Poste Italiane acquisisce Tim e diventa primo socio della compagnia
Il gruppo di spedizioni ha concluso un accordo con la francese Vivendi per rilevare il 15% del capitale ordinario di Tim, rendendosi titolare del 17,815% dell’intero capitale della società telefonica e del 24,81% delle azioni ordinarie. Poste Italiane ha chiarito che non aumenterà ulteriormente la propria partecipazione per evitare l’obbligo di un’offerta pubblica di acquisto (Opa). Questa mossa segna il ritorno di Tim all’italianità, con previsti significativi cambiamenti nel panorama telecomunicazioni nazionale.
Complessivamente, Poste Italiane sborsa 684 milioni di euro per l’operazione, utilizzando la liquidità di cassa. L’accordo si è rivelato vantaggioso per il gruppo delle spedizioni, con azioni acquistate a un prezzo di 0,2975 euro ciascuna, uno dei più bassi mai registrati nelle compravendite azionarie di Tim.

Poste mira a completare l’operazione entro giugno 2025, previa approvazione dell’Autorità garante della concorrenza e del mercato (Agcm) per garantire il rispetto delle regole sulla concentrazione aziendale. Tra gli obiettivi di Poste Italiane c’è il potenziamento del settore delle telecomunicazioni in Italia, con un focus sull’accesso di Postepay (gestita interamente da Poste Italiane) all’infrastruttura di rete mobile di Tim. Inoltre, sono in corso valutazioni per nuove partnership industriali nei settori della telefonia, servizi ICT, contenuti media; servizi finanziari, assicurativi, dei pagamenti; e energia.
Il futuro di Tim e le implicazioni di questa operazione sul mercato e sulla concorrenza sono ancora da definire. La questione dell’accesso ai negozi fisici di Tim in Italia, che l’azienda ha esternalizzato per contenere i costi, è uno dei punti critici in discussione.
Tim potrebbe sfruttare la capillarità degli uffici postali di Poste Italiane per ampliare la propria copertura territoriale e raggiungere facilmente ogni località, superando così i costi. Questo potrebbe portare benefici ai consumatori, a condizione che vengano rispettati i principi di concorrenza. Da un punto di vista pratico, questo rappresenta il principale vantaggio atteso dalla società nei confronti del gruppo di spedizioni, che a sua volta può espandere e rafforzare la propria presenza nel settore delle telecomunicazioni e dell’energia. Le decisioni non sono prese in modo arbitrario, data la peculiarità di Poste Italiane. Salvatore Ugliarolo, segretario generale di Uilcom, ha dichiarato alle agenzie di stampa:
“Questa operazione ci fa sperare che non sia puramente finanziaria ma che sia un’operazione con una logica industriale seria con due grandi aziende come Poste e Tim. È chiaro che ci aspettiamo da parte del governo che ci dia e che ci fornisca qualche elemento in più rispetto all’operazione visto che Poste ha ancora un azionariato pubblico. Aspettiamo che il Governo ragguagli le parti sociali. Confidiamo che magari nei prossimi giorni e nelle prossime settimane avremo qualche informazione in più rispetto a questa operazione.”
Cambiamenti per i Clienti: In termini di servizi, i clienti possono aspettarsi un’espansione che coinvolgerà il settore assicurativo e nuovi servizi finanziari. Nel complesso, i cittadini dovrebbero trarre vantaggio da questa scelta strategica che favorisce l’interesse nazionale. Al momento, ci sono ancora diversi temi in fase di discussione, soprattutto riguardo ai servizi: per aumentare la competitività delle aziende italiane nel settore delle telecomunicazioni è necessario un maggiore impegno nell’utilizzo delle nuove tecnologie e dell’intelligenza artificiale. Non sono previsti cambiamenti immediati, soprattutto per quanto riguarda le tariffe.
Non è escluso un possibile aumento dei costi in futuro, legato a nuove e più complete offerte commerciali. Si prevede un miglioramento della qualità complessiva e un risparmio per gli utenti che utilizzano la stessa azienda per diversi servizi. Poste Italiane ha annunciato servizi aggiuntivi, ma al momento non fornisce ulteriori dettagli. Potrebbe avvenire in un secondo momento il passaggio di PosteMobile a Tim, con un lieve aumento delle tariffe per un’offerta rinnovata e migliorata.
© RIPRODUZIONE RISERVATA





