Guerra Israele-Iran: attacchi incrociati e minacce di escalation globale
Stanotte il conflitto tra Israele e Iran ha visto un’intensificazione degli attacchi incrociati, con sirene d’allarme che hanno suonato nel nord e nel centro di Israele, seguite da raid missilistici israeliani sulla capitale iraniana, Teheran. La situazione si è ulteriormente complicata dopo che il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha esortato l’Ayatollah Ali Khamenei alla “resa incondizionata”, ricevendo come risposta la minaccia di Khamenei che ha dichiarato: “La battaglia ha inizio”.

I media iraniani hanno riportato esplosioni in diverse aree della parte orientale di Teheran, mentre l’Agenzia Internazionale per l’Energia Atomica (AIEA) ha confermato che due impianti di produzione di centrifughe in Iran sono stati colpiti durante i raid. Khamenei ha avvertito che Israele pagherà per le sue azioni e ha sottolineato che l’Iran non perdonerà le violazioni del suo spazio aereo. Inoltre, ha affermato che qualsiasi intervento militare statunitense comporterebbe “danni irreparabili”.
Il vicepremier e ministro degli Esteri italiano, Antonio Tajani, ha annunciato l’organizzazione di voli commerciali da Amman per gli italiani che desiderano lasciare Israele. Nel frattempo, il presidente russo Vladimir Putin ha sottolineato l’urgenza di una rapida fine delle ostilità, mentre la Cina ha esortato gli Stati Uniti a esercitare la loro influenza su Israele per promuovere la de-escalation.

La tensione globale è palpabile, con il portavoce del ministero degli Esteri iraniano, Esmail Baghaei, che ha avvertito che un intervento americano sarebbe una “ricetta per una guerra totale nella regione”. Allo stesso modo, il presidente turco Erdogan ha difeso le azioni dell’Iran come legittima difesa contro l’aggressione israeliana.
Khamenei ha pianificato un discorso televisivo imminente, in cui prometterà una risposta forte al “regime terrorista sionista”. Questo scenario di conflitto è in continuo sviluppo, con Israele che ha iniziato a pianificare attacchi a dicembre, mentre Trump sta considerando un possibile attacco contro gli impianti nucleari iraniani.
Il conflitto, che ora è giunto al giorno 621, ha visto una nuova serie di esplosioni a Teheran e preoccupazioni crescenti riguardo a un possibile disastro nucleare. La premier italiana Giorgia Meloni, al termine del G7, ha ribadito l’importanza di negoziati per fermare l’Iran dal diventare una potenza nucleare. La situazione rimane critica, con le potenze mondiali che monitorano da vicino gli sviluppi.
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