9:15 pm, 18 Settembre 25 calendario

Deepfake su studentesse: Meter scopre 125 immagini

Di: Redazione Metrotoday
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Mentre milioni di studenti italiani tornavano tra i banchi per l’inizio dell’anno scolastico, una realtà parallela e inquietante emergeva nell’ombra: quella delle piattaforme online dove i minori diventano vittime di nuove forme di violenza digitale. Questa mattina, l’Associazione Meter, guidata da don Fortunato Di Noto, ha reso pubblici i risultati di un monitoraggio condotto in occasione dell’avvio dell’anno scolastico, segnalando la circolazione di 125 immagini di studentesse manipolate tramite intelligenza artificiale, presenti in due gruppi Telegram dedicati alla pedopornografia.

Secondo quanto denunciato dall’osservatorio mondiale di Meter, le immagini ritraevano ragazze adolescenti – alcune appena 14enni – fotografate di nascosto nelle aule scolastiche e successivamente trasformate tramite software di intelligenza artificiale in contenuti sessualmente espliciti. «Non siamo più di fronte a un semplice scambio di materiale illegale, ma a una nuova frontiera della pedocriminalità digitale», spiega don Di Noto. «Le studentesse coinvolte sono ignare di quanto accade online, eppure il danno subito è reale, profondo e potenzialmente irreparabile. Questo fenomeno non può essere confuso con il cyberbullismo: si tratta di pornografia minorile, generata e diffusa con strumenti tecnologici sofisticati».

L’episodio messo in luce da Meter sottolinea come gli strumenti di intelligenza artificiale, chatbot e piattaforme digitali possano diventare veicoli di sfruttamento sessuale dei minori, in modo rapido e diffuso, spesso senza lasciare tracce immediate di responsabilità. Il presidente dell’associazione, don Di Noto, commenta: «Il fenomeno non è teorico: è già una realtà concreta. Non possiamo più aspettare l’evoluzione dei casi, serve un intervento immediato per individuare artefici e vittime».

L’allerta arriva nel contesto delle prime settimane scolastiche, un periodo particolarmente delicato. Secondo Meter, l’inizio delle lezioni rappresenta per i minori una finestra di vulnerabilità, in cui la gestione dei dispositivi elettronici personali gioca un ruolo cruciale. «Il ministro Valditara ha recentemente annunciato dei limiti all’uso dei cellulari in classe», ricorda don Di Noto, «ma i primi giorni dell’anno scolastico mostrano che molti studenti continuano a scambiare materiale sessualmente esplicito tra i banchi. L’utilizzo dei device personali in contesti non controllati facilita fenomeni gravissimi come la creazione e diffusione di deepfake su minori».

Le immagini individuate da Meter sono il risultato di attività di monitoraggio costante, condotte dai volontari dell’associazione e dagli esperti digitali impegnati nella lotta alla pedopornografia online. L’associazione ricorda che ogni immagine, anche se generata artificialmente, costituisce reato grave secondo la normativa italiana e internazionale. La legge considera infatti la produzione e la diffusione di contenuti sessuali che rappresentano minori un reato punibile con pene severe, senza distinzione tra immagini originali o alterate digitalmente.

Il caso riflette una tendenza crescente: con l’espansione dell’uso di intelligenza artificiale e algoritmi di generazione di immagini, i minori diventano sempre più esposti a violazioni della loro dignità e privacy. I deepfake sessuali, comunemente definiti “deepnude”, rappresentano un salto qualitativo nella tecnologia criminale: non solo violano il corpo e l’immagine della vittima, ma creano anche un archivio digitale permanente, che può essere diffuso in rete, condiviso e moltiplicato in modo incontrollabile.

Don Di Noto lancia un appello alla società civile, alle istituzioni e alle scuole: «Serve un patto concreto per la tutela dei minori, che coinvolga genitori, insegnanti, forze dell’ordine e piattaforme digitali. Non possiamo più limitarci a reagire ai singoli episodi: è necessaria una strategia di prevenzione e controllo efficace, con educazione digitale e monitoraggio costante».

La situazione in Italia, come sottolinea Meter, non è isolata: il fenomeno dei deepfake sessuali su minori è un allarme globale. L’associazione collabora da anni con le autorità nazionali e internazionali per intercettare contenuti illegali, segnalare utenti e fornire supporto alle vittime. Le immagini scoperte ad Avola rappresentano solo la punta dell’iceberg: secondo le stime, migliaia di minori ogni anno diventano bersaglio di manipolazioni digitali e sfruttamento online, in una rete invisibile di gruppi chiusi e canali criptati.

L’apertura dell’anno scolastico, dunque, non è solo il momento della ripresa dell’apprendimento e della socialità in aula, ma anche un’occasione per riflettere sulla responsabilità collettiva nella protezione dei minori, su come il digitale possa diventare sia strumento educativo sia veicolo di pericolo, e su quali strumenti mettere in campo per combattere crimini che la tecnologia rende sempre più complessi e globali.

«La priorità assoluta», conclude don Di Noto, «è tutelare le vittime e contrastare gli artefici, con interventi immediati e efficaci. La società deve capire che ogni immagine falsa di un minore generata con l’IA è comunque un abuso, e va trattata con la stessa severità della pedopornografia tradizionale».

L’allarme lanciato oggi da Meter ribadisce la necessità di nuove politiche di prevenzione digitale, corsi di educazione tecnologica nelle scuole e interventi normativi più incisivi per tutelare l’infanzia in un mondo sempre più interconnesso. L’anno scolastico 2025-2026, con il suo ritorno in aula, si apre quindi sotto il segno della riflessione sulla sicurezza digitale, ricordando che la tutela dei minori non può attendere.

18 Settembre 2025 ( modificato il 20 Settembre 2025 | 21:19 )
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