Ponte Stretto: il Ministero delle Infrastrutture presenta modelli antimafia più rigorosi
Il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti (Mit) ha annunciato un piano di controlli antimafia ancora più rigidi per il Ponte sullo Stretto di Messina.
Questo intervento arriva dopo le osservazioni del Quirinale, che ha bocciato una norma del decreto Infrastrutture, sostenendo che la procedura proposta non fosse sufficientemente severa rispetto alle norme ordinarie. In risposta, il Mit ha sottolineato l’efficacia dei controlli straordinari già utilizzati con successo durante eventi come l’Expo di Milano e le Olimpiadi Milano-Cortina.
“L’esperienza dei controlli antimafia, attuati anche per la ricostruzione post-sisma, ha dimostrato la sua validità. Vogliamo rafforzare le misure di protezione esistenti e integrare il sistema di monitoraggio con professionisti altamente specializzati, per garantire un’efficienza maggiore e tempi di intervento più rapidi”, ha dichiarato il Mit. Questi modelli, già attivi in Calabria per la ricostruzione di ospedali per un valore di 1,7 miliardi di euro, saranno fondamentali per il nuovo progetto del Ponte sullo Stretto, che coinvolgerà migliaia di aziende e oltre 100.000 lavoratori.
Inoltre, il Mit ha evidenziato che sarà obbligatoria l’iscrizione nell’anagrafe antimafia per tutti gli operatori economici coinvolti, impedendo la sottoscrizione di contratti senza tale verifica. “La complessità dell’opera richiede un monitoraggio continuo, che può essere garantito solo da una struttura operativa altamente specializzata”, ha concluso la nota.
Il ministro Salvini ha commentato la situazione, affermando che l’interlocuzione con il Quirinale è diretta e che il decreto per il Ponte inizierà il suo percorso nei prossimi giorni. Ha assicurato un impegno per garantire trasparenza e rigore nei controlli antimafia, sottolineando che è la prima volta che un’opera è sotto indagine prima dell’inizio dei lavori.
Le opposizioni, tuttavia, non hanno tardato a criticare Salvini. Il senatore M5S Pietro Lorefice ha espresso preoccupazione per le dichiarazioni del ministro, evidenziando la necessità di rispettare le istituzioni preposte al contrasto della corruzione e il ruolo del Presidente della Repubblica.
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