Oltre 300 esorcisti si incontrano e il Papa li sprona
Dal 15 al 20 settembre scorsi, la Casa di spiritualità “Fraterna Domus” di Sacrofano ha ospitato il XV Convegno Internazionale dell’Associazione Internazionale Esorcisti (AIE), portando insieme sacerdoti esorcisti e loro ausiliari da ogni continente. L’incontro – che ha fatto registrare la partecipazione di oltre 300 voci sacerdotali impegnate nel ministero della liberazione – è stato arricchito da momenti di riflessione, dibattiti teologici e pastorali, testimonianze e un’intensa condivisione fraterna.
In apertura e durante le giornate di lavoro è giunto anche un messaggio papale, letto per mezzo della Segreteria di Stato, in cui Papa Leone XIV ha espresso il suo “apprezzamento per i sacerdoti che si dedicano al delicato e quanto mai necessario ministero dell’esorcista”, incoraggiandoli a viverlo come “opera di liberazione e di consolazione” acquisendo autorità spirituale e sensibilità pastorale.
Ma al di là del tono celebrativo, il convegno ha messo in luce sfide concrete, tensioni culturali e opportunità pastorali che segnano in modo forte il momento in cui la Chiesa afferma che il ministero dell’esorcismo non è retaggio di un passato superstizioso, ma parte attiva della sua missione nel mondo contemporaneo.
Un’arena spirituale
L’Associazione Internazionale degli Esorcisti è una realtà che affonda le sue radici nei primi anni Novanta, quando sei sacerdoti attivi nella pastorale del liberare – fra cui il noto Padre Gabriele Amorth – decisero di fondare un organismo ecclesiale di riferimento per coordinarne formazione, prassi e comunione. Nel corso del tempo, l’Associazione ha acquisito rilievo crescente e si è estesa su scala globale. Oggi conta centinaia di aderenti, attivi in decine di nazioni, e funge da punto di riferimento formativo, culturale e pastorale per il ministero dell’esorcismo.
Il convegno biennale di Sacrofano si inserisce in questa tradizione: una sorta di “assemblea mondiale” per dialogare, aggiornare prassi, discernere i nuovi scenari, validare apporti scientifici e rivitalizzare la fraternità ministeriale. L’edizione 2025 ha assunto a questo riguardo un rilievo speciale: in primis per il fatto che il nuovo Statuto dell’AIE, approvato il 25 marzo 2025 dal Dicastero per il Clero, è stato presentato ed elaborato in dialogo stretto con i membri dell’Associazione. È la prima volta che un convegno si tiene con il sostegno istituzionale e con un riconoscimento denominato “conforme” alla missione ecclesiale.
Il presidente dell’AIE, monsignor Karel Orlita (diocesi di Brno, Repubblica Ceca), ha richiamato la “bellezza della comunione ecclesiale” in cui il ministero dell’esorcista si colloca, radicandosi nel Vangelo e nell’appartenenza alla Chiesa universale. Secondo Orlita, il convegno non è solo un momento tecnico, ma un’esperienza di fraternità che rafforza l’identità del sacerdote esorcista come servizio ecclesiale e non come attività isolata o marginale.
Fra i temi discussi: l’aggiornamento del Rituale degli esorcismi (con emendamenti, correzioni di refusi e adeguamenti) e la definizione dei confini del ministero, ossia la distinzione tra possesso, ossessione, vessazione spirituale e fenomeni culturali o psicologici.
Secondo il comunicato ufficiale dell’AIE, i lavori del convegno hanno visto contributi da relatori di teologia, psicologia, pastorale, scienze umane e dialogo interdisciplinare. È stato dedicato spazio al discernimento – un tema ricorrente nella pastorale contemporanea – e all’integrazione fra fede e ragione, per evitare derive superstiziose o pratiche improvvisate.

Il messaggio del Papa
Il cuore simbolico del convegno è stato l’accoglienza del messaggio di Papa Leone XIV, letto da padre Francesco Bamonte, vicepresidente dell’AIE. Il scritto pontificio, trasmesso tramite il cardinale segretario di Stato Pietro Parolin, recita parole di stima e di fiducia:
«Apprezzo i sacerdoti che si dedicano a questo ministero delicato e quanto mai necessario. Vi incoraggio a viverlo come ministero di liberazione ma anche di consolazione, accompagnando i fedeli realmente posseduti dal maligno con la preghiera e l’invocazione della presenza efficace di Cristo, affinché … il Signore conceda la vittoria su Satana.»
Nell’omelia celebrata nella Messa conclusiva, il cardinale Arthur Roche, prefetto del Dicastero per il Culto Divino e la Disciplina dei Sacramenti, ha insistito sull’accompagnamento dei fedeli che soffrono “perché nelle loro pene partecipano alle stesse sofferenze di Cristo”. Il cardinale segretario di Stato Parolin, nella liturgia del 19 settembre, ha ricordato che il sacerdote esorcista è al servizio della Chiesa, con un dono che “va custodito e rinnovato con umiltà”.
Queste parole vogliono sottolineare un fatto: l’esorcismo non è un’azione isolata o spettacolare, ma un ministero che richiede interiorità, preghiera, appartenenza ecclesiale e delicatezza pastorale. Non è un atto risolutivo, ma un accompagnamento in cui la Chiesa interviene a sostegno di persone in sofferenza nel contesto della liberazione spirituale.
Le sfide del tempo presente
Il convegno non si è limitato a celebrare una dimensione tradizionale, ma ha affrontato i nodi urgenti che incrociano spiritualità, cultura e tecnologia. Ecco alcune delle questioni più dibattute:
Occultismo e “magia digitale”
Una delle relazioni più provocatorie è stata quella della criminologa Beatrice Ugolini, che ha invitato i partecipanti a considerare come l’intelligenza artificiale, la raccolta massiva di dati e gli algoritmi possano allargare il terreno del “neo-occultismo”. Secondo lei, nuove tecniche divinatorie, pratiche necromantiche digitali e forme di “magia algoritmica” si stanno insinuando nelle reti, alimentate da suggestioni esoteriche veicolate in piattaforme digitali.
Questa suggestione – che potremmo definire “magia del caos” tecnologico – è stata segnalata anche da altri relatori come una sfida nuova al discernimento: come distinguere il reale intervento demoniaco da fenomeni culturali, suggestivi o mediati dalla tecnologia?
Scienza, psicologia e ministero ecclesiale
Un’altra questione fondamentale è quella del discernimento interdisciplinare. Alcuni relatori hanno richiamato limite e opportunità del dialogo fra scienza, psichiatria e ministero della liberazione: riconoscere i sintomi patologici, collaborare con medici qualificati, evitare diagnosi facili. Il sacerdote esorcista non può sostituire il medico, ma deve avere prudenza e consapevolezza del confine fra malattia mentale e azione spirituale.
“Anime erranti” e manifestazioni spettrali
Una parte del convegno è stata dedicata al cosiddetto fenomeno delle “anime erranti” – la credenza secondo cui spiriti di defunti “infestano” luoghi o persone. I relatori hanno messo in guardia dalle illusioni e dalle manipolazioni sensazionalistiche che mostrano figure spettrali: tali manifestazioni, secondo l’AIE, possono essere strategie di distrazione o inganno che distolgono dal discernimento corretto.
Rivisitazioni del Rituale
Il convegno ha visto una revisione operativa al Rituale degli esorcismi, con la presentazione di emendamenti e correzioni, nonché la riflessione sul linguaggio, i segni liturgici, il ruolo del sacerdote in “persona Christi” e la cura pastorale della vittima. Si è trattato di un aggiornamento condiviso, non di un cambiamento di paradigma.

Rischio di parapsicologia e abuso pastorale
Padre Bamonte, in un suo intervento, ha espresso preoccupazione per l’utilizzo improprio del ministero: quando sacerdoti o operatori “non autorizzati” si avventurano in pratiche parapsicologiche o presunte manifestazioni spirituali, attribuendo al ministero dell’esorcista poteri straordinari incontrollati. Questo tipo di abusi rischia di danneggiare la credibilità del ministero e dei fedeli coinvolti.
Il convegno di Sacrofano è significativo anche per il contesto della Chiesa italiana e per le dinamiche internazionali della lotta spirituale.
La presenza italiana nel raduno è massiccia: l’AIE conta circa 340 membri italiani, uno dei contingenti più numerosi. Il convegno italiano biennale è un momento centrale di formazione e networking ministeriale. Le rilevazioni nazionali segnalano una domanda crescente di esorcismo come risposta pastorale a fenomeni spirituali non codificabili, in un contesto culturale in cui pratiche New Age, astrologia, spiritismo e rimedi esoterici vengono spesso percepiti come vie “alternative” alla ricerca spirituale.
Il fatto che il convegno si svolga in Italia – a pochi passi da Roma – simboleggia anche la centralità che la Chiesa italiana attribuisce al tema della liberazione spirituale.
L’AIE ha masse crescenti di aderenti in Paesi come Brasile, Messico, Stati Uniti, Spagna, Francia e Corea. Il convegno ha ribadito come il fenomeno non sia confinato alle tradizioni culturali tradizionali, ma si estenda là dove spiritualità sincretiche, pratiche religiose popolari e ibridazioni culturali alimentano l’idea di forze oscure.
Inoltre, l’invito di Papa Leone XIV a celebrare l’esorcismo come “ministero di liberazione e consolazione” indica che la Santa Sede intende mantenere una supervisione e una valorizzazione del ministero, sancendo che esso non è elemento marginale ma parte della prassi pastorale della Chiesa in lotta con il male spirituale.
Da Amorth al presente
Per comprendere il passo attuale, è utile fare una digressione storica.
Padre Gabriele Amorth è una figura centrale nella memoria moderna dell’esorcismo. Ordinato esorcista della diocesi di Roma nel 1986, stimato per le migliaia di esorcismi che avrebbe compiuto nel corso della vita, è stato anche il fondatore e “volto” pubblico dell’Associazione Internazionale Esorcisti. La sua figura, spesso al centro di polemiche e suggestioni mediatiche, ha contribuito a rendere la figura dell’esorcista più nota al grande pubblico.
Tuttavia, Amorth era consapevole dei rischi di spettacolarizzazione: tendeva a ricordare che l’esorcismo non è fatto di effetti speciali, urla e contorsioni esasperate, ma di autorità spirituale, discrezione, preghiera, discernimento e fede. Egli sottolineava l’importanza della collaborazione con il medico e della prudenza pastorale, elemento che sembra oggi condiviso e rafforzato dall’AIE.
Nel tempo, l’Associazione ha vissuto varie fasi: dal consolidamento internazionale, al confronto con critiche, alla necessità di regole interne e standard di pratica. Il riconoscimento formale da parte del Vaticano (mediante approvazione statutaria) è un traguardo che rende più palpabile la responsabilità che il ministero dell’esorcismo oggi porta con sé.
Non mancano però interrogativi che il convegno ha lasciato aperti:
- Quanto affidabile è, nella prassi quotidiana, il discernimento fra fenomeno spirituale e psicopatologia? Molti casi portano al conflitto fra fede e scienza.
- Come evitare che il ministero venga oggetto di spettacolarizzazione mediatica? L’equilibrio fra comunicazione e riservatezza resta fragile.
- Quale formazione continua è necessaria per un sacerdote esorcista nei prossimi anni? In un contesto culturale in cambiamento, aggiornamenti su tecnologie, neuroscienze e spiritualità sincretiche diventeranno indispensabili.
- Fino a che punto la tecnologia (AI, algoritmi, occultismo digitale) può diventare terreno di conflitto spirituale? Il tema è emergente e merita monitoraggio.
- Quale sarà il confine fra ministero ufficiale e pretesi operatori spirituali o auto-esorcisti non autorizzati? L’autorità del vescovo e la conformità al Rituale sono parametri da tutelare.
- In che misura la pastorale della liberazione può essere integrata con le altre dimensioni sacramentali e pastorali della Chiesa? Non come compartimento chiuso, ma come servizio che dialoga con la catechesi, la liturgia, la carità.
Quali orizzonti per l’esorcismo nella Chiesa
Le pratiche magiche, le credenze esoteriche, le tecnologie digitali che alimentano illusioni spirituali spingono l’esorcismo in una frontiera inedita, più sottile ma altrettanto pressante.
Formazione specialistica e multidisciplinare
I sacerdoti esorcisti del futuro dovranno conoscere non solo i testi liturgici, ma anche psicologia, neuroscienze, fenomenologia religiosa e tecnologie emergenti.
Pastorale integrata
Il ministero della liberazione potrà dialogare con i percorsi di cura pastorale, spiritualità, accompagnamento psicologico e liturgia, evitando compartimenti isolati.
Il XV Convegno Internazionale degli esorcisti tenutosi a Sacrofano ha messo in chiaro una cosa: la Chiesa non considera il ministero dell’esorcismo come residuo folkloristico o superstizioso, ma come servizio attivo nella lotta spirituale della fede. Il messaggio papale e il riconoscimento statutario dell’AIE testimoniano una volontà istituzionale di tutelare, accompagnare e dare dignità a chi opera in questo ambito.
In un’epoca in cui il sacro si mescola al profano, in cui si moltiplicano pratiche esoteriche e forme nuove di seduzione spirituale, l’esorcista non è più figura marginale: diventa una delle sentinelle pastorali della Chiesa apostolica, chiamata a custodire anime, a dispensare consolazione e a testimoniare la vittoria di Cristo sul male.
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