggiore, può essere punto di partenza.
Secondo le anticipazioni, il nuovo album Orbit Orbit sarà accompagnato da un fumetto — un sodalizio tra narrazione visiva e musicale che sposa due delle passioni più note dell’artista: la musica e il disegno. Il fumetto — sviluppato insieme alla Sergio Bonelli Editore — uscirà insieme al disco, offrendo al pubblico un’esperienza immersiva. Nei dettagli tecnici, verrà proposto in albo a colori da 240 pagine e in versione cartonato da 256 pagine, con copertina disegnata da Matteo De Longis.
Tra le iniziative correlate al lancio, Caparezza ha già annunciato una serie di firmacopie che attraverseranno l’Italia da nord a sud, con tappe in librerie e fumetterie. Il momento clou sarà a Lucca Comics & Games, dove sarà possibile acquistare il fumetto e il cofanetto, incontrare l’artista e vedere alcune anteprime del progetto visuale del disco.

Un “ritorno” atteso
L’uscita di “Io sono il viaggio” non può essere considerata una sorpresa fine a sé stessa, ma piuttosto un punto d’arrivo segnato da segni disseminati da tempo. Già nell’ottobre 2024, Caparezza aveva annunciato sui social di stare scrivendo un nuovo album: «Ci vorrà tempo, modo e persino coniugazione ma arriverà», aveva scritto, accompagnato da una foto in studio. Quell’enigma si è trasformato nell’attesa che oggi si concretizza.
Nel maggio 2025, è stata resa nota anche la notizia che il prossimo album sarà il primo dell’artista ad uscire sotto l’egida della casa discografica BMG Italy: un cambio importante, che suggerisce una nuova fase nella gestione del progetto artistico.
Non sono mancati nemmeno indizi più sottili: nei mesi precedenti a questo lancio emergono discorsi tra fan che tessono ipotesi sul rapporto tra Prisoner 709, Exuvia e il futuro progetto. Qualcuno sostiene che questi tre album costituiscano una trilogia tematica, una parabola del conflitto interiore, dell’evoluzione e della rinascita. In questo schema, Exuvia rappresentava l’uscita dal guscio, la nuova pelle, mentre il singolo “Io sono il viaggio” sembra spingere verso la tensione della scoperta, in un mondo che si dilata oltre la dimensione personale.
Il passato che diventa memoria
Per comprendere davvero il nuovo corso di Caparezza, è utile ripercorrere i momenti salienti della sua carriera — le scelte, le evoluzioni artistiche, le intuizioni che lo hanno reso uno degli interpreti più originali del panorama musicale italiano.
Mikimix e la metamorfosi
Prima di essere Caparezza, Michele Salvemini era conosciuto come Mikimix, pseudonimo sotto cui si era cimentato in sperimentazioni pop e rap nei tardi anni Novanta. I primi lavori, però, non incontrarono un grande successo. Fu la trasformazione in Caparezza — con un’immagine più forte, una poetica affilata e l’aggressività di un rap non convenzionale — a segnare il vero avvio della carriera che conosciamo.
Habemus Capa, il sogno eretico
Nel corso degli anni 2000, Caparezza affina la sua scrittura: ironica, critica, densa di riferimenti culturali. In album come Verità Supposte emerge già la vena satirica che caratterizzerà parte del suo percorso. Con Il sogno eretico (2011), invece, l’artista si pone in modo più critico verso la società, la religione, il potere mediatico. È in questo periodo che afferma: «Chi se ne frega della musica», intendendo denunciare le contraddizioni del sistema culturale musicale che privilegia l’apparenza rispetto all’autenticità.

Museica, Prisoner 709, Exuvia
Con Museica (2014), Caparezza sposa la cultura visuale con la musica, costruendo un album che omaggia l’arte visiva, la pittura, il gesto creativo. Nel 2017 arriva Prisoner 709, un lavoro fortemente autobiografico legato al tema della malattia (acufene) e della prigionia mentale: il “prigioniero 709” è metafora di una mente intrappolata nei rumori e nei limiti. Nel 2021, l’album Exuvia segna una fase di liberazione: come un insetto che lascia la vecchia pelle, Caparezza esce da sé, costruisce un nuovo dove la rinascita è tema centrale.
Exuvia era un percorso di ricostruzione, un rinnovamento, un ponte verso un domani che oggi inizia a dispiegarsi. Anche in quel caso, il lavoro era concettuale, denso di simboli, e lasciava intendere un desiderio di andare oltre.
Il fumetto come linguaggio esteso
La scelta di accompagnare il disco con un fumetto non è casuale: è coerente con l’animo poliedrico di un artista che, fin dai primi passi, ha manifestato interesse per la narrativa visiva, per le graphic novel, per il contatto tra parola, immagine e musica. Integrando fumetto e canzoni in Orbit Orbit, Caparezza punta a trasformare l’ascolto in un’esperienza ibrida, immersiva, in cui lo spettatore-lettore percorre simultaneamente due canali narrativi.
Collabora con Sergio Bonelli Editore, una delle eccellenze del fumetto italiano: questa alleanza suggerisce che il progetto non sarà un semplice addendum visivo, ma una parte essenziale del suo universo creativo. Il fumetto fungerà da “luogo espanso”: i temi del viaggio, della trasformazione e dell’identità potranno essere esplorati attraverso tavole, personaggi, architetture oniriche e storytelling grafico.
Nel mondo della musica contemporanea, dove l’esperienza multimediale è sempre più centrale, questa scelta pone Caparezza tra gli innovatori: non un cantautore che usa video musicali, ma un narratore che compone un universo che va oltre l’audio.
Il lancio del singolo ha acceso subito conversazioni tra fan e critici. Alcuni accolgono il brano con entusiasmo, riconoscendo in esso lo stile unico dell’artista — quell’alchimia di ironia, intelligenza e respiro poetico che ha segnato i suoi migliori momenti. Altri, invece, chiedono cautela: si attende l’album per valutare il senso d’insieme, la coerenza narrativa e la profondità dei testi nel contesto completo.
Nei forum e nei gruppi di appassionati, si discute su come il progetto si inserirà nella sua discografia: molti ipotizzano che Orbit Orbit rappresenti una nuova fase, una “fase spaziale” rispetto al percorso precedente, che era più introspettivo.C’è anche chi teme che il fumetto sovrasti la musica o renda l’ascolto eccessivamente concettuale e meno immediato.
Tra i fan, c’è chi già paragona l’attesa di questo album a un “Habemus Capa 2.0” — un rilancio forte, una ridefinizione dell’identità dell’artista in rapporto al panorama musicale attuale.

Il tour 2026: rimettersi in cammino
Nel 2026, Caparezza tornerà finalmente sui palchi con oltre venti date estive: il tour — che parte il 26 giugno a Roma (Rock in Roma) — girerà l’Italia arrivando fino alla Reggia di Caserta (5 settembre). Le tappe principali includono doppie date a Bologna, performance sold out a Torino, e date in città come Firenze, Milano, Bari, Palermo e Cagliari.
Il live sarà l’occasione per dare forma al mondo di Orbit Orbit: far vivere in scena la fusione tra musica e immagine, proporre i brani nel contesto di un racconto, dare allo spettatore la dimensione esperienziale di un viaggio. Dopo anni lontano dai palchi — in parte a causa dei problemi fisici legati all’acufene che ha dichiarato di affrontare — questo tour rappresenta un rilancio concreto.
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