Delitto di Garlasco: inizia l’incidente probatorio per analisi del Dna dopo 18 anni
Oggi si svolge il maxi incidente probatorio sul delitto di Garlasco, un passo cruciale per isolare il Dna dai “campioni biologici” e dai “reperti” rimasti inediti o con risultati dubbi per 18 anni dall’omicidio di Chiara Poggi. Presso la Questura di Milano, 11 esperti tra periti del tribunale di Pavia e consulenti della procura e della difesa sono pronti a dare inizio alle operazioni. Gli esperti nominati dal gip, tra cui Denise Albani e Domenico Marchegiani, esamineranno due scatoloni ritirati dalla Medicina Legale dell’Università di Pavia e dal Comando provinciale dei carabinieri di Milano.
Le prime attività riguardano la verifica della catena di custodia dei reperti, che includono oggetti vari come frammenti di tappetini, confezioni di tè, cereali, biscotti, yogurt e sacchetti della spazzatura. Un’accurata analisi dei reperti potrebbe rivelare flussi biologici ancora presenti, in particolare a partire dalla spazzatura, che non era stata approfondita all’epoca del delitto. Si prevede che l’acquisizione di eventuali residui biologici avvenga dalle 35 strisce para-adesive utilizzate nel 2007 dal Ris per rilevare impronte.
Un accertamento importante riguarderà la traccia 10, rinvenuta sulla superficie interna del portone d’ingresso dell’abitazione di Garlasco. Sebbene fosse stata considerata “non giuridicamente utile”, una nuova consulenza ha escluso che l’impronta appartenga a soggetti noti nell’inchiesta. Tuttavia, rimane da chiarire se possa essere generata da una mano sporca di sostanze biologiche.
Un elemento di discussione sono le tracce biologiche, che verranno confrontate esclusivamente con il Dna del nuovo indagato, Andrea Sempio, e altri soggetti coinvolti, compresi Alberto Stasi e la famiglia Poggi. La difesa ha chiesto di ampliare il perimetro delle comparazioni per includere tutti coloro che potrebbero essere entrati in contatto con la scena del crimine.
L’analisi del materiale biologico, purtroppo esiguo, sarà facilitata dai tracciati elettroforetici. I genetisti coinvolti hanno espresso cautela riguardo a possibili contaminazioni, sottolineando che l’effetto di tali contaminazioni sui profili genetici potrebbe essere imponderabile. La squadra di esperti, composta da genetisti e dattiloscopisti, è pronta a fornire le proprie competenze per chiarire i dettagli di questo caso complesso.
© RIPRODUZIONE RISERVATA




