11:33 am, 6 Luglio 25 calendario

Raid di Israele provocano 80 morti a Gaza

Di: Redazione Metrotoday
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Nella Striscia di Gaza, almeno 80 palestinesi sono stati uccisi e oltre 304 feriti negli attacchi aerei israeliani nelle ultime 24 ore, secondo fonti mediche. Tra le vittime si segnalano anche bambini, con il raid più devastante che ha colpito un’abitazione nel quartiere di Sheikh Radwan, a nord di Gaza City, dove almeno 10 civili hanno perso la vita. La situazione è critica, con molte persone ancora disperse sotto le macerie.

Il premier israeliano Benjamin Netanyahu, in partenza per Washington, ha dichiarato che “c’è l’opportunità di ampliare il cerchio della pace” e ha evidenziato l’importanza di un colloquio con Donald Trump per far progredire la situazione. Tuttavia, ha ribadito che Israele non accetterà un accordo che consenta a Hamas di mantenere la propria presenza nella Striscia di Gaza, affermando che “ciò significa eliminare le capacità militari di Hamas”.

In un incontro insolito prima della sua partenza, Netanyahu ha discusso con il presidente israeliano Isaac Herzog dell’urgenza di trovare una soluzione per il rilascio degli ostaggi e un cessate il fuoco. Herzog ha espresso il suo sostegno agli sforzi per negoziare un accordo, nonostante le scelte difficili che comporta.

Nel contesto di queste tensioni, l’IDF ha intercettato un missile lanciato dallo Yemen, mentre in Israele è stata approvata la distribuzione di aiuti nella parte settentrionale della Striscia, nonostante le opposizioni all’interno del governo.

Inoltre, è in corso un nuovo round di colloqui tra Israele e Hamas a Doha, con l’obiettivo di trattare sul rilascio degli ostaggi e un accordo di cessate il fuoco. Tuttavia, le autorità israeliane hanno avvertito che Hamas ha presentato emendamenti considerati “inaccettabili” a una proposta in fase di sviluppo.

Mentre la situazione si evolve, Hezbollah ha dichiarato che “non c’è spazio per la resa” e ha ribadito la propria opposizione a qualsiasi accordo che non preveda il ritiro israeliano dai territori occupati.

6 Luglio 2025
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