Ahmad Manasra rilasciato dopo nove anni e mezzo di detenzione
Ahmad Manasra, un giovane palestinese arrestato all’età di 13 anni, è stato finalmente rilasciato dopo nove anni e mezzo di detenzione. L’arresto di Manasra nel 2015 in relazione a un accoltellamento a Gerusalemme Est occupata ha scatenato polemiche, in quanto è stato interrogato senza assistenza legale nonostante la giovane età. Nonostante avesse dimostrato di non essere coinvolto nell’attacco, è stato condannato a 12 anni di carcere nel 2016, pena successivamente ridotta a nove anni e mezzo.
Durante la sua detenzione, Manasra è stato sottoposto a condizioni disumane, trascorrendo due anni in isolamento che hanno peggiorato la sua salute mentale, portando alla diagnosi di schizofrenia e grave depressione. Nonostante una richiesta di scarcerazione anticipata per motivi di salute nel 2022, le autorità israeliane hanno applicato la Legge antiterrorismo respingendo la richiesta.
Amnesty International, che ha seguito il caso fin dall’inizio, ha espresso sollievo per il rilascio di Manasra, sottolineando che non cancella gli anni di ingiustizia, violenza e traumi subiti. L’organizzazione ha evidenziato come il caso di Manasra sia un esempio delle violazioni sistematiche dei diritti umani subite dai giovani palestinesi all’interno del sistema carcerario militare israeliano.
La morte di un altro detenuto palestinese, Walid Khalid Abdullah Ahmad, di soli 17 anni, tre mesi fa a causa di denutrizione, mancanza di cure mediche e violenze, ha sollevato ulteriori preoccupazioni sul trattamento dei prigionieri palestinesi da parte delle autorità israeliane.
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