9:27 am, 4 Settembre 25 calendario

La storia si sta riscrivendo a Pechino

Di: Redazione Metrotoday
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In una giornata destinata a entrare negli annali della geopolitica contemporanea, il presidente cinese Xi Jinping ha guidato la più grande parata militare nella storia della Repubblica Popolare, celebrando l’80° anniversario della resa del Giappone nella Seconda guerra mondiale.

A fianco di Xi, due figure emblematiche dell’anti-occidente moderno: il presidente russo Vladimir Putin e il leader nordcoreano Kim Jong Un. Il loro apparire insieme in un’unica fila, sul palcoscenico storico di piazza Tiananmen, ha trasmesso un messaggio potente: la convergenza di tre regimi sanzionati, ma decisi a riallocare il baricentro del potere globale.

Esibizione militare e ribalta geopolitica

La parata, durata circa 70 minuti, ha mostrato un arsenale impressionante: missili ipersonici, droni subacquei, veicoli corazzati, armi laser e un inquietante “lupo robot”. L’evento, definito il più imponente mai visto, è stato inaugurato con uno slogan di Xi: “Oggi il mondo sceglie tra pace o guerra…”, sottolineando la narrativa duale che la Cina sta cercando di imporre al discorso globale.

Molti leader occidentali – compresi quelli dell’UE e del blocco NATO – hanno disertato la cerimonia, elevando la presenza di Putin e Kim a segnale diretto di sfida: non solo un’alleanza pragmatica, ma una dichiarazione contro l’ordine mondiale guidato dagli USA.

L’“asse del ribaltamento”: simboli, sequenze e strategie

Gli schermi televisivi e le immagini diffuse dai media di stato hanno catturato la teatralità della scena: Xi, al centro, dialoga con i due uomini che rappresentano il cuore politico della resistenza anti-americana. Esperti di body language hanno osservato comportamenti che rafforzano la supremazia cinese: Xi guida lo scambio, anche fisicamente, mentre Putin e Kim mostrano atteggiamenti più deferenti. L’impressione, a prescindere dalle percezioni individuali, è che la Cina agisca come “padrino di un nuovo blocco multipolare”.

I legami diplomatici si traducono in impegni strategici

Durante i festeggiamenti, Putin ha ringraziato Kim per il supporto militare: migliaia di soldati nordcoreani, carri armati, artiglieria e munizioni sono stati inviati verso l’Ucraina e, secondo fonti sudcoreane, già contano un numero consistente di vittime sul campo. Kim ha ribadito la propria lealtà a Mosca: “Se posso fare qualcosa per te o per il popolo russo, lo farò per fraterna obbligazione”.

Parallelamente, la Cina è diventata la via principale per aggirare le sanzioni occidentali imposte alla Russia, soprattutto nell’ambito di forniture dual-use e tecnologie militari. Xi ha consegnato a Putin una piattaforma strategica, ribadendo la visione di una Repubblica Popolare in ascesa, pronta a formare un asse alternativo all’egemonia americana.

La propaganda come arma di potere

Il fatto che Kim abbia potuto partecipare a un altro evento multilaterale di livello internazionale — l’ultimo risaliva al suo tentativo di mediazione sul nucleare nel 2019 — è un successo diplomatico notevole. Lo si legge come un upgrade del suo status, dopo anni di isolamento. Le immagini ufficiali della KCNA ritraevano il trio sorridente, fianco a fianco, in un’immagine che veicola unità e stabilità all’interno di una narrativa politicamente autocratica.

Messaggi sottesi e sfide aperte

Indebolimento dell’ordine liberale: con Trump negli Stati Uniti e il rallentamento dell’UE, l’iniziativa cinese segnala la volontà di supplire alle lacune della leadership occidentale.

Alleanze anti-occidentali: l’unione tra Pechino, Mosca e Pyongyang suggerisce una rete di cooperazione in ambiti militari, economici e politici, con l’intento di marginalizzare l’influenza occidentale.

Propaganda mediatica interna: il potere dell’immagine, a cura del regime cinese, serve a vendere al proprio popolo sicurezza, appartenenza e rinascita nazionale.

Contestualizzazione storica e simmetrie attuali

Feste e parate simili hanno rappresentato da sempre momenti di potere simbolico. Pensiamo al Giorno della Vittoria nella piazza Rossa o alle celebrazioni in Corea del Nord. La parata di Pechino è un’ibridazione strategica di retorica rivoluzionaria e finalità geopolitiche: la cifra del momento globale è la ricercata dissoluzione della centralità occidentale, a favore di una leadership “alternativa”.

Una nuova convergenza tra potere e immagine

La sorprendente apparizione dei tre leader non è stata solo rituale, ma strategia compiuta. Xi ha fatto leva sulla sua posizione dominante per orchestrare una messinscena che si proietta verso il futuro: un sistema multipolare, anti-americano, sostenuto da regimi autoritari che coltivano alleanze tattiche. Resta da vedere se la sostanza riuscirà a trasmettere la solidità della forma.

La storia si sta riscrivendo a Pechino — e quel che vediamo oggi è solo l’inizio del nuovo quadro mondiale che i regimi di Xi, Putin e Kim stanno cercando di costruire.

4 Settembre 2025
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