Tragedia a Olbia, muore in ambulanza colpito con il taser
In una notte drammatica nel quartiere di Santa Mariedda, alla periferia di Olbia, un uomo di 57 anni è morto in ambulanza mentre veniva trasportato all’ospedale cittadino dopo essere stato immobilizzato dai carabinieri mediante l’uso del taser. L’episodio, accaduto nella notte tra sabato 16 e domenica 17 agosto, è ora oggetto di indagine da parte della Procura di Tempio Pausania.
Secondo le prime ricostruzioni, l’uomo – residente a Bultei, nel Sassarese – era entrato in escandescenza in strada, aggredendo sia i passanti sia i militari intervenuti. Le segnalazioni al 112 avevano allertato le forze dell’ordine, costrette ad intervenire per ristabilire la sicurezza.

Giunti sul posto, i carabinieri avrebbero provato a calmare l’uomo, che però avrebbe reagito con violenza, ferendo uno dei militari al volto. A quel punto, è stato utilizzato il taser in dotazione per immobilizzarlo. Le fonti parlano di una violenza “inaudita” nella reazione dell’uomo; secondo alcuni, potrebbe trovarsi in stato di alterazione psicofisica, forse dovuta ad alcol o sostanze.
Subito dopo l’immobilizzazione, il 57enne è stato preso in carico dal personale del 118 e trasportato in ambulanza verso l’ospedale. Durante il tragitto, però, ha accusato un malore e ha subito un arresto cardiaco. Nonostante l’intervento tempestivo dei sanitari, non c’è stato nulla da fare: l’uomo è deceduto prima di poter giungere al pronto soccorso.

Da subito, la Procura ha aperto un fascicolo per chiarire le circostanze del decesso, delegando le indagini alla Polizia di Stato. È prevista un’autopsia sul corpo della vittima per accertare le cause precise della morte e stabilire eventuali responsabilità.
Nel frattempo, il Sindacato Indipendente dei Carabinieri (SIC) ha diffuso una nota di solidarietà verso i militari coinvolti, sottolineando che l’intervento è avvenuto nel rispetto delle procedure operative previste per situazioni di grave alterazione psicofisica e comportamenti pericolosi per la collettività.
Il dramma solleva interrogativi sul corretto uso del taser da parte delle forze dell’ordine in scenari di alta tensione, e sull’opportunità di alternative meno invasive. Al di là del destino tragico dell’uomo, resta da comprendere se siano state rispettate tutte le linee guida operative e se si siano potuti adottare strumenti de-escalation alternativi.
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