Papa Leone XIV esorta i giovani a cercare grandezza e verità nella fragilità
Nella conclusione del Giubileo dei giovani, celebrato a Tor Vergata, Papa Leone XIV ha condiviso un messaggio profondo e ispiratore. Rivolgendosi a oltre un milione di giovani, ha sottolineato che le fragilità della vita sono parte della meraviglia che ci circonda. “La finitezza dell’esistenza non deve spaventarci”, ha affermato il Pontefice, invitando i giovani a non considerare questi argomenti come “tabù”.

Durante l’Angelus, Papa Leone ha espresso solidarietà ai ragazzi di Gaza e dell’Ucraina, sottolineando che “voi siete il segno che un altro mondo è possibile”. Ha esortato i giovani a non cercare “surrogati inefficaci” per colmare la loro sete interiore, ma a puntare verso un’esistenza che si rigenera nel dono e nell’amore. “Aspiriamo a cose grandi, alla santità, ovunque siate”, ha esclamato, esortando tutti a non accontentarsi di meno.

Il Pontefice ha citato le parole di Papa Francesco, ricordando che la giovinezza è un periodo di inquietudine e ricerca di senso. “Non allarmiamoci se ci scopriamo assetati di significato”, ha ribadito, “non siamo malati, siamo vivi!”. Questo messaggio di speranza ha risuonato in modo particolare tra i giovani presenti, che hanno trascorso la notte nella spianata, mostrando un’immensa energia e passione.

Infine, Papa Leone ha esortato a guardare oltre le apparenze materiali, invitando a cercare la vera felicità nella condivisione e nell’amore. “La pienezza della nostra esistenza è legata a ciò che sappiamo accogliere e condividere”, ha concluso, augurando a tutti un buon cammino verso la santità.
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